sabato, 17 maggio 2008 - 00:13
LEI CHE NELLE FOTO NON SORRIDEVA



TRAMA


Una madre muta e immobile come una bambola rotta, un padre che ha più dimestichezza con i maiali che con gli esseri umani. Ester e Alice, due sorelle gemelle legate nell'anima da una dipendenza reciproca e feroce, crescono in un paesino nebbioso e anonimo vicino Modena. Ester, con i capelli tinti di nero, autolesionista e sessualmente promiscua, mette in scena finti suicidi come il protagonista del suo film preferito, e si lascia fecondare dal male e dall'amore. Alice, bionda, sessuofoba e intransigente, sembra invece accordata sulla nota stonata di una purezza ombrosa e risentita. Sullo sfondo di una provincia emiliana monotonamente verde finiscono negli stessi buchi neri, inghiottite dall'insoddisfazione e dalla rabbia.

RECENSIONE

Una storia che brucia. Una vicenda che graffia. Un romanzo che ferisce. Profondamente. Ho divorato questo libro con famelica bramosia. Perchè sono rare le scritture che catturano l'anima. Autrice italiana, storia forse un pò contorta ma sicuramente raccontata con delicatezza, cattiveria, paura, ardore. Una miscela esplosiva di sentimenti. La storia di due sorelle che si amano e si odiano. Il sesso, l'amore, la rivalità, la passione. E la morte. Tutte condite nello stesso piatto e divorato dalle protagoniste con rabbia. Flashback di infanzia e adolescenza. Forti pugni nello stomaco, improvvisamente, nel loro presente. Disperato, corrotto, finito. Un romanzo che sa di agrodolce. Un romanzo che è una fotografia.


Titolo Lei che nelle foto non sorrideva
Autore Cinzia Bomoll
Prezzo € 13,00
Acquistabile presso IBS
Dati 2006, 200 p.
Editore Fazi (collana Le vele)



recensito da miz in narrativa | commenti


lunedì, 05 maggio 2008 - 15:41
VENDUTE!

Incipit

“Si chiama Mackenzie, ma io lo chiamo Mackie, mi piace di più. Lo amo e credo che anche lui ami me. Ma a quindici anni non si parla ancora d’amore.”
 
Recensione

Non è facile scrivere un commento su “Vendute!”, poiché ha suscitato in me profonde sensazioni che vanno dallo sdegno alla rabbia ed inoltre perché la vicenda narrata mi ha scosso profondamente in quanto donna. La storia non è molto complessa: a sedici anni l’autrice è partita felice per lo Yemen, il paese nativo di suo padre, per una vacanza. La realtà che l’attendeva era molto diversa da quella che si era immaginata; infatti, nonostante fosse una cittadina inglese, era stata venduta dal padre e così si è trovata costretta a giacere con un ragazzino yemenita, il suo nuovo marito, e a svolgere i compiti massacranti che in quella società erano destinate alle donne, come riempire il serbatoio dell’acqua, trasportando grossi recipienti in equilibrio sulla testa per centinaia di metri. La situazione viene aggravata dal fatto che quel tragico destino viene condiviso dalla sorella Nadia, arrivata nello Yemen alcune settimane dopo Zana. Le due cercano di fare fronte comune e di resistere alle famiglie dei mariti e alle loro imposizioni, continueranno a lottare per anni e solo grazie all’aiuto della madre, Zana riuscirà a tornare libera in Inghilterra…
Non è possibile riassumere in poche righe la testimonianza sconvolgente contenuta in “Vendute!”. Al di là di facili condanne a una cultura estremamente diversa dalla nostra, penso che un libro come questo sia interessante perché porta a riflettere su quegli abusi ai danni delle donne che rimangono “dietro alle quinte”, di cui non si sente mai parlare; oltre a ciò penso che sia importante soffermarsi ogni tanto sulle “piccole cose” che diamo sempre per scontate, ma che in certi momenti diventano essenziali.
“Vendute!” è stato pubblicato per la prima volta nel 1991, quindi spero che la condizione femminile nello Yemen sia migliorata. Purtroppo, un po’ di tempo fa, ho letto su un quotidiano la una notizia riguardante una bambina di otto anni che chiedeva il divorzio dal marito per maltrattamenti e, alla luce dei fatti riportati da Zana, quell’articolo mi appare ancora più sinistro.
 
Un assaggio

“Menzogne, niente altro che menzogne. Si era trattenuto nello Yemen per nove mesi apparentemente per lavorarci e per far conoscere i bambini ai suoi genitori. Era ovviamente una bugia, infatti i suoi figli maggiori sono spariti. A noi ha promesso vacanze al mare, sulla sabbia, fra le palme… bugie, bugie. Eccomi reclusa e stuprata.
La stessa sorte attende Nadia domani. Che cosa fa mamma, che cosa sa?”


Titolo Vendute!
Autore
Zana Muhsen
Prezzo € 8,80
Acquistabile presso IBS
Dati 1994, 305 p.
Traduttore Forti F.
Editore Mondadori (collana Oscar bestsellers)



recensito da principessafelice in storie vere | commenti (1)


domenica, 04 maggio 2008 - 22:30
ANTICHRISTA

TRAMA

"Antichrista": un titolo che già anticipa il senso di un racconto che ancora una volta presenta la personalità multiforme della sua autrice. Protagoniste due giovani donne: Christa ragazza bella, brillante, libera, intelligente e terribilmente bugiarda, contrapposta all'amica Blanche, mite, timida e bruttina che inizialmente vede nell'amica l'esempio luminoso e brillante da seguire e che gradulmente si accorge come dietro quella facciata si celi una vera Antichrista. Ma chi sarà la vincitrice finale di un rapporto vittima-carnefice che degenera sino a una guerra dichiarata del male contro il bene? Una storia incentrata sul rapporto sadico (e masochistico) di due adolescenti che ha dichiaratamente diversi elementi autobiografici.



RECENSIONE


Bello. Non trovo altri termini per descrivere questo romanzo. Breve, diretto, abilmente scritto.  Anche se, per alcuni versi, ricorda il noto film "la mia peggiore amica", ma molto meno ricamato e meno drammatico. Vittima e carnefice che inevitabilmente si attraggono e si distruggono. Prima una, poi l'altra. A soli sedici anni. Il romanzo scorre, racconta con semplicità la battaglia interiore di una solitaria contro una creatura apparentemente perfetta. Il riflesso distorto allo specchio di una sé stessa che desidera ma sa di non poter essere. La scoperta della propria anima attraverso la sofferenza. Il furto della propria identità, dei propri affetti. La lotta per riconquistarli. E la vittoria. Con un finale che sa di agrodolce. Niente di più di una storia adolescenziale con sfumature psicologiche. Labili, sottili ma incisive. Non avevo ancora letto niente della Nothomb (nonostante l'avessi sentita più volta nominare) ma per fortuna ho acquistato questo libro. Sarà il primo di una lunga serie!


Titolo Antichrista
Autore Amélie Nothomb
Prezzo € 13,00
Acquistabile presso IBS
Dati 2004, 128 p., brossura
Traduttore Capuani M.
Editore Voland (collana Amazzoni)



recensito da miz in narrativa | commenti


- 10:17
SABATO

Trama e recensione

Non ci posso ancora credere! Sono arrivata alla fine del libro più noioso della storia della letteratura, o almeno di quella che sino ad ora mi è capitata tra le mani.

Un medico pieno di sé ha un diverbio con dei teppisti che poi gli occupano la casa in una sera di festa. Colluttazione, il cattivo resta ferito, il medico lo opera e lo salva.

Non mi pare ci sia altro da dire.

Questo libro è Sconsigliato a tutti quelli che amano ritrovarsi tra le mani storie affascinanti, difficili da abbandonare, o storie semplici ma che offrono spunti di riflessione sugli altri o su se stessi.

Questo libro è Consigliato… mmm…. Sinceramente non saprei dire a chi consigliarlo. Sono curiosa di sbirciare in rete e vedere cosa scrivono quelli a cui è piaciuto il romanzo.

