martedì, 16 giugno 2009 - 18:11
I SEGUACI DEL VAMPIRO

Recensione

La quarta di copertina mi aveva stuzzicato e il primo capitolo aveva posto delle belle "basi": un serial killer si aggira per la città, otto adoslescenti sono state brutalmente uccise e tra queste è morta la figlia della migliore amica di Conny, la quale, proprio per questo motivo, decide di entrare a fare parte della commissione speciale che indaga al riguardo. La poliziotta riceve una misteriosa indicazione via mail da parte di un mittente sconosciuto e irraggiungibile: se Conny si reca in un certo locale gotico, il Trash, troverà il Vampiro (come è stato chiamato dalla stampa l'omicida). Il suggerimento si rivela corretto, tanto che la protagonista si trova ad affrontare il serial killer. Riesce a salvarsi e a liberare la vittima del momento, una ragazza che si riprenderà in seguito in ospedale. Il Vampiro ora, però, ha preso di mira proprio Conny...
Purtroppo il romanzo non si è rivelato all'altezza delle aspettative, infatti la trama in diversi punti è lenta: l'autore si perde a descrivere azione per azione il comportamento o le reazioni della protagonista, soprattutto in occasione di conflitti con i "cattivi". Inoltre il racconto non ha molta sostanza e non è nemmeno rafforzato dalla presenza di un personaggio ben caratterizzato, in quanto Conny è una donna debole che dubita spesso di se stessa e non riesce a colpire nel profondo il lettore. La detective non è un'eroina e non riesce mai ad "alzarsi" di livello, anche nei momenti di maggiore azione. Infine, per dare il colpo di grazia a "I seguaci del vampiro", devo dire che la conclusione del romanzo non è chiara o quanto meno lascia l'amaro in bocca: lo scrittore tedesco non dà tutte le risposte che uno cerca e molti punti restano oscuri. Mi spiace doverlo scrivere, ma ho speso male i miei soldi.
 

Titolo I seguaci del vampiro
Autore
Wolfgang Hohlbein
Prezzo € 12,90
Acquistabile presso IBS
Dati 2009, 475 p., brossura
Traduttore Sedehi S.; Ciuffi F.
Editore Newton Compton (collana Vertigo)



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domenica, 19 aprile 2009 - 11:09
I RAGAZZI DI SAN PIETROBURGO




TRAMA


Marina, innamorata del giovane Tema, incinta al nono mese, truccatrice di cadaveri all'obitorio, assiste per caso a un regolamento di conti della mafia russa. Raccoglie per terra un cellulare e, per gioco, accetta un contratto come killer. Sperpera in una notte i 35.000 dollari dell'anticipo e va a conoscere la sua vittima, un grottesco capomafia che si innamora all'istante di lei e le chiede di sposarlo. Un "pulp fiction" dalla nuova Russia che presenta il ritratto di una generazione che passa attraverso le esperienze senza prendere nulla sul serio e rifiutando qualsiasi valore tradizionale.



RECENSIONE


Anche in questo caso sono piuttosto confusa nell'esprimere un parere su questo romanzo. Innanzitutto posso dire con assoluta certezza che non ha molto a che fare con il retro copertina. La trama riassunta infatti rispecchia poco e niente il contenuto del libro. Prostitute? Droga? Vite ai margini? Si, in un certo senso si ma più che altro è ciò che ruota maldestramente e marginalmente intorno ai protagonisti che sa di "distrutto", per il resto trovo i personaggi assolutamente integri, furbi, intelligenti, miracolati. La vicenda è senz'altro molto interessante e l'idea della storia geniale. Peccato sviluppata un pò frettolosamente (secondo me) e alle volte confusa. Nella totalità ho trovato il romanzo piacevole e la narrazione da 10 e lode (grande autore, prima volta che lo leggo ma applaudo) ma la storia si snoda alle volte in maniera un pò troppo "leggera". In ogni caso pollice in su per i dialoghi sospesi nell'etere anche dopo aver ammazzato un essere umano. I due protagonisti sono grotteschi e assolutamente geniali. Direi che tutto sommato non mi è dispiaciuto. Forse è soltanto da comprendere, da leggere nella giusta maniera.


Titolo I ragazzi di San Pietroburgo
Autore Sergej Bolmat
Prezzo € 8,50
Acquistabile presso IBS
Dati 2003, 377 p., brossura
Traduttore Caramitti M.
Editore BUR Biblioteca Univ. Rizzoli (collana Narrativa)



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mercoledì, 01 aprile 2009 - 23:43
RESTI MORTALI

TRAMA

Resuscitare i morti per Anita Blake, la cacciatrice di vampiri più famosa d'America, è diventata un'operazione di routine. È il suo mestiere. Ed è anche molto comodo quando si vuole far luce in un caso di eredità contesa o di assasinio. Però se il defunto in questione è tale da trecento anni, la faccenda si complica, poiché occorre un sacrificio umano, e Anita non è disposta a uccidere nessuno, neppure per un milione di dollari. Tanto infatti le è stato offerto e tanto lei ha rifiutato. Faccenda chiusa? Tutt'altro. Come consulente della squadra investigativa per i delitti soprannaturali, Anita è stata convocata per dare una mano nelle indagini su una serie di efferati omicidi. La polizia brancola nel buio e anche Anita è perplessa: nessuna delle creature che lei ben conosce - vampiri, licantropi, necrofagi - può aver commesso delitti tanto spaventosi. Ma poi un'idea si fa strada nella sua mente: e se qualcun altro avesse resuscitato lo zombie pluricentenario e lo avesse trasformato in un killer disumano?




RECENSIONE

Secondo episodio della saga di Anita Blake, cacciatrice di vampiri. A differenza di "nodo di sangue" che fa da overture a questo filone (a mio avviso superbo) questa volta abbiamo a che fare prettamente con Zombie. Creature che Anita Blake conosce fin troppo bene. Ho apprezzato la narrazione della Hamilton, come sempre, e ho adorato la protagonista dalla prima all'ultima pagina. Sempre impavida, sempre forte, sempre la migliore. Con la presenza marginale di Jean Claude, Anita si muove nei meandri dell'underground con la solita ironia. Ancora una volta alle prese con un nemico a prima vista invincibile ma poi sempre la vincente, come si può immaginare. Morti viventi che la devono terminare, ricatti, rapimenti, sparatorie, non ci fa mancare nulla la nostra Hamilton. Dunque consiglio di leggerlo (non prima di aver letto "nodo di sangue", ovviamente). Merita davvero.


Titolo Resti mortali
Autore Laurell K. Hamilton
Prezzo € 8,60
Acquistabile presso IBS
Dati 2009, 358 p., brossura
Traduttore Zabini A.
Editore TEA (collana Teadue)



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sabato, 21 marzo 2009 - 16:42
IL CIRCO DEI DANNATI e LUNA NERA

copertina 1copertina 2Ho deciso di scrivere un unico post per due libri di Laurell K. Hamilton, nelle quali vengono narrate due puntate con protagonista Anita Blake, l'eroina femminile che è entrata nell'olimpo dei miei personaggi preferiti sin dal primo volume della serie, intitolato "Nodo di sangue". Anita, oltre a essere una risvegliante, collabora con la polizia nei casi in cui sono coinvolti esseri sovrannaturali e, in "Il circolo del dannati" si trova a indagare sulla morte di alcune persone, uccise brutalmente da un gruppo di vampiri. I sospetti inizialmente cadono sul master della città, l'affascinante Jean Claude, il quale però nega ogni coinvolgimento. La situazione diventa pericolosa quando la stessa protagonista viene aggredita da un vampiro incredibilmente antico, Alejandro, quasi immune ai crocifissi e alle pallottole rivestite d'argento... Invece "Luna nera" è incentrato sulla relazione che la risvegliante stringe con un licantropo (non svelerò il nome perchè la storia nasce alla fine de "Il circolo dei dannati") e che porta ovviamente una reazione da parte di Jean Claude, che non vuole "perdere" Anita. Il filo rosa si intreccia con il caso di alcuni licantropi scomparsi e con quello di alcuni snuff movie, ossia di film porno spinti dove si registra la morte in diretta di una persona. Quest'ultimo romanzo vede una prevalenza della parte romantica che, tuttavia, risulta un po' noiosa, in quanto la situazione non si sblocca per le titubanze di Anita (quasi irroconoscibile a furia di ripetere le stesse cose sui lati "sgradevoli" e inaccettabili del suo nuovo compagno). I libri sono piacevoli e scorrevoli, i personaggi sempre strani e curiosi a loro modo, mentre i gialli che stanno alla base dei libri sono interessanti e non prevedibili fino alla fine. Tuttavia è innegabile che la serie sta perdendendo man mano un po' del suo fascino, come spesso accade nelle saghe lunghe o guardando un telefilm dopo la prima stagione. Io continuerò a leggere le storie di Anita, ormai mi sono affezionata a lei - ma questo l'ho già scritto!

 

Titolo Il circo dei dannati
Autore Laurell K. Hamilton
Prezzo € 8,90
Acquistabile presso IBS
Dati 2006, 365 p., brossura
Traduttore Zabini A.
Editore TEA (collana Teadue)


Titolo Luna nera
Autore Laurell K. Hamilton
Prezzo € 8,90
Acquistabile presso IBS
Dati 2006, 394 p., brossura
Traduttore Zabini A.
Editore TEA (collana Teadue)



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lunedì, 09 marzo 2009 - 10:37
CI VEDIAMO AL BAR BITURICO

TRAMA

In una Capri estiva, assonnata e turbolenta (ma gastronomicamente scintillante tra pizzelle e fiorilli, scialatielli ai frutti di mare e pezzogne all'acqua pazza), si incrociano le vite di Giada, un'adolescente smaniosa di scoperte e soprattutto di sesso, e di Bruno, un professore sessantaduenne, abbastanza conosciuto per le sue apparizioni televisive, che si considera ormai "tranquillo, senza desideri, senza passioni". Lui ha un'eterna moglie, sta progressivamente elaborando un bilancio impietoso della propria vita, e vestito con "camicia di lino bianco, pantaloni di lino bianco e scarpette di corda rosse" trascina le sue vacanze passando da un "PIP, cioè un temutissimo Pranzo In Piedi", all'altro. Quando si incontrano al mare, mentre lui prova "un tremolio del cuore" che non sentiva da tanti anni, Giada pensa che "sarebbe divertente arraparlo un po', per vedere come reagisce".



RECENSIONE


Non amo recensire negativamente i libri perchè ritengo che tutti, bene o male, abbiano qualcosa da trasmettere. Ma questa è una delle rare volte in cui mi permetto. Ovviamente è un parere del tutto personale e non oserò in assoluto sconsigliare il romanzo, in quanto ad altri potrebbe piacere. Detto questo passo alla mia opinione. Sono stata attratta dal titolo, l'ho trovato divertente ed io amo i doppi sensi, nella vita. La trama non mi convinceva ma lasciava molto alla fantasia così ho deciso di leggerlo. Ma ahimè sono rimasta delusa. La scrittura è senz'altro ottima, l'autore è bravissimo. Ma la storia è di un ripetuto e banale terribile. Solita passione/desiderio tra attempato e ragazzina, rivista Lolita moderna che ho trovato in altri romanzi. Ma credo che sia voluto, in quanto la copertina della mia edizione (non quella riportata qua) raffigura in disegno occhiali a forma di cuore e lecca lecca, che ricorderete fu locandina del film di Kubrick. Ma a parte la lolitesca narrazione direi che il personaggio che ne emerge (la ragazzina) è di un cattivo gusto esagerato, troppo cinica, troppo vogliosa, troppo perfida, per i suoi 13 anni. Per quanto le adolescenti possano essere una miscela di tutto questo, trovo che questa Giada sia oltremodo esasperata. Diventa quasi odiosa. Se l'intento era questo, l'autore con me c'è riuscito. In quanto al professore (guarda un pò!) lo trovo patetico, assurdo, noioso e rindondante nelle sue esternazioni. Si parla di cibo, sesso, mare, con estrema semplicità. Troppo diretto, troppo poco introspettivo, sfacciato ma scadente nello squallido. No, non mi è piaciuto. Ma non nego che la lettura sia scorrevole, chiara, senza sfronzoli inutili. Questo è un merito e l'autore un eccellente narratore. Peccato la trama sia piatta e, ripeto, i personaggi poco interessanti (oltre che credibili).