L’autore ha lanciato il suo protagonista in milioni di riflessioni su temi “personali”, ma anche a più ampio raggio, e nonostante il libro sia pesantemente intriso delle sue elucubrazioni, non si riesce a cavare un ragno dal buco se si tenta di salvarne qualcuna a fini stilistici, o di contenuto.

Accenno soltanto alla banalità che trasuda dai dialoghi e dalle riflessioni tra marito e moglie in merito alla loro vita, ai figli, al partner. Per non parlare della tristezza delle descrizioni quando la coppia si ritrova nei rari momenti intimi.

Se tutti i libri dello scrittore hanno questo stile, credo che questo sarà il primo e l’ultimo che leggerò.


Titolo Sabato
Autore
Ian McEwan
Prezzo € 11,00
Acquistabile presso IBS
Dati 2006, 292 p., brossura
Traduttore Basso S.
Editore Einaudi (collana Super ET)



recensito da Nerebiglie in narrativa | commenti (2)


sabato, 19 aprile 2008 - 08:15
LO SCANDALO DELLA STAGIONE

Come inizia

“Fin da lontano se ne udiva il clamore. C’erano scoppi di musica e, a ondate, flussi di risate e conversazioni, più forti quando coloro che stavano facendo baldoria si rovesciavano nel cortile. Di continuo, a distanza di pochi minuti, nuove grida d’allegria echeggiavano nell’aria della notte. Era in corso il ballo in maschera dell’ambasciatore francese.”
 
Recensione

“Lo scandalo della stagione” è un romanzo storico ambientato nell’Inghilterra di inizio Settecento, in particolare gli avvenimenti si svolgono in estate, la stagione dei balli e dei ricevimenti: giorni cruciali per trovare nuove amicizie, per accasarsi o per progettare incredibili congiure. Al trono si trova la regina Anna, protestante che tuttavia discende dagli Stuart e, per la prima volta in due secoli, protestanti e cattolici si trovano a vivere in pace. L’Inghilterra vive un periodo di prosperità senza precedenti, ma una questione rimane aperta. La regina è senza eredi e alcune frange di nobili, i cosiddetti giacobiti, cospirano segretamente per riportare in Inghilterra il re cattolico Giacomo III, al momento esiliato in Francia. Questa è la scena su cui si muovono i protagonisti del romanzo della Gee: le sorelle Teresa e Martha, che giungono a Londra per la stagione mondana, con la speranza di trovare un buon marito; Alexander Pope, giovane rampollo di una famiglia rifugiatasi a Binfield per sfuggire alle persecuzioni, che scrive poesie e spera di trovare in città l’ispirazione per scrivere una grande opera che lo renda famoso; mentre Arabella Fermor, una delle dame più corteggiate del momento, si innamora di Lord Robert Petre, gentiluomo con lo sguardo sprezzante e ironico. Saranno loro dare vita al più grande scandalo che la prima metà del Settecento inglese ricordi, raccontato magistralmente da Pope nel poema satirico “Il ricciolo rapito”.
Il debutto letterario della Gee merita di essere letto, anche se non si può definire un capolavoro. Ciò che più mi ha affascinato è l’ambientazione storica: la scrittura fluida ci riconduce tra le strade sporche e i sontuosi palazzi della metropoli inglese, senza trascurare le abitudini dei ricchi (dagli amori leciti e segreti, agli intrighi politici, passando per le consuetudini nell’abbigliamento) e ci ricorda la condizione della donna in quell’epoca: una moneta di scambio tra famiglie potenti, un modo per sancire un’alleanza o guadagnare denaro grazie alla dote fornita dalla ragazza…



Titolo Lo scandalo della stagione
Autore
Sophie
Gee
Prezzo € 18,00
Acquistabile presso IBS
Dati 2007, 368 p., brossura
Editore Neri Pozza (collana I narratori delle tavole)



recensito da principessafelice in narrativa, nuovi autori | commenti


domenica, 13 aprile 2008 - 20:17
NODO DI SANGUE

TRAMA

Benché sia una "cacciatrice di vampiri", Anita Blake riceve nel suo ufficio proprio la visita di uno di essi, latore di una singolare richiesta d'aiuto: soltanto lei, infatti, può fermare il serial killer che, da qualche tempo, circola per St. Louis e si accanisce proprio sui vampiri. Anita rifiuta seccamente, ma quella sera stessa incontra un affascinante e potentissimo vampiro, Jean Claude, che, senza mezzi termini, la ricatta: o lei accetta l'incarico oppure la sua migliore amica morirà. E così la caccia comincia.

RECENSIONE


Nonostante l'abbia letto molto tempo fa è sicuramente uno di quei romanzi che restano, nel vero senso della parola. Questo è l'inizio di una serie di romanzi dell'autrice sull'eroina moderna Anita Blake, cacciatrice di vampiri ed è sicuramente il principio di una lettura molto più che piacevole. Come amante della figura del vampiro non potevo farmi scappare questo romanzo. La vicenda si muove bene, con maestria. L'autrice è un'ottima conduttrice del gioco. Ti prende per mano e ti trascina nei luoghi oscuri della città, attraverso la mente della protagonista (seducente ma alquanto fredda e distaccata), ti avvicina alle figure misteriose dei vampiri e ti fa sentire la paura, quella che si ha quando in ballo c'è un serial killer. Ecco che tifi per Anita, ecco che l'accompagni nel suo percorso, nei vicoli, nei locali, nelle passioni. Un romanzo assolutamente ben scritto e ben dosato. Una nuova saga sui vampiri che ha come protagonista una loro nemica. Un'altra visione della "storia" e per questo non meno interessante. Da leggere.



Gli altri romanzi della serie


Resti mortali
Il circo dei dannati
Luna nera
Polvere alla polvere
Il ballo della morte
Dono di cenere
Blue moon



Titolo Nodo di sangue
Autore Laurell K. Hamilton
Prezzo € 8,60
Non disponibile su IBS
Dati 2005, 338 p., brossura
Traduttore Zabini A.
Editore TEA (collana Teadue)



recensito da miz in thriller horror gialli, noir dark | commenti (1)


giovedì, 03 aprile 2008 - 18:36
SOFFOCARE

Recensione

Voglio bene a Palahniuk per diversi motivi, tra questi c’è il fatto che, dopo aver letto qualche capitolo di questo libro e aver capito per quale motivo il romanzo si intitola “Soffocare”, l’autore alla fine, contrariamente a quanto mi ero permessa di pronosticare pessimisticamente, salva il suo protagonista.
Palahniuk scrive bene e scrive tanto, il suo stile risulta sempre piacevole da affrontare e i suoi libri non annoiano, anzi.
Questo, in particolare, offre interessanti spunti sul piano sessuale, ma regala anche perle di comicità non voluta (o forse sì?!), e informazioni di carattere generale interessanti ma da verificare.

Trama 

Victor Mancini, sessuomane, ex studente di medicina, lavora come comparsa in un villaggio di fine ‘700, storicamente ricostruito, attrattiva della sua città. Per riuscire a sostenere le spese mediche della casa di cura in cui è ricoverata la madre, Victor arrotonda i guadagni fingendo ogni sera di soffocare in un ristorante (ogni volta uno diverso) per colpa di un boccone andato di traverso. Ogni sera un nuovo eroe gli salva la vita e si sente responsabile per lui al punto da sostentarlo economicamente con piccole donazioni volontarie.
Tra la vita, la morte ed il sesso, si snocciolano una serie di eventi che porteranno verso una fine inaspettata.
 
Considerazioni finali

Questo è un tipico romanzo vulcano, ovvero: si parte da un cratere costellato di fatti per ridiscendere verso un unico centro.