Titolo Ci vediamo al Bar Biturico
Autore Paolo Doni
Prezzo € 7,20
Acquistabile presso IBS
Dati 2007, 129 p., brossura
Editore TEA (collana Teadue)



recensito da miz in narrativa | commenti


domenica, 01 marzo 2009 - 23:40
NON MI UCCIDERE



TRAMA


Mirta ha vent'anni. È intelligente, bella, con una famiglia normale alle spalle. Un giorno conosce Robin, dieci anni più di lei, affascinante, misterioso. È il colpo di fulmine. Gli ingredienti del loro rapporto sono un grande amore e l'eroina. Saranno fatali per entrambi. Si erano giurati di non lasciarsi mai e Mirta mantiene la promessa. Qualche giorno dopo il funerale, esce dalla tomba, ma di Robin nessuna traccia. Lei si accorge di essere cambiata, ormai fa parte della schiera fittissima dei sopramorti, quelli che non trovano pace. Ma per sopravvivere ha bisogno di mangiare. È la carne umana che le dà forza, la carne e il sangue. E la fame aumenta.

RECENSIONE

Mirta è davvero, a mio vedere, l'eroina dark più avvincente degli ultimi tempi. Ho trovato questo romanzo sorprendente, sotto ogni punto di vista. Lo stile, la narrazione, l'atmosfera. L'autrice ha creato una trilogia a mio avviso originale. Di fatti questo romanzo è il primo di tre libri su Mirta. Chi è la protagonista? Una sopramorta, ovvero una morta che vive. Tra di noi. E si sfama di noi. Il motivo per cui Mirta esce dalla tomba è l'amore. Di fatti resta in attesa del suo amore per molto tempo scoprendo, poco alla volta, cosa significa vivere dopo la morte. E' davvero interessante leggere come il suo divenire mostro si accompagni all'amore smisurato per il suo ragazzo. Come può un personaggio apparentemente negativo essere assolutamente adorabile. La forza, la rabbia, il coraggio, la paura. Tutto condito e miscelato ad arte da Chiara Palazzolo. A seguire dell'autrice su Mirta "strappami il cuore" (già recensito qui) e "ti porterò nel sangue".


Titolo Non mi uccidere
Autore Chiara Palazzolo
Prezzo € 16,50
Acquistabile presso IBS
Dati 2005, 427 p., rilegato
Editore Piemme



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mercoledì, 07 gennaio 2009 - 08:57
DIETRO LO SCHERMO

copertinaIncipit

"Caro professore, ti dispiace se comincio io? La tua provocazione di venirmi a "stanare" dietro lo schermo confeso che un po' mi ha spiazzato. Ricordo che quando ci siao sentiti al telefono, la prima volta, mi hai detto: - Che ne direbbe, direttore, di pensare alla televisione come se fosse un'opera d'arte e di farci qualche riflessione?- [...]"

Commento

Ho ricevuto questo libro in regalo da una mia carissima amica in occasione del mio compleanno e la sua scelta mi ha incuriosito: è noto che non sia una grande fan di Emilio Fede; tuttavia ho già apprezzato il coautore, il tema è molto vicino al mio percorso di studi e il libro è smilzo, quindi mi sono fidata. Alla fine è una lettura decisamente interessante e mi ha permesso di rivalutare il sig. Fede. Infatti quest'ultimo è sicuramente un personaggio: ad esempio ha parecchi aneddoti sfiziosi da raccontare, utili per conoscerlo meglio e per capire il "lato oscuro" della sua professione. Inoltre mi sono trovata spesso d'accordo con le sue riflessioni sul mezzo televisivo, in particolare quando sottolinea che "almeno in passato, l'autorevolezza aprioristicamente attibuita al mezzo televisione fosse frutto del ragionamento, allora diffuso, per cui chi "va in televisione", ci va perchè "ha qualcosa da dire", perchè è titolare di una competenza riconosciuta o testimone di fatti o vicende degne di attenzione o riflessione. Molto è cambiato, e non perchè manchino colleghi e professionisti rispettati e capaci, ma è successo che dall'epoca del cosiddetto "esperto" chiamato a intervenire su temi e questioni pertinenti alle sue conoscenze si è lentamente - ma altrettanto inesorabilmente - scivolati a quella che mi piace chiamare l'illusione della verità, di cui il "caso umano" costituisce l'archetipo." Ultimamente in tv spopolano storie strappalacrime raccontate dagi stessi protagonisti, nelle quali si fa leva sull'emotività e non sulla comprensione degli eventi. In questo modo, come dice il giornalista "l'attenzione dello spettatore, piuttosto che concentrarsi sui fatti e sulla loro analisi, viene turbata da una partecipazione emotiva indotta e costruita a tavolino dagli autori e dalla regia del programma." Questo è solo uno dei temi affrontati da Fede e Moriggi nella loro "chiacchierata", difatti ci si interroga anche sul ruolo pedagogico della televisione (perchè questa non può essere il canale di programmi utili e costruttivi per il pubblico?) e sulle provocazioni "stilistiche" dei giornalisti.

Comunque rimane chiaro il principale motivo per cui non guardo quasi mai il tg 4 e non adoro Fede: mi irritano i suoi commenti alla fine di ogni notizia trasmessa. Lui li considera un modo per interpretare i fatti e per avvicinarsi allo spettatore, ma io credo che l'italiano in ascolto non sia stupido e non abbia bisogno della sua opinione; esistono degli spazi appositi sia sulla cartastampata sia nella programmazione di qualsiasi canale (o quasi). Capisco che è inevitabile che ogni notizia sia presentata in modo soggettivo dal professionista che confeziona un servizio o scrive un articolo, però, a mio parere, Fede potrebbe risparmiarci le sue idee. Mi sembra ottimo chiudere con una citazione del direttore del tg 4: "Io sono cattolico, certo. E come tutti sanno, sono stato e continuo a essere socialdemocratico. Tantomeno mi pare di avere mai fatto mistero delle mie attuali preferenze partitiche all'interno del vasto panorama politico italiano. Non a caso, infatti sono spesso criticato per questo. "Sei di parte!" dicono... Ma chi non lo è? Forse chi finge di non esserlo?". L'ho già scritto. Fede è un personaggio unico.


Titolo Dietro lo schermo. L'arte della comunicazione televisiva
Autore
Emilio Fede ; Stefano Moriggi
Prezzo € 14,00
Acquistabile presso IBS
Dati 2008, 111 p., brossura
Editore Editrice San Raffaele



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domenica, 04 gennaio 2009 - 13:10
FARFALLE NERE



TRAMA


Nix Saint-Michael è tormentato dalla visione di un cerchio luminoso che avvolge le persone che stanno per morire. Farfalle dipinte e disegni appena scarabocchiati prendono vita sotto lo sguardo viola di Ondine Mason. Sangue sotto le unghie e fango sulle caviglie angosciano i risvegli di Morgan D'Amici, che non ricorda nulla delle sue notti da sonnambula. A Nix, Ondine e Morgan, legati dallo stesso destino, è stato promesso che le loro inquietudini troveranno una spiegazione durante un rave tra i boschi, il rave del solstizio d'estate, di cui tutti parlano senza sapere esattamente dove sia. Alle soglie della notte più lunga della loro vita li aspetta una rivelazione sconvolgente, difficile da accettare ed estremamente pericolosa da affrontare... Una storia d'amore, orrore e magia che corre sotto la pelle di un'America dura, seducente e trasgressiva.

RECENSIONE

Parte come una delle solite "favole" moderne e un pò, a mio avviso, tenta di imitare la già nota saga di Stephenie Mayer, quella di "twlight", per capirci (anche se non amo quest'ultima rivelazione dell'anno). Fino a metà mi ha annoiato, non tanto per la mancanza di "movimento" tanto per la banalità di alcuni eventi. E' come se, leggendolo, anticipassi già quel che sarebbe accaduto. Molto carina l'idea di mischiare moderno con fiabesco, quindi il popolo delle fate in un rave, l'eroe di turno punk, tanta musica e attualità. Con lo snodarsi della storia il romanzo acquista un pò di spessore (non troppo a dire il vero) nel momento in cui si da il via alla lotta finale, molto breve devo dire ma sicuramente di maggior impatto rispetto a tutto il resto. Sicuramente magistrale la creazione del personaggio di Nix, benché assurdamente poco interessante a livello umano si rivela affascinante come personaggio nel mondo fatato. Manca un pò di azione verso la fine ma pare voluto dall'autrice. Concludendo mi aspetto qualcosa di più da questa scrittrice, sono certa possa darne. Per il resto non mi sento di bocciarlo, leggero e scorrevole, arriva alla sufficienza e forse la supera un pò.



Titolo Farfalle nere
Autore Tara B. Smith
Prezzo € 14,00
Acquistabile presso IBS
Dati 2008, 437 p., brossura
Traduttore Marcolini S.
Editore Mondadori (collana Shout)



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venerdì, 12 dicembre 2008 - 18:18
ECLIPSE


Trama

È il terzo titolo della saga di Stephenie Meyer sulla storia d'amore tra la giovane Bella e il vampiro buono Edward, dopo "Twilight" e "New moon". Mentre Seattle è funestata da una serie di strani omicidi e una vampira spietata continua a darle la caccia, Bella si trova ancora una volta in serio pericolo. È arrivato per lei il momento delle decisioni e dei sacrifici: basterà il fidanzato Edward a farle dimenticare il migliore amico Jacob? Troverà il coraggio necessario a diventare una Cullen? Obbligata a scegliere fra l'amore e l'amicizia, è consapevole che la sua decisione rischia di riaccendere la millenaria lotta fra vampiri e licantropi. Nel frattempo l'esame di maturità è alle porte e per Bella il momento della verità si avvicina...