Estratto

La Mamma con lui si scusava in continuazione. Gli diceva che per anni la gente si era fatta in quattro per trasformare il mondo in un luogo sicuro e organizzato. Nessuno si era reso conto di che noia sarebbe stata. Una volta che il mondo fosse stato suddiviso in proprietà, sottoposto a limiti di velocità e piani regolatori e tassato e irreggimentato, una volta che tutti fossero stati esaminati e registrati e provvisti di un indirizzo e di documenti. Nessuno aveva lasciato spazio all’avventura, se non al tipo di avventura che si può comprare. Su un ottovolante. Al cinema. E anche così, sarebbero sempre state emozioni finte. Perché uno lo sa benissimo che alla fine i dinosauri non mangeranno i bambini. Il pubblico delle proiezioni di prova si è espresso contro qualsiasi remota possibilità di finta catastrofe. E non esistendo la possibilità che si verifichi una catastrofe vera, un rischio vero, ci è preclusa anche ogni possibilità di salvezza vera. Ebbrezza vera. Eccitazione vera. Gioia. Scoperta. Invenzione.
Le leggi che ci permettono di vivere sicuri sono le stesse che ci condannano alla noia.
Se non possiamo accedere al caos autentico, non avremo mai autentica pace.
Se le cose non hanno la possibilità di peggiorare, non migliorano.
Tutte cose che la Mamma gli raccontava.
Gli diceva: «L’unica frontiera che ci rimane è il mondo dell’intangibile. Tutto il resto è cucito troppo stretto».
Ingabbiato da troppe leggi.
Per intangibile la Mamma intendeva Internet, i film, la musica, le storie, l’arte, le voci che corrono, i programmi per computer, tutto ciò che non è reale. Le realtà virtuali. Le simulazioni. La cultura.
L’irreale è più potente del reale.
Perché la realtà non arriva mai al grado di perfezione cui può spingersi  l’immaginazione.
 


Titolo Soffocare
Autore
Chuck Palahniuk
Prezzo
€ 8,80
Acquistabile presso IBS
Dati 2003, 279 p., brossura
Traduttore Colombo M.
Editore Mondadori (collana Piccola biblioteca oscar)



recensito da Nerebiglie in narrativa | commenti (6)


sabato, 29 marzo 2008 - 21:46
I DANNATI DI MALVA

Descrizione

Malva, la scintillante città di vetro e metallo, circondata dalla foresta. E laggiù, scavata nella terra, l'altra città segreta, soffocata da miasmi tossici. Sopra gli umani, sotto i loro schiavi. È questo il mondo diviso in cui si muove Telkar, il mezzosangue cresciuto tra i privilegi, ma segnato dal marchio infamante dei Drow. E quando a Malva cominciano le morti misteriose, sarà lui a offrirsi per una missione quasi impossibile, scendere nelle viscere della città e scoprire il colpevole. Un viaggio nelle tenebre e nella paura, tra macchinari infernali e veleni, da cui Telkar uscirà completamente trasformato.

Opinione personale

Trovarsi fra le mani un libricino che assomiglia più ad un quaderno che a un libro, specialmente per chi, come me, ha letto entrambe le trilogie di Licia Troisi, lascia un po’ di incertezza. Ma Licia ancora una volta ci stupisce e ci spiazza regalandoci una nuova appassionante storia – completamente estranea al Mondo Emerso con cui ha esordito.

Tralasciando l’innovativa categoria ‘eco-mafia’ di cui faccio un breve accenno più giù, Licia ha realizzato una storia ben congeniata, dimostrandoci di saper destreggiarsi anche nel giallo, per la sua astuta narrazione, e, in questo caso, nel noir.

Per chi ha colto comunque la sua bravura in questa categoria, possiamo leggere piccoli accenni nella prima trilogia, che mano a mano sono cresciuti nella seconda opera.

Licia ci avvicina ad un Mondo stupendo e pulito: Malva, la città di vetro. Ordinata, tranquilla, asettica. Un Mondo dove l’uomo bianco è ancora una volta, osannato, sopravvalutato.

La storia, racconta in prima persona le difficoltà di Telkar, un mezzosangue, per la precisazione mezzo umano e mezzo drow, che a causa della sua ‘impurità’ deve farsi strada nel mondo a sgomitate e lui, povero Telkar, smanioso di essere agli occhi di tutti un umano in tutto e per tutto (gravi motivi che potrete leggere nel libro) diventa un membro della legge e si deve infiltrare tra i Drow puri e misti.

Non solo la sua vera Natura verrà fuori, che non è necessariamente maligna, ma scoprirà anche come non è oro tutto quel che luccica e, lentamente, la sua coscienza subisce una mutazione. Per inciso ‘quella mutazione’, quel salto di qualità che ci costa sacrificio e dolore.

Leggetelo, non solo perché lo ha scritto Licia Trosi.


Un estratto chiave dal libro

« ...
Richiusi la porta e in un angolo riparato dagli sguardi tirai fuori dalla sacca quel che mi occorreva. Bastarono pochi minuti. Quando la biacca fu tolta del tutto e mi ritrovai  nei miei panni di schiavo, per qualche ragione mi sentii bene.
...»

Due parole su EcoMafia


Con il termine ecomafia si indicano tutte le attività criminali ai danni dell’ambiente naturale e storico-culturale. Attività poste in essere da organizzazioni malavitose senza scrupoli che avvelenano l’aria, i fiumi, i mari, i terreni agricoli, sventrano montagne e colline, rubano l’acqua, incendiano boschi e foreste, cementificano le coste, i parchi e i luoghi più belli. Convenzionalmente si vuole dividere l’ecomafia in quattro grandi macro-crimini:

ciclo dei rifiuti,

ciclo del cemento,

racket degli animali,

“archeomafia”.

Con il primo si intende l’intera filiera criminale legata alla gestione dei rifiuti, dalla raccolta fino alla smaltimento finale, passando dai falsi trattamenti chimici e dalle falsificazioni sistematiche dei documenti che li accompagnano. E comprende sia i rifiuti urbani (settore di competenza delle amministrazioni locali) che i rifiuti speciali (specialmente di produzione industriale): nei primi, gli ecomafiosi si infiltrano negli appalti pubblici gestiti dai comuni, nei secondi, attraverso la gestione diretta dei rifiuti industriali, alla fine smaltiti in discariche abusive, in terreni agricoli, in cave abbandonate, o semplicemente dove capita prima. Clan mafiosi, ma anche uomini d’affari, imprenditori, funzionari e amministratori pubblici hanno formato negli anni una vera alleanza criminale, che Legambiente ha definito la “Rifiuti S.p.A.”, a testimoniare la caratura illegale di questa nuova industria del crimine dedita alla gestione dei rifiuti. In regioni come la Campania, un affare che ha eguagliato, se non superato, i proventi del contrabbando e dei traffici di droga.

Non mancano nemmeno i movimenti illeciti su scala internazionale. In Italia entrano rottami ferrosi, spesso contaminati e radioattivi, ma anche carcasse di autovetture e di elettrodomestici, ed escono soprattutto scarti di plastica, materiale cartaceo, elementi elettronici, diretti in Cina, India, Russia, Germania, paesi dell’Est europeo o africani. Dai paesi occidentali, poi, escono rifiuti ed entrano manufatti tossici fatti con la nostra spazzatura, come i giocattoli al vetriolo made in China sequestrati nei mesi scorsi.


Titolo I dannati di Malva
Autore Licia Troisi
Prezzo € 8,50

Aquistabile su IBS
Dati 2008, 176 p

Editore
Edizioni Ambiente (collana Verdenero. Storie di ecomafia)



recensito da MissAylysRaziel in fantasy, noir dark | commenti (3)


martedì, 25 marzo 2008 - 14:38
LUISITO

Descrizione


La vita ogni tanto è una fiaba che merita un lieto fine. Anselma è una maestra in pensione, vedova, anziana, sola, confinata da anni - prima dal marito, poi dai figli - in un'esistenza grigia che non sembra nemmeno vita. Poi, in un'afosa sera d'estate, scorge accanto a un cassonetto dei rifiuti un magnifico pappagallo abbandonato, e decide d'impulso di portarselo a casa. Da quel momento tutto cambia: se prima l'incantesimo di un mago malvagio pareva aver imprigionato lei e il suo mondo in una morsa di gelo, adesso il ghiaccio che era sceso nel suo cuore si scioglie, e mentre Anselma si occupa dell'ospite inatteso riaffiorano ricordi che credeva perduti. L'affetto per l'amica del cuore dell'adolescenza, le illusioni e il disinganno del matrimonio, gli entusiasmi - e la brusca conclusione - della sua carriera di maestra. Grazie al pappagallo Luisito, Anselma ritrova la voglia di vivere che il mondo aveva cercato di farle dimenticare. Ma dovrà difendersi dai soprusi di chi non sopporta, per indifferenza o per animo malevolo, la sua felicità.