Recensione
 
"Eclipse" è il terzo libro della serie inaugurata da Stephenie Meyer con il best seller "Twilight", recentemente trasposto sul grande schermo. Nelle pagine di questo volume ritroviamo Bella e Edward, nuovamente felici insieme dopo la separazione voluta dal giovane vampiro in "New Moon" (per approfondimenti vedi scheda libro nel menù a sinistra). La situazione non è delle più tranquille: Victoria continua a cercare un modo per vendicarsi su Bella dell'uccisione del suo compagno James da parte di Edward, tentando di superare il muro di protezione costruito dai Cullen e dai licantropi Quileute e sfruttando talvolta gli attriti tra le due bande. Inoltre, mentre Edward cerca di tenere lontano dalla sua amata l'amico Jacob, una serie di misteriosi omicidi sta diffondendo la paura di un nuovo serial killer a Seattle. Mentre è in casa dei Cullen, riuniti per creare una strategia, Bella apprende la storia di Jasper, che espone anche la sua teoria: non è un serial killer qualsiasi ad imperversare a Seattle, bensì una banda di vampiri neonati, guidati da qualcuno... probabilmente Victoria.
La Meyer non delude i fan con "Eclipse", anzi penso che il ritorno di Edward restituisca un ingrediente essenziale alla storia e renda la trama più avvicente rispetto a quella del secondo romanzo della saga, anche se "Twilight" resta ineguagliabile. Edward a tratti sembra iper protettivo, lato del suo carattere che verrà sviluppato nell'ultimo volume, "Breaking dawn"; tuttavia credo che i suoi difetti lo facciano apparire più "umano" e non svalutino affatto il personaggio. Anzi ho apprezzato la pazienza del vampiro di fronte ai "dubbi" di Bella e la sua capacità di perdonarle qualche peccatuccio (non posso scendere nei dettagli). Sia per lui che per Bella "Eclipse" rappresenta una svolta: vengono prese importanti decisioni e chiarite alcuni situazioni, nonostante diverse cose siano rimandate al quarto episodio. Il ritmo conosce qualche calo che lascia dei dubbi  - a volte la Myer sembra tirare la storia per le lunghe e in alcuni casi si ha la sensazione di deja vù (ad esempio lo spazio centrale dedicato alla storiografia dei vampiri e dei licantropi rallenta un po' la lettura), tuttavia si avverte un climax crescente che porta direttamente a "Breaking dawn". 
Confermo la presenza di un alto tasso di romanticismo, però ribadisco di non avero mai trovato eccessivo o "zuccheroso". Questa è una critica spesso mossa contro la Meyer, anche se credo che bisogna prenere la serie di Edward e Bella per quello che è: una storia d'amore intensa con i suoi pregi e i suoi difetti... e poi, accidenti, su questo pianeta arido e sterile tutto cio' che ci fa sognare ed emozionare merita di essere premiato!!


Titolo Eclipse
Autore
Stephenie Meyer
Prezzo
€ 18,50
Acquistabile presso IBS
Dati 2007, 503 p., rilegato
Traduttore Fusari L.
Editore Fazi (collana Lain)



recensito da principessafelice in narrativa, fiabe moderne | commenti (1)


domenica, 23 novembre 2008 - 12:20
IL RAGAZZO DELLE CONSEGNE



TRAMA


Sei nella suite di un grande albergo di Las Vegas, hai venticinque anni, centomila dollari di debiti, il volto sfigurato e hai perso lavoro e fidanzata: come hai fatto a ridurti così? Semplice: sei il ragazzo delle consegne. Consegne di ragazze. Ragazze squillo. Un Holden più vecchio e al passo coi tempi che si muove in una Las Vegas insolita, sotto le luci ammiccanti dei casinò e sui cocci del sogno americano infranto, tra giovani che farebbero qualsiasi cosa per un po' di coca, per cui le marche sono i soli punti fermi del proprio universo e l'invito al party serale l'unico obiettivo per cui dannarsi l'anima.

RECENSIONE

Ottimo. Lo stile e come lentamente l'autore ci conduce nell'abisso del niente. Giovani ragazzi alle prese con sé stessi e il loro totale nulla interiore. Come tutti i romanzi che toccano argomenti di disagio giovanile pensavo di trovarmi di fronte alla banalità più completa. Errore! Questo romanzo tocca diverse tappe del discendere. Il protagonista assume la forma del più superficiale, privo di ideali, assolutamente vuoto. Eppure è colui che manovra la storia. Gli individui intorno a lui sono ancor più frivoli e sottili ma nel resoconto della loro inutile esistenza si colgono le ferite dell'anima. Ferite che persistono ad allargare. E non si capisce nemmeno se l'amore è un sentimento presente nella vicenda. Benchè menzionato e, apparentemente, provato. Semplice dunque arrivare ad abbandonare gli unici progetti sensati, facile perdere la possibilità di diventare padre e quindi responsabile e facile è farsi seriamente del male, restando soltanto in possesso di un animo, ma ahimè ormai logoro. Questo romanzo va letto, non racconta niente di nuovo ma lo fa con estrema semplicità senza nascondere la pochezza dei protagonisti.


Titolo Il ragazzo delle consegne
Autore Joe  McGinniss jr.
Prezzo € 15,00
Acquistabile presso IBS

Dati 2008, 247 p., brossura
Traduttore Pensante M.
Editore Il Saggiatore (collana Narrativa)



recensito da miz in narrativa | commenti


sabato, 27 settembre 2008 - 14:25
QUATTRO STORIE DAL MONDO DI BEATRIX POTTER

 

Descrizione

Apri questa raccolta di quattro storie scelte tra i ventitré classici racconti di Beatrix Potter e segui le avventure del disobbediente Peter Coniglio nel giardino del signor McGregor. Ma anche quelle di Johnny Topo di Città che vive ad Hawkshead e del suo amico Timmie Willie, topino di campagna arrivato in città nascosto in una cesta! Segui poi la storia di una torta e di una tortiera e quella di Timmy Puntappiè, dove compaiono scoiattoli grigi, tamie e addirittura un orso nero!


Opinione personale

Fu il film a spingermi ad approfondire l’argomento ‘Potter’. Che riporta subito ad Harry, ma che nulla c’entra con il nostro amato maghetto.

Il film introduce, racconta e vive l’evoluzione artistica di questa donna del fine 800: Helen Beatrix_Potter.

 



Le vicissitudini e le difficoltà non solo sociali.

Questo libro è una ventata di aria fresca! Sono principalmente storielle per bambini è vero, ma le sue narrazioni non sono scontate, i suoi personaggi sono animaletti buffi e antropomorfi, che indossano eleganti vestitini e fanno cose a metà tra il buffo, l’umano e il bizzarro. Leggerle riporta indietro nel tempo, nelle cose semplici, nella vita di un tempo.

Antichi sapori, ormai dimenticati, un immenso mondo di Natura che Beatrix ha saputo sfruttare per trovare la sua meritata felicità!