Opinione personale

L'ultimo libro della Tamaro, preso e letto in una mattina. Premettendo che non ho mai letto nulla di lei oserei dire che questo volume va su due binari:

1 - La storia introspettiva di un'anziana Signora, con alle spalle una carriera da Maestra, un matrimonio come tanti (triste e infelice), la dura realtà che si scopre nello divenire anziani ed altri, più o meno grandi, dolori di vita.

2 - La meravigliosa storia d'amore di un pappagallo che, appunto, viene salvato dalla protagonista, facendole riscoprire l'energia di vivere e lo stimolo di tornare attiva nel Mondo.

Io l'ho acqusitato per il secondo motivo e, confesso, ho tralasciato le parti d'introspezioni sulla sua persona e sulla vita della protagonista. Soffermandomi esclusivamente sull'interazione tra lei e il pappagallo, per la precisazione: un Amazzone Fronte Blu

Infatti la commozione è stata grande e forse non c'era altro modo che scrivere questo romanzo: Del resto erano due creature che si sono salvate a vicenda.

Leggetelo mi raccomando e state tranquilli se piangerete! Leggetelo, fidatevi!


Inizio del libro

« ...

In principio sobbalzò. Cos’altro poteva esserci laggiù, se non un grosso topo? La luce era scarsa, non s’intravedevano che sacchetti di plastica, vetri, lattine e avanzi di cibo in decomposizione.

...»

Un estratto chiave dal libro

« ...
Animale?
Pensando quel termine si sentì in lieve imbarazzo.
Era un animale, Luisito? O era qualcosa di diverso?
Che cosa è davvero un animale?
Nello spregio dell'uso comune, si scordava troppo facilmente l'essenza di quel termine. Anima. Si, l'animale era qualcuno che possedeva l'anima. Non era altrettanto certa che si potesse dire la stessa cosa della maggior parte degli esseri umani.
...»



Titolo Luisito. Una storia d'amore
Autore
Susanna Tamaro
Prezzo
€ 12,00
Acquistabile presso IBS
Dati 2008, 149 p., rilegato
Editore Rizzoli (collana Scala italiani)



recensito da MissAylysRaziel in narrativa, storie di animali | commenti


venerdì, 14 marzo 2008 - 11:12
RAGAZZE LUPO

image_bookScrittore di culto, scozzese, vincitore del prestigioso World Fantasy Award, adorato da Kate Moss, Jonathan Coe, Neil Gaiman, amante devoto di Buffy the Vampire Slayer (pare che abbia scritto Ragazze Lupo in preda allo sconforto per la fine della serie tv)


IMPERDIBILE


Kalix è la discendente più giovane della più antica dinastia scozzese di licantropi, i MacRinnalch. Si aggira per le strade di Londra, senza tetto e senza amici. Ha disturbi alimentari, soffre di depressione, attacchi d’ansia, è dipendente dal laudano, ascolta soltanto le Runaways, gruppo femminile degli anni settanta, ed è ricercata dai cacciatori, a cui fa gola in quanto figlia del potente Signore dei Lupi, e dalla sua stessa famiglia che l’ha condannata per aver attaccato suo padre. È bellissima, selvaggia, aggressiva e magrissima.

Kalix si imbatte per caso in due umani, Daniel e Moonglow. Nel frattempo nelle Highlands scozzesi ci sono problemi per l’elezione del nuovo Signore dei Lupi, e il clan dei MacRinnalch si prepara a una sanguinosa lotta intestina.

Castelli scozzesi. Strade buie di Londra. Un’antichissima stirpe di licantropi. Battaglie, musica, Camden, un ragazzo timido, una ragazzina gothic. Licantropi e spiriti del fuoco moderni di ogni tipo. Algide intellettuali, mondane stiliste, dissolute musiciste punk, principi amanti del travestitismo, esilaranti Regine del Fuoco fashion victim.

Mescolare e servire freddo, con un goccio di laudano e una fettina di ironia.

Mi piacerebbe se fosse l'inizio di una saga....




Titolo Ragazze lupo
Autore
Martin Millar
Prezzo
€ 19,50
Acquistabile presso IBS
Dati 2008, 667 p., rilegato
Traduttore Olivieri L.
Editore Fazi (collana Lain)



recensito da stella2682 in fantasy, narrativa, narrativa per ragazzi | commenti (4)


giovedì, 13 marzo 2008 - 19:13
UN AMORE

ESTRATTO


"Di colpo egli capì ciò che dicevano, capì il significato del mondo visibile allorché esso ci fa restare stupefatti e diciamo "che bello" e qualcosa di grande entra nell'animo nostro.
Tutta la vita era vissuto senza sospettarne la causa. Tante volte era rimasto in ammirazione dinanzi a un paesaggio, a un monumento, a una piazza, a uno scorcio di strada, a un giardino, a un interno di chiesa, a una rupe, a un viottolo, a un deserto. Solo adesso, finalmente, si rendeva conto del segreto.
Un segreto molto semplice: l'amore. Tutto ciò che ci affascina nel mondo inanimato, i boschi, le pianure, i fiumi, le montagne, i mari, le valli, le steppe, di più, di più, le città, i palazzi, la neve, di più, la notte, le stelle, il vento, tutte queste cose, di per sé vuote e indifferenti che si caricano di significato umano perché, senza che noi lo sospettiamo, contengono un presentimento d'amore.
Quanto era stato stupido a non essersene mai accorto finora.
Che interesse avrebbe una scogliera, una foresta, un rudere se non vi fosse implicata una attesa? E attesa di cosa se non di lei, della creatura che ci potrebbe fare felici? Che senso avrebbe la valle romantica tutta rupi e scorci misteriosi se il pensiero non potesse condurci lei in una passeggiata del tramonto tra flebili richiami di uccelli? Che senso la muraglia degli antichi faraoni se nell'ombra dello speco non potessimo fantasticare di un incontro? E l'angolo del borgo fiammingo che ci potrebbe importare o il caffè del boulevard o il suk di Damasco se non si potesse supporre che anche lei un giorno vi passerà, impigliandovi un lembo di vita? E l'erma cappelletta al bivio col suo lumino perché avrebbe tanto patos se non vi fosse nascosta un'allusione? E a che cosa allusione se non a lei, alla creatura che ci potrebbe fare felici?"

RECENSIONE

Ma non fatevi ingannare dalla citazione sopra... Buzzati non ci ha lasciato duecentosettanta pagine di mielose considerazioni sull'amore. Il suo libro è, a volte, crudo e spietato, squallido e grigio, patetico anche, ma l'autore con la sua indicibile capacità narrativa lascia che i fili grezzi si intreccino a quelli preziosi con incredibile maestria, dando vita ad un romanzo particolare, intenso.

TRAMA

Antonio, un uomo ormai avanti negli anni, che non ha conosciuto l'amore, scoprirà quanti dolori, speranze, attese... vita, vi sia dietro questo sentimento di cui tutti parlano (ma chissà quanti conoscono realmente), quando conoscerà Laide, una prostituta bambina che rispecchia non solo la società di un'epoca che fu, ma anche l'odierna.

DRAMMA ESISTENZIALE

E' l'amore, dunque, che ci rende ciechi ed egoisti mostrandoci solo i sacrifici che noi facciamo per l'altro e non viceversa?