Estratti



«Una tortiera bianca con il bordo rosa… e la mangerai tutta tu.» Quel tu sono io… il che significa che Ribby dovrà uscire a comprarsi le focaccine dolci… Oh che splendida idea mi è venuta!



«Sei arrivato nel periodo più bello dell’anno! Ti preparerò un bel pasticcio di erbe e ce ne staremo seduti al sole!»

«Oh! È un po’ umido qui!» disse Johnny Topo di città, tenendosi la coda sotto il braccio, per evitare che si infangasse.

 

Titolo Quattro storie da Il mondo di Beatrix Potter
Autore
Beatrix Potter
Prezzo € 11
Acquistabile presso IBS

Dati
2007, 127 p., ill., rilegato
Traduttore
Ascorti R.; Ziliotto D.
Editore Sperling & Kupfer (collana Beatrix Potter)



recensito da MissAylysRaziel in narrativa per ragazzi, storie di animali | commenti


domenica, 07 settembre 2008 - 14:59
LA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI

COMMENTO:

Non conosco i criteri secondo cui viene assegnato il Premio Strega, ma se uno di questi fosse “premiare il libro più bello dell’anno” non capisco come mai il vincitore di questa edizione è stato “La solitudine dei numeri primi” di Paolo Giordano.

È evidentemente un libro da classifica, uno di quei libri da cui si può trarre un film, uno di quei libri, insomma, che ha poco di nuovo, di originale di bello da dire. E sia chiaro, quando dico “bello”, non penso assolutamente ad una storia a lieto fine quanto, piuttosto, ad una storia in grado di lasciarti qualche cosa, qualcosa che consenta alla tua vita di conquistare un impercettibile meta.



TRAMA:

Due persone, un ragazzo e una ragazza, che avrebbero potuto condurre vite normali, sono accomunate da traumi infantili che li segneranno per tutta la vita. Nel romanzo, questo  loro essere soli ed unici li avvicinerà portandoli a conquistare una comprensione reciproca, che viene meno proprio nel momento in cui l’attrazione che provano l’uno per  l’altra potrebbe manifestarsi.

 

Titolo La solitudine dei numeri primi
Autore
Paolo Giordano
Prezzo
€ 18,00
Acquistabile presso IBS
Dati 2008, 304 p., rilegato
Editore Mondadori (collana Scrittori italiani e stranieri)

 



recensito da Nerebiglie in narrativa, concorsi letterari, nuovi autori | commenti (4)


sabato, 23 agosto 2008 - 08:51
LA FINESTRA ROTTA

TRAMA:

Alice Sanderson viene trovata morta nel suo appartamento di Manhattan, la gola recisa, il quadro più prestigioso della sua collezione scomparso. Gli indizi sulla scena del delitto conducono inequivocabilmente ad Arthur Rhyme, un uomo sposato che la vittima frequentava da poco. È Lincoln Rhyme, criminalista tetraplegico geniale e ribelle, a prendere in mano l’ultimo caso, per scagionare il cugino Arthur. Studiando gli indizi capisce che qualcosa non torna e si convince dell'innocenza del parente...

COMMENTO:

Da Deaver ci si aspetta sempre il meglio e il lettore non verrà deluso anche questa volta. Io, tuttavia, ho deciso di non redigere l'ennesima scheda libro dedicata al grande autore americano perchè "La finestra rotta" non mi ha convinto fino in fondo. è un thriller che si legge bene, nonostante la sua mole; si approfondisce la conoscenza con i "tradizionali" personaggi a cui ormai ci siamo affezionati; il tema è assolutamente attuale: il furto di identità. Quest'ultimo è affrontato considerando i problemi attuali sulla privacy e sull'ingerenza nelle vite dei singoli da parte di società che raccolgono dati per business; in alcuni punti mi è parso di leggere un articolo di giornale. Insomma questo è un argomento interessante, però mi pare che Deaver, a volte, entri troppo nello specifico. Dunque a "La finestra rotta" assegno un voto alto, con riserva.


Titolo La finestra rotta
Autore
Jeffery Deaver
Prezzo
€ 21,50
Disponibile presso IBS
Dati 2008, 565 p., rilegato
Traduttore Cappi A. C.
Editore Rizzoli (collana Rizzoli best)



recensito da principessafelice in thriller horror gialli | commenti (1)


mercoledì, 06 agosto 2008 - 12:44
BEDUINA


TRAMA


"Il fidanzato di mia madre si è preso una cotta per me e lei mi ha mandato a vivere con papà". Come i lettori hanno modo di scoprire fin dalla prima riga, Jasira, l'adolescente protagonista di questo romanzo, tende a saltare i preliminari. Ma forse sa che non esiste un modo piacevole, o garbato, o indolore, per dire quello che ha da dire: quindi lo dice e basta. E ci parla di papà, appunto, un ingegnere spaziale che lavora a Cape Canaveral ma ha nel sangue, e nelle mani, la violenza del Medio Oriente da cui proviene; del signor Vuoso, patriottico e muscoloso vicino di casa e collezionista di "Playboy", dei compagni di scuola che la chiamano "beduina", di giochi che un tempo si sarebbero detti proibiti e di molto altro ancora.



RECENSIONE


Ho letto queto libro più di un mese fa e solo ora lo recensisco. Ho avuto bisogno di assorbirlo alla meglio, perchè mi ha rapita fin dalle prime righe e mi ha catturata per molto tempo, dopo averlo chiuso. Il romanzo in questione è la storia di una ragazzina alle prese con il sesso. Una ragazzina che scopre il suo corpo e, a differenza di molte sue coetanee, diviene immediatamente consapevole dell'arma che possiede. Esplosivo, erotico, alle volte crudo, ma intenso e dolcissimo. Uso quest'ultimo termine perchè la ricerca del piacere in sé stessi è consapevolezza dell'esistere realmente. E non c'è niente di più dolce. Jasira, la protagonista tredicenne, non prova vergogna né pudore nel mostrare la sua pulsione e nel mettere in pratica tutto ciò che può darle piacere e farla sentire viva, felice di esistere, nel cerchio opprimente di una famiglia fantasma. L'amore spinge il suo corpo a donarsi ma la ragione, che per un attimo si era dissolta nelle pieghe del desiderio, torna per assecondare la naturale crescita da bambina a donna. La consapevolezza che non tutto è concesso e che esistono dei limiti per salvaguardare la propria serenità. E nella vita, quella nuova, Jasira scoprirà il vero amore. Quello che supera i confini del dolore.

ESTRATTO

Il fidanzato di mia madre si è preso una cotta per me e lei mi ha mandato a vivere con papà. Io non ci volevo andare. Papà è nato in Libano e parla inglese con un accento strano. Mia madre lo ha conosciuto all'università, si sono sposati e hanno avuto me, poi hanno divorziato quando avevo cinque anni. È successo perché tuo padre è meschino e prepotente, mi ha spiegato lei. A me il divorzio dei miei non mi ha sconvolta per niente. Mi era rimasta impressa una scena: papà dava uno schiaffo alla mamma e lei gli strappava via gli occhiali, pestandoli sotto il tacco sul pavimento. Non so perché stessero litigando, ma ero contenta che almeno lui non ci vedesse più.
Tutte le estati, comunque, mi toccava passare un mese con papà e mi veniva la depressione. Poi, quando era ora di andare a casa, mi tornava il buonumore. Era un'ansia, vivergli vicino. Voleva che ogni cosa fosse fatta in un certo modo, che però sapeva solo lui. Il più delle volte non mi azzardavo neanche a muovermi. Un giorno ho versato un po' di succo di frutta su uno dei suoi tappeti di chissà dove e lui ha detto che non avrei mai trovato marito.
Mia madre sapeva benissimo come stavo insieme a lui, ma intanto mi ci ha mandato a vivere lo stesso. Era fuori di sé perché piacevo al suo fidanzato. Gliel'ho spiegato che non doveva preoccuparsi, che tanto a me Barry non piaceva, ma mi ha risposto che non era quello il punto. Secondo lei, io me ne andavo sempre in giro con le tette dritte in fuori ed era difficile che Barry non lo notasse. Ci sono rimasta proprio male, perché non potevo farci nulla se le mie tette erano così. Non mi era mai saltato in mente che Barry potesse notarmi. Avevo solo tredici anni.


Titolo Beduina
Autore Alicia Erian
Prezzo € 12,00
Acquistabile presso IBS
Dati 2008, 345 p., brossura
Traduttore Oneto G.
Editore Adelphi (collana Gli Adelphi)



recensito da miz in narrativa, erotismo | commenti (1)


martedì, 29 luglio 2008 - 22:00
CINQUANTA VACANZE ORRENDE

TRAMA


Cinquanta fra le peggiori esperienze che possano essere capitate in tema di vacanze: quando le vacanze da sogno si trasformano in un incubo. Storie tragicomiche di: rotture del nucleo famigliare; cibi immangiabili e orribili malattie esotiche; crociere sconvolte da uragani e scottature solari terrificanti; inapproppriati viaggi d'affari. Il volume fa anche un passo indietro nel tempo per dare un'occhiate alle infernali vacanze del passato, per poi esaminare la cultura delle vacanze del XXI secolo, con una serie di informazioni su temi più seri, quali: il numero di morti "da vacanza" che accadono ogni anno, il numero e il tipo di reclami ricevuti ogni anno da operatori diversi, i profitti realizzati ed i prezzi pagati per queste tremende vacanze.



RECENSIONE


L'autore non è nuovo a questo tipo di libri, infatti prima aveva scritto "Cento lavori orrendi" (il perforatore di torte non l'avevo mai sentito come lavoro :D), poi scriveva dei "Cinquanta posti nel Regno Unito dove e meglio non vivere". Un libro, questo, scritto riportando storie vere e statistiche di viaggi fatti anche in destinazioni molto note e in paesi molto civili. Disavventure che ci auguriamo non ci accadano mai. Dei veri viaggi all'inferno. Un libro che oltre a raccontare le disavventure di poveri turisti ci mette il sorriso sulle labbra per il modo in cui vengono narrate. C'è una sezione in cui vengono riportati i cinque viaggi più inquinanti poichè costringe a muoversi con dei biplani in qualsiasi punto del paese. Viene infine riportato il coefficiente di pericolosità tra un viaggio in un determinato paese e un'altro. Questo libro è indicato anche a chi non fa le vacanze in quanto leggendo le disavventure degli altri non si pentirà di essersene restato a casa. Un libro giuda per imparare ed evitare sul come non fare delle brutte vacanze.

ESTRATTI

1 - NEWQUAY, INGHILTERRA
C'era una volta un tranquillo villaggio di pescatori chiamato Newquay, uno dei migliori posti per il surf dell'intero paese. Ma appunto tanto tempo fa: ora lo troverete pubblicizzato sul «Sun» come L'Ibiza del Regno Unito. Andateci d'estate o in occasione di qualsiasi festa comandata e troverete una città assediata da un'orda di zoticoni analfabeti che si trascinano in giro storditi da una combinazione di alcolici di bassa qualità e droghe illegali di ogni tipo, intenti a urlare oscenità a chiunque gli passi accanto e sia di sesso opposto. Se vi riesce di trovare uno spazio sulla spiaggia è probabile che sia coperto di spazzatura, di preservativi usati e di cartoni vuoti di hamburger Mc-Donald's.