Titolo Un amore
Autore
Dino Buzzati
Prezzo
€ 8,80
Acquistabile presso IBS
Dati 2006, 320 p.
Editore Mondadori (collana Oscar scrittori moderni)



recensito da Nerebiglie in narrativa | commenti (6)


- 15:21
LA FIGLIA PERFETTA

Come inizia


“Alle otto di sera l’aeroporto di Baltimora era praticamente deserto. I larghi corridoi grigi erano vuoti, le edicole buie, i bar chiusi. Avevano già chiamato i passeggeri all’imbarco per gli ultimi voli. Gli schermi erano spenti e le file di poltroncine di plastica abbandonate e spettrali.”

 
Trama e commento

Baltimora, 15 agosto 1997. Brad e Bitsy Donaldson, una coppia molto americana, e Sami e Ziba Yazdan, marito e moglie iraniano- americani, si trovano all’aeroporto. Le due coppie, con i parenti al seguito, stanno aspettando il volo dalla Corea per prendere in consegna le loro bambine appena adottate. Nonostante le diversità, tra due famiglie nasce una amicizia e ogni 15 agosto, anniversario del giorno dell’arrivo delle due bambine, viene organizzata una festa che diventa sempre più elaborata e ricca di sontuosi piatti…
Anne Tyler è una narratrice magistrale, capace di toccare temi come il lutto, l’adozione e l’immigrazione in modo delicato e mai superficiale. “La figlia perfetta” aiuta a comprendere i meccanismi e i sentimenti che si attivano quando una coppia cresce un figlio straniero, ma anche la solitudine e le difficoltà d’integrazione (in particolare degli iraniani, visto che una delle famiglie protagoniste è originaria di questo paese). L’alternarsi dei punti di vista, con una prevalenza sull’altera nonna iraniana Maryam, è un espediente ben riuscito: movimenta la trama e rende i personaggi così veri e realistici che è impossibile non affezionarsi ad essi e non lasciarsi coinvolgere dalle loro storie.

Un assaggio

“Lei era ottimista, Maryam. O meglio, non un’ottimista: una pessimista. Ma la sua vita era stata abbastanza difficile da farla guardare ai disastri con più filosofia rispetto a molte altre persone. […] Era fiduciosa che anche se le cose fossero andate male – come poteva benissimo accadere – lei se la sarebbe cavata comunque.”

 

Titolo La figlia perfetta
Autore
Anne Tyler
Prezzo € 15,50
Acquistabile presso IBS
Dati 2007, 291 p., brossura
Traduttore Pignatti L.
Editore Guanda (collana Narratori della Fenice



recensito da principessafelice in narrativa | commenti


domenica, 09 marzo 2008 - 11:36
NELL'INTIMITA'

TRAMA

La giornata si è appena conclusa, la notte avanza, i bambini vengono messi a dormire, la sua compagna va a letto.
Un uomo si aggira per la casa che questa notte ha deciso di abbandonare per inseguire una vita diversa da quella che ora non lo soddisfa. Ripercorre mentalmente le esperienze del passato, rivive le emozioni degli incontri clandestini che hanno costellato la sua vita, cerca risposte ai suoi dubbi nei discorsi che ha scambiato con amici, familiari.
Non si pone domande sul suo futuro se non in relazione al rapporto che avrà con i suoi figli quando se ne sarà andato, se loro lo odieranno perché la loro madre lo odia, se riuscirà a vederli ancora, se loro staranno bene senza averlo accanto.
I dubbi si focalizzano sul presente, è la decisione giusta?

CONSIDERAZIONI PERSONALI

La cosa che più mi ha inquietata leggendo questo libro è il pensiero di vivere accanto a qualcuno di cui non si intuiscono minimamente i pensieri più intimi. Pensi, in fondo, di essere amata, pensi di star costruendo qualcosa di importante con l’uomo che hai accanto, mentre lui, invece, programma di lasciarti nottetempo, senza una parola.

Un’impotenza che va al di là di tutto, perché non si ha coscienza d’averla. Non si può agire, rattoppare, sistemare niente, perché all’apparenza, per te, non c’è niente da sistemare. E invece…

Se da un lato critico aspramente questo tipo di comportamenti, questo correre dietro alle illusioni ciechi davanti all’evidenza che tali sono, gettando all’aria tutto quello che si è costruito, dall’altro resto dolorosamente fedele al mio convincimento che la vita è breve e che ognuno dev’essere libero di fare ciò che desidera, mettendo se stesso al centro di ogni cosa, e questo diritto, se vogliamo che venga riconosciuto a noi, dobbiamo essere pronti a riconoscerlo agli altri.

ESTRATTI

“Qualche settimana prima, Susan e io eravamo andati a trovare una coppia sposata da circa un anno. Lungo la strada avevo esposto la mia simpatica teoria secondo la quale le persone si sposano quando sono al massimo della disperazione, che il bisogno di un certificato è un segno sicuro di un calo d’affetto.”

“Crede di essere una femminista, ma ha solo un brutto carattere.”

“Rimpiangerò di essere stato privato di questa stanza. Perché, anche se l’arte della solitudine non mi è mai stata insegnata e ho dovuto impararla da solo, mi è diventata necessaria come i Beatles, i baci sulla nuca e la gentilezza. Qui posso seguire il ritmo dei miei pensieri mentre leggo, scrivo, canto, ballo, penso al passato e perdo tempo. In questo luogo ho esaminato intuizioni appena avvertite, ho catturato idee oscure ma pressanti. Non sto parlando del piacere di parlare, fare o volere, ma di perdersi.”


Titolo Nell'intimità
Autore Hanif Kureishi
Prezzo € 6,00
Acquistabile presso IBS
Dati 2000, 108 p.
Traduttore Cotroneo I.
Editore Bompiani



recensito da Nerebiglie in narrativa | commenti


mercoledì, 05 marzo 2008 - 06:14
CAOS CALMO



TRAMA

Pietro Paladini è un uomo apparentemente realizzato, con un ottimo lavoro, una donna che lo ama, una figlia di dieci anni. Ma un giorno, mentre salva la vita a una sconosciuta, accade l'imprevedibile, e tutto cambia. Pietro si rifugia nella sua auto, parcheggiata davanti alla scuola della figlia, e per lui comincia l'epoca del risveglio, tanto folle nella premessa quanto produttiva nei risultati. Osservando il mondo dal punto in cui s'è inchiodato, scopre a poco a poco il lato oscuro degli altri, di quei capi, di quei colleghi, di quei parenti e di tutti quegli sconosciuti che accorrono a lui e soccombono davanti alla sua incomprensibile calma. Così la sua storia si fa immensa, e li contiene tutti, li ispira fino a un finale inaudito eppure del tutto naturale.

RECENSIONE


Ho finito di leggere questo libro, con tanto entusiasmo nel primo centinaio di pagine e tanta delusione nelle successive. L'idea iniziale l'ho trovata interessante ma poi il racconto si è troppo intersecato in se stesso e nelle solite nevrosi maniacali del protagonista. Con una bambina che sembra non accorgersi mai di quello che non ha più.
La cosa più interessante erano le storie accessorie dei diversi personaggi che si affacciavano a parlare via via con il protagonista in particolare mi chiedo come mai nessuno si preoccupa seriamente di un bambino che dice solo numeri, contando progressivamente, senza portarlo a fare una qualche visita seria in diversi posti anche. E Francesca la nuova compagna del padre del suddetto bambino , che è evidentemente un incapace in tutto, che ogni tanto dice cose stranissime senza rendersene conto.
Ecco in un caso del genere la prima cosa che si fa direi è una risonanza magnetica al cervello per escludere qualsiasi cosa possa provocare tale comportamento. Ma nessuno ci pensa nè al bambino nè a Francesca che mi pare siano le uniche vere persone che soffrono in tutto il romanzo.


Titolo Caos calmo
Autore
Sandro Veronesi
Prezzo
€ 17,50
Acquistabile presso IBS
Dati 2005, 451 p., brossura
Editore Bompiani (collana Romanzi Bompiani)



recensito da fenicesulmare in narrativa | commenti


lunedì, 03 marzo 2008 - 20:50
NEW MOON

TRAMA

Isabella Swan si trova suo malgrado coinvolta in una festa per il suo diciottesimo compleanno organizzata da Edward Cullen, il vampiro che ama e da cui è ampiamente ricambiata, e dall'intera famiglia di lui. Bella finirà però col ferirsi accidentalmente con la carta del pacchetto di un regalo, scatenando la sete incontrollabile di Jasper (uno dei fratelli di Edward, meno allenato alla loro scelta di astensione dal sangue umano) e la sua conseguente reazione violenta: Edward si troverà così costretto a dover intervenire per proteggerla da un membro della sua stessa famiglia. Quest'avvenimento lo condurrà a rendersi conto che per Bella, lui e la sua famiglia, non sono altro che una fonte perenne di pericoli mortali. Così i Cullen decidono improvvisamente di lasciare Forks, ma soprattutto Bella sperando di darle così l'occasione di una vita serena e il più normale possibile. Bella cadrà in una profonda e dolorosissima depressione a causa di quest'inaspettato abbandono... dalla quale uscirà parzialmente solo grazie all'amicizia di Jacob Black (conosciuto in Twilight), che verrà però presto messa in crisi da un nuovo segreto. Però alla fine la famiglia Cullen tornerà a Forks. Così Edward chiederà a Bella se lo vuole sposare.

ESTRATTO

“Facciamo una passeggiata”, propose, impassibile, prendendomi per mano. Restai in silenzio, senza riuscire a trovare un modo di protestare immediatamente, come avrei desiderato. Così non andava. Brutto segno, brutto segno, ripeteva la voce nella mia testa. Edward non rimase ad aspettare. Mi portò sul lato destro del giardino, quello che confinava con il bosco. […] Ci fermammo dopo pochi passi sotto gli alberi. Non avevamo nemmeno imboccato il sentiero, vedevo ancora casa mia. Edward si appoggiò al tronco e mi fissò, con un espressione indecifrabile. “Bene, parliamo”, dissi. Apparivo più coraggiosa di quanto non fossi. Prese fiato. “Bella, stiamo per andarcene”. Respirai a fondo. Era una scelta accettabile. Mi credevo pronta. Invece, dovevo sapere. “Perché proprio adesso? Ancora un anno…”. “Bella, è il momento giusto. Per quanto potremmo restare ancora a Forks? Carlisle dimostra a malapena trent’anni e già deve dichiararne trentatrè. Comunque vada, non passerà molto tempo prima che ci tocchi ricominciare da capo”. La sua risposta mi lasciò perplessa. Pensavo che andarcene servisse a lasciare in pace la sua famiglia. Che senso aveva partire, se loro ci avrebbero seguiti? Lo fissai, sforzandomi di capire. Lui sostenne il mio sguardo, impassibile. Un attacco di nausea mi confermò che avevo capito male. “Hai detto che stiamo…”, sussurrai. “Intendo la mia famiglia e me”. Scandito parola per parola.[…] Lui restò in attesa, senza dare segni di impazienza. Mi ci volle qualche minuto prima di riuscire a parlare. “Okay”, dissi. “Verrò con te”. “Non puoi, Bella. Dove stiamo andando, non è un posto adatto a te”. “Il mio posto è dove ci sei tu”. “Non sono la persona giusta per te, Bella”. “Non essere ridicolo”. Il moto di rabbia che avrei voluto sfoderare si manifestò in una richiesta implorante. “Sei la cosa migliore che mi sia mai capitata, davvero”. “Il mio mondo non è fatto per te”, rispose, risoluto. “NO! Non dirmi che il problema è la mia anima!”, gridai, furiosa con le parole che esplodevano, eppure anche quella sembrava una supplica. “Carlisle mi ha detto tutto, ma non mi interessa Edward! Non mi interessa! Prenditi pure la mia anima. Senza di te non mi serve: è già tua!” Prese fiato e per un attimo lo sguardo vagò sul terreno. Sulle labbra, una smorfia accentata. Quando finalmente mi guardò di nuovo era diverso, duro, come se l’oro liquido dei suoi occhi si fosse congelato. “Bella, non voglio che tu venga con me”. Scandì quelle parole lentamente, con cura, lo sguardo freddo sul mio viso, in attesa che cogliessi il senso della frase. “Tu… Non… Mi vuoi?” “No” Lo fissavo senza capire. Con gli occhi su di me, non abbozzò neanche una scusa. “Beh, questo cambia le cose”. Ero sorpresa dal mio tono di voce calmo e ragionevole. Probabilmente era colpa dello shock. Continuavo a non trovarvi un senso. Guardò verso gli alberi e riprese a parlare. “Ovviamente, a modo mio, ti amerò sempre. Ma quel che è successo l’altra sera mi ha fatto capire che è ora di cambiare. Vedi sono… Stanco, di un’identità che non è la mia, Bella. Non sono un essere umano”. Tornò a fissarmi. “Ho aspettato troppo e ti chiedo scusa”. “No”. La mia voce era un sussurro: la consapevolezza aveva fatto breccia e scorreva come acido nelle mie vene. “Non farlo”. Ma lui… Aveva già deciso. “Tu non sei la persona giusta per me, Bella”. Non avevo speranza. Io non ero abbastanza per lui. Cercai di dire qualcosa ma restai in silenzio. Lui attese, paziente. Ci riprovai. “Se… Ne sei certo”. Annuì. Il mio corpo si paralizzò. “Vorrei chiederti un favore, però, se non è troppo”, disse. “Tutto ciò che vuoi”, giurai. “Non fare nulla di insensato o stupido” disse, serio, ma non distaccato. “Capisci cosa intendo, vero?”. Lo sguardo tornò di nuovo freddo, distante. “In cambio, ti farò anch’io una promessa. Prometto che è l’ultima volta che mi vedi. Non tornerò. Proseguirai la tua vita senza nessuna interferenza da parte mia. Sarà come se non fossi mai esistito”.  

RECENSIONE

Dopo aver letto Twilight, sono corsa a comprare il seguito, come ora andrò a prendere il terzo libro della saga di Isabella ed Edward. Sarà che in questo periodo sono molto sensibile, ma questo libro l'ho sentito mio. Sarà anche la bravura della scrittrice nel descrivere i sentimenti dei personaggi, nel renderli così veri...Ma ho sentito i sentimenti di Bella come fosserò i miei, ho pianto con lei, ho sofferto con lei, ho provato ogni suo singolo sentimento. Ho amato questo libro dalla prima all'ultima pagina.


Titolo: New Moon 
Autore: Stephenie Meyer
Prezzo: € 15.13 
Acquistabile presso IBS
Dati: 2007, 446.
Traduttore: Fusari L. 
Editore: Fazi  (collana Lain)



recensito da FrozenLips in fantasy | commenti


- 15:03
MUSICA ROCK DA VITTULA

TRAMA


Matti ha avuto in sorte di nascere nel povero quartiere di Vittula, in una terra che quasi non compare neanche sulle carte geografiche, nell'estremo nord della Svezia. Con freschezza e levità, racconta alcuni degli episodi più significativi della propria infanzia e adolescenza, a partire dall'amicizia con quello strano bambino apparentemente muto che è Niila. Assieme i due affrontano la scuola; scoprono la musica che seppure con ritardo negli anni sessanta arriva pure lì e ne condividono la passione mettendo su un complesso; si confrontano con l'altro sesso e con le usanze barbare, il gusto dell'eccesso e la violenza propri della loro comunità, ma anche con un mondo magico di streghe e fantasmi.




RECENSIONE


Parto dicendo che questo romanzo non mi è piaciuto. E' scritto molto bene ma non mi ha dato nessuna emozione. L'autore racconta molto della Svezia, delle abitudini di quei tempi. Parla della famiglia, dei valori, le vicissitudini di un intero parentato. Racconta di un ragazzo e la passione per la musica, di come nasce, di come si evolve. Ma lo racconta concentrando quasi sempre l'attenzione su quello che sta attorno, la lingua, il paese, le dicerie, i passatempi. Avrei preferito sapere di più sul protagonista ed i suoi amici. Trovo questo romanzo quasi totalmente privo di sentimenti autentici. E' certamente un romanzo con dei contenuti, una vasta e decisa panoramica sul posto e sull'epoca. Ma di umano c'ho trovato poco. Ci sono stati dei momenti in cui la concentrazione cadeva sul protagonista, su ciò che provava durante la sua crescita fisica e mentale, ma puntualmente interrotta da qualcos'altro. Non sono una critica letteraria, lungi da me l'idea di poter etichettare questo romanzo. Ma, personalmente, dalla trama, mi aspettavo qualcosa di differente, tutto qua.