Dio vi scampi e liberi poi dal tentare di fare surf in quelle acque leggendarie: sarete di nuovo assaliti da migliaia di persone che si accalcano in mare lasciandovi lo spazio sufficiente a un bambino di cinque anni. La sera poi escono gli ubriachi, le prostitute, gli spacciatori e i vampiri che affollano en masse le strade e quei luoghi di perdizione, comunemente noti con il nome di night club, a prezzi da estorsione. Newquay era un posto per rilassarsi, ora è diventato un luogo di disperazione, dove i futuri sposi si danno appuntamento per l'ultima notte di libertà e bagordi. Vorrà ben dire qualcosa se i residenti d'estate lasciano il paese.
James

2 - CUBA
Per mesi avevo atteso con impazienza la settimana di vacanza «tutto compreso» da trascorrere con due amici. Sette giorni sdraiati sulla spiaggia; a fumare sigari e a visitare la Avana dei locali notturni... Mmmh, non proprio.

Arrivammo in hotel e subito ci fu consigliato di rimanere all'interno del complesso alberghiero per l'intera durata del soggiorno, e di non avventurarci per nessuna ragione nel paese fuori di lì. E già questo era piuttosto lontano dalle vecchie Cadillac scolorite che avevano percorso le strade della mia immaginazione. Venne fuori che come al solito la brochure ci aveva ingannato, e che ci trovavamo a chilometri di distanza dall'Avana. L'hotel aveva una spiaggia privata, con una recinzione sorvegliata da guardie armate che impedivano l'accesso agli abitanti del luogo.

Un po' allarmato dalla presenza delle guardie chiesi a un barman perché si trovavano lì. «Per evitare che i locali vi molestino chiedendovi continuamente soldi, rovinandovi la vacanza», rispose. Bello stare in vacanza dalla parte dell'apartheid economico. Non mi ricordo affatto che se ne facesse menzione nella brochure pubblicitaria. Passai il resto della vacanza soverchiato dal senso di colpa e di disprezzo per me stesso. Devo dire che fu un chiaro esempio di «occidentale in vacanza che vive come un re con tutto il cazzo di denaro estorto alle nazioni in via di sviluppo dal suo paese, il quale ha inventato il protezionismo commerciale e lo sfruttamento, il cosiddetto "libero mercato"». Per dio, quella vacanza mi ha trasformato in un fottuto hippy. E questo di sicuro sulla brochure non c'era scritto..
Chad


Fidel Castro
3 - RODI, GRECIA
L'isola di Rodi puzza di merda. Il cibo costa troppo e fa schifo. La birra locale è disgustosa. La maggior parte delle case sull'isola è costruita solo a metà, per evitare di pagare le tasse (che si applicano solo agli immobili finiti). La flora e la fauna locali consistono in lucertole e scarafaggi coperti di olio da motore. Faliraki è poi il posto peggiore di tutti, la notte si sentono i grugniti incessanti di migliaia di donne ubriache che se lo prendono da dietro da qualche sconosciuto infetto. Mangerei più volentieri la mia stessa merda piuttosto che tornare a Rodi...
Ben


Recensione inviata via mail da Marco, grazie!


Titolo Cinquanta vacanze orrende. Storie di viaggi infernali
Prezzo € 11,50
Acquistabile presso IBS
Dati 2008, 160 p., brossura
Curatore Kieran D.
Traduttore Stangalino C.
Editore Einaudi (collana Einaudi tascabili. Pop)



recensito da miz in racconti, narrativa umorismo | commenti (1)


martedì, 15 luglio 2008 - 21:21
OPUS PISTORUM

TRAMA/RECENSIONE

Per compensare l’esagerata quantità di sesso contenuta nelle pagine del romanzo di Miller ho dovuto inframmezzare la lettura di Opus Pistorum con un libro di Mishima.
Non mi era ancora mai capitato di leggere un romanzo così altamente erotico, ma soprattutto così esclusivamente erotico. Gli spazi lasciati ad eventi di altra natura sono veramente pochissimi, ed è un peccato, perché in misura maggiore avrebbero reso l’opera maggiormente godibile.
Alla fine il sesso, per quanto uno scrittore possa essere bravo e fantasioso, peccaminoso e oltraggioso, è sempre la stessa solfa, benché non si possa di certo definire il libro “noioso”, alla fine anche le situazioni potenzialmente più eccitanti scorrono sotto le dita senza particolare rilievo.
Alf, giornalista americano trasferitosi a Parigi, e la sua cricca di amici passano da un divano/letto/pavimento all’altro senza porsi particolari problemi circa l’età, l’orientamento sessuale, il sesso di chi incontrano ed è disponibile a lasciarsi andare.
Da qui un serie infinita di interminabili scopate in cui tutti si fanno tutti. Alla fine il protagonista, quando proprio le ha viste tutte, quando ha visto anche ciò che sarebbe stato preferibile non vedere (madre e figlia che fanno sesso con il padre), fugge dalla Parigi peccaminosa per far ritorno in patria, in America.

ESTRATTO:

"L’altra sera, alle otto in punto, vado all’appuntamento con la cognata di Raoul, presso l’ingresso dell’Orto Botanico. Passano quindici minuti… passa mezz’ora… Arrivano le nove e quella troia non s’è vista ancora. Perdio, chi manca a un appuntamento dovrebbe essere messo in prigione. È come rubarti dei soldi. È pure peggio che rubarti dei soldi. Ti fan perdere il tempo, sciupare la vita. Un’ora qua… quindici minuti là… dopo un po’, se fai la somma, sono anni. Ecco, un’ora intera mi è stata sottratta. Dove ne trovo un’altra che la rimpiazzi? Gesù, mica si vive eterni. Non mi restano mica tante ore, che posso scialacquarle a questo modo. Le donne non ci pensano mai, a certe cose. Non credo che le donne pensino mai che la fine della vita arriverà pure per loro. O comunque non ci pensano alla maniera degli uomini. Potete starne certi: se un uomo non è puntuale è perché è uno stronzo, un ignobile mascalzone; ma anche una donna in gamba – o quel che gli uomini definiscono una donna in gamba – è muso da farti aspettare, aspettare, aspettare, senza sentirsi in colpa."


Titolo Opus pistorum
Autore Henry Miller
Prezzo € 8,00
Acquistabile presso IBS