Titolo Musica rock da Vittula
Autore Mikael Niemi
Prezzo € 7,00
Acquistabile presso IBS
Dati 2006, 214 p., brossura
Traduttore De Marco K.
Editore Feltrinelli (collana Universale economica)



recensito da miz in narrativa | commenti


venerdì, 29 febbraio 2008 - 10:21
LA FINE DELL'AMORE

      

La fine dell’amore c’entra col fondo delle tazze bianche, che piano piano diventano scure e macchiate. C’entra con i bicchieri che da sei sono diventatiquattro e c’entra anche con la cucina all’ingrosso che più di due anni nonregge perché inizia a scollarsi e lascia vedere che è fatta di nulla. Tuttaplastica e laminati e tu hai voglia a fare come se fosse di legno e acciaio,ora che si capisce perché costava così poco: non è capace di far durarel’amore e di far durare le sue parti finte.”
morte della passione? Ilaria Bernardini - autrice di teatro e sceneggiatrice oltre che scrittrice - ha da poco pubblicato il suo secondo libro proprio su questo argomento. Si tratta di una raccolta di brevi racconti, tredici.
Isbn sforna un altro libro che si distingue nel panorama librario italiano. A cominciare dalla copertina.
Qualcuno deve aver detto a quelli della casa editrice che il codice a barre su sfondo bianco alla fine stanca. Così per il libro di Ilaria, ci hanno fatto un bello scarabocchio, di quelli un po’ schizzati e sbavati.
Con stile decadente, Bernardini scrive disillusa di quello che sta in mezzo alla solitudine come una parentesi aperta e inevitabilmente anche chiusa: l’amore. Con una predilezione per il lato materiale di questa esperienza. La fine di una convivenza si vede attraverso gli oggetti lasciati lì a futura e sciagurata memoria, oppure attraverso quelli che non ci sono più.

Un piccolo capolavoro essenziale, lucido come metallo. Che fa star male, riflettere. Racconti che si alternano. Da leggere in silenzio, senza distrazioni.

Estratto

“Fuori fa freddo e non c’è nulla da vedere e davvero non è per pigrizia, è una questione di quantità di cose che possono starci in una casa e in cuore, almeno nel mio mi dico. Nel mio ci stai tu e occupi così tanto spazio che scelgo te. Scelgo altre mille volte te, i tuoi occhi e le cose che mi dici le volte che parli. Scelgo di imparare le tue canzoni e di leggere i tuoi libri. Scelgo te e non dovrei, perchè ogni tanto dovrei scegliere me per vedere che piega avrei preso se tu non fossi esistito. E non lo so che piega avrei preso, non sono neppure capace di immaginarlo.”

 

Titolo La fine dell'amore
Autore
Ilaria Bernardini
Prezzo € 12,00
Acquistabile presso IBS
Dati 2006, 243 p., brossura
Editore Isbn Edizioni



recensito da stella2682 in narrativa | commenti


domenica, 17 febbraio 2008 - 22:01
I MONOLOGHI DELLA VAGINA

TRAMA

Per la prima volta, con orgoglio e senza eufemismi, è la vagina che prende la parola. E la sua può essere una storia seria, divertita, choccante, fantasiosa o drammatica: dalla donna bosniaca stuprata all'anziana signora che, a settant'anni suonati, scopre l'orgasmo multiplo in una vasca da bagno, passando per ragazze curiose, bambine violate, professioniste del piacere femminile e severe manager in tailleur.
Ispirati alle duecento e più interviste che Eve Ensler ha raccolto, i "Monologhi" si sviluppano intorno agli argomenti neturalmente associati alla vagina (il sesso, le mestruazioni, il parto) come a quelli, dolorosi e scottanti, dell'attualità (le violenze, la pulizia etnica). Ma cercano anche di dare una risposta a domande più fantasiose: "Se la tua vagina parlasse, che cosa direbbe?"; oppure: "Se la tua vagina si vestisse, che cosa indosserebbe?". Con humour trasgressivo, donne di ogni età, razza, classe sociale e religione provano a dare il loro contributo a questa originale presa di coscienza, smettendo di vergognarsi del proprio sesso e della propria sessualità.
Nel suo viaggio oltre l'ultimo tabù dell'universo femminile, l'autrice ci porta in un mondo in cui non avremmo mai osato inoltrarci, e nel farlo scardina i vecchi dualismi patriarcali (corpo/mente, sessuale/spirituale, maschile/femminile). Nessuno, dopo aver letto i "Monologhi della vagina", potrà più considerare una donna come prima.

AUTORE

Eve Ensler è drammaturga, poetessa, sceneggiatrice e regista. Ha alla spalle una lunta militanza come attivista per i diritti delle donne. Attualemnte è impegnata con una major di Hollywood a un progetto cinematografico su donne e carcere, che avrà per protagonista Glenn Close. vive a New York, dove insegna Drammaturgia all'università. I monologhi della vagina, sono stati portati in scena con grande successo a Broadway (con star come Susan Sarandon, Glenn Close, Melanie Griffith e Winona Ryder), a Londra (con Kate Winslet e Cate Blanchett) e in diverse altre città europee.

HANNO DETTO DI LEI

"Lo stile di Even Ensler ha l'intensità della poesia. L'autrice intesse i suoi monologhi di un umorismo irresistibile, provocando le risate del pubblico. La si potrebbe definire un'abile scrittura vaginale." (The New York Times)


"Eve Ensler possiede la felice dota di cnoiugare temi assolutamente anticonvenzionali con un umorismo accessibile a tutti" 


"Non si pensi a un rito di guerra contro i misfatti dell'aborrito maschio: niente di veterofemminista in questi bei monologhi, nessun isolamento, rivendicativo e bellicoso delel donne. Queste vagine letterarie arrivano dritta dalla vita." (La Repubblica)

RECENSIONE

Anni fa, come scena in un film, vidi  una parte de "I monologhi della vagina" e mi feci tante risate. Poi un paio di anni fa, trovai il libro, e lo acquistai subito curiosa di leggerlo. È talmente scorrevole che lo si legge tutto d'un fiato. Mi aspettavo solamente un libro comico, pieno di battute...in realtà è molto di più di questo. Eve Ensler tocca argomentazioni purtroppo veritiere e per chi come noi vive in un paese civile, si trova a leggere di stupri di massa usati nelle guerre e come l'infibulazione, perchè le donne non possano provare più piacere. Degradazioni verso il mondo femminile, spiegate in modo ironico, ma purtroppo vere. Secondo me le donne dovrebbero leggere questo libro...e forse la lettura potrebbe fare bene anche ad alcuni uomini :)


Titolo: I monologhi della vagina
Autore: Eve Ensler
Prezzo: € 9.50 
Acquistabile presso IBS
Dati: 2008, 128p.
Traduttore: Bignardi M. 
Editore: Tropea  (collana I mirti)



recensito da FrozenLips in narrativa umorismo | commenti


- 19:40
D'UN TRATTO NEL FOLTO BOSCO

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"...non c'era nessuno in tutto il paese che potesse insegnare ai bambini che la realtà non è soltanto quello che l'occhio vede e l'orecchio ode e la mano può toccare, bensì anche quel che sta nascosto alla vista e al tatto, e si svela ogni tanto, solo per un momento, a chi lo cerca con gli occhi della mente e a chi sa ascoltare e udire con le orecchie dell'animo e toccare con le dita del pensiero. Ma chi avrebbe mai dato retta ad Almon? Era un vecchio verboso e quasi cieco, sempre lì a discutere con il suo brutto spaventapasseri."

Trama

La notte, al villaggio, uno strano, impossibile silenzio abita il buio. Anche di giorno, l'assenza degli animali lascia ovunque le sue tracce: non un cane in cortile, non un gatto sui tetti, e nemmeno una mosca che ronza o un grillo che canta nei prati intorno. Qualcosa dev'essere successo tempo fa e i bambini ogni tanto fanno domande che restano senza risposta. Fino a quando Mati e Maya non partono per la loro avventura, in cerca del mistero del villaggio dove gli animali sono scomparsi. Nel folto del bosco troveranno Nimi, il bambino puledrino ammalato di nitrillo, Nehi, il demone del bosco e una triste verità.

Commento

Bellissimo...non ho parole..è il primo libro che leggo di Amos Oz e subito, già alle primissime righe mi aveva colpito il cuore..è una favola...anche per i piccoli, ma più per i grandi..una favola sul valore dei sogni, sulla verità, sulle prese in giro e su come troppe volte si viene esclusi per un nonnulla.. Per me è stupendo..da leggere assolutamente...e io adesso voglio il nitrillo!!! :D

p.s. Grazie a MIz per avermi invitato in questo bellissimo blog! Io sono Eleonora, 16 anni e lettrice accanitissima! Essendo questo il mio primo post se c'è qualcosa che non va ditemelo così per il prossimo lo faccio in modo che concordi con lo stile del blog. :)

Titolo D'un tratto nel folto del bosco
Autore
Amos Oz
Prezzo € 6,50
Acquistabile presso IBS
Dati 2007, 114 p., brossura
Traduttore Loewenthal E.
Editore Feltrinelli (collana Universale economica)



recensito da lafantasianata in narrativa | commenti (3)


domenica, 10 febbraio 2008 - 11:32
LA LINEA D'OMBRA



Recensione

L'interesse per la conoscenza di un autore famoso come Conrad e una quarta di copertina allettante mi hanno portata all'acquisto de "La linea d'ombra" di Joseph Conrad.

Ho letto il romanzo ovviamente in italiano, ma nonostante l'abile traduzione lo stile dell'autore emerge in tutta la sua prepotente eleganza.
Ci vuole molta abilità nello scrivere per rendere l'idea, in così poche pagine (n.d.r. 126 pag.), di una situazione talmente angosciosa e drammatica da lasciar poco spazio alla speranza di un lieto fine.
Conrad è riuscito nell'impresa di mantenere vivo l'interesse del lettore descrivendo una situazione stagnante in cui, a parte i tormenti dell'animo umano, viene alla luce ben poco dal punto di vista della trama, dell'intreccio.



Trama


Un giovane e abile marinaio, proprio quando sembra aver deciso di abbandonare il mare, viene chiamato al primo comando della sua vita.
Il sogno che si realizza diventa ben presto un incubo quando si ritrova su un vascello la cui ciurma è decimata dalla malattia e non una bava di vento li sospinge laddove sono diretti.

Estratto:

Con l'ancora caponata, e invelata fino alle gallette, la mia nave sembrava starsene immobile come un modellino di veliero collocato sui riflessi di luce e ombre di un marmo levigato. Nell'enigmatica tranquillità delle immense forze dell'universo era impossibile distinguere la terra dall'acqua. Fui preso da un'improvvisa impazienza.
  
- Non governa per niente? - dissi con irritazione al marinaio le cui mani brune e robuste, strette alle caviglie della ruota spiccavano illuminate nelle tenebre - quasi un simbolo del diritto che l'umanità rivendica a dirigere il proprio destino.




Titolo La linea d'ombra. Una confessione
Autore
Joseph Conrad
Prezzo
€ 6,00
Acquistabile presso IBS
Dati 2006, XII-126 p.
Traduttore Marenco F.
Editore Einaudi (collana Einaudi tascabili. Classici)



recensito da Nerebiglie in narrativa | commenti


sabato, 09 febbraio 2008 - 09:51
BEAUTIFUL

Trama


Tre storie, tre città differenti, la stessa disperazione sottile che percorre la vita, le parole, la perdita di peso di Kiara, Elena, Diana: età diverse, posti distanti, la medesima patologia incombente, l’anoressia. Beautiful è una docu-fiction in cui la narrazione e gli espedienti del romanzo danno sostegno alla realtà concreta e tragica di quella malattia. La lotta per un’affermazione intima, per la conquista di una perfezione che abbia la purezza dell’assenza: Kiara, Elena, Diana raccontano di un mondo parallelo governato dalla dea Ana (Anoressia, appunto). Beautiful spiega il mondo più intimo delle ragazze che soffrono di questa malattia, soffermandosi su un aspetto fino ad ora poco considerato dal can-can mediatico: la realtà comunicativa e affettiva che si cela dietro l’anoressia.


Recensione


Beautiful è un conto alla rovescia. Lo si capisce da subito, dal titolo che ogni capitolo del libro porta impresso: pag. 23 - Kiara (21 kg al collasso). E quei chili andranno diminuendo nello svolgersi delle vicende che la riguardano. Così come quelli di Elena e Diana, sue immaginarie compagne di sventura. Loro sono tre malate di anoressia, tre normalità in fase avanzata di autodistruzione, accomunate dalla ricerca continua e ossessiva dell’annullamento di ogni sbavatura da loro stesse. Perdere peso, acquisire controllo, eliminare tutto ciò che c’è di imperfetto nella loro vita.
Il contesto cambia in ognuna delle tre storie trattate in parallelo dal libro, ma sembra non contare: che sia la Milano patinata di una famiglia per bene, la Genova ricca e benestante, la Cosenza più provinciale e piccolo borghese, poco importa. Kiara, Elena, Diana hanno scelto la ribellione estrema, la negazione estrema: togliersi lentamente la vita. Beautiful tratta di questo mondo apparentemente invisibile senza pregiudizi né giudizi, provando prima di tutto a capire, a dare una risposta all’ineludibile domanda: perché?
La risposta, forse, si trova nei blog e nei siti pro-Ana da cui il libro tra spunti interessanti e concreti, parole vere nel senso più radicale del termine. E’ infatti nello spazio virtuale che le malate di anoressia riescono a trovarsi più a loro agio, smettono di essere casi singoli per diventare comunità collettive. Una doppia rinuncia alla materia, al peso fisico e all’identità, che vorrebbe portare all’acquisizione di una consapevolezza assoluta. Internet e musica, questo il filo che unisce le tre protagoniste e i loro pensieri lasciati nel web: canzoni in cui riconoscersi, in cui trovare riferimenti alla dea Ana- onnipresente anche quando i testi non hanno nulla a che vedere con essa.
Attraverso un collage di registri e stili (quello dei blog, delle chat, del rock e del pop), si giunge a conoscenza del linguaggio, della realtà, dei sentimenti che si celano dietro l’anoressia. Sofferenza e musica, internet e disperazione. Una scoperta, quella portata da Beautiful, per nulla accomodante. Ma necessaria. Un libro epocale? No. E non è nemmeno questione di grande o piccola scrittura, qui. Arrivare alla fine del romanzo significa rinunciare ai sensazionalismi, alla comunicazione più becera: capire un po’, in contatto diretto col vuoto.
"Personaggi e storie sono frutto della mia fantasia. Non i pensieri. Non il dolore."
Questo l’avvertimento che l’autore pone sulla primissima pagina del libro.
Voltato il foglio, comincia il racconto lucido di una normalità spaventosa. Un dolore tridimensionale che lascia una strana sensazione di freddo e calore, addosso. Letteratura umana.

Curiosità

L’autore, Andrea, ha 24 anni e ha rinunciato al suo cognome, come senza cognome sono le ragazze delle chat e delle comunità in rete.
Altre info su: www.myspace.com/librobeautiful


Recensione inviataci via mail da Stefano.


Titolo Beautiful
Autore Andrea
Prezzo € 12,00
Acquistabile presso IBS
Dati 2008, 144 p.
Editore No Reply (collana Velvet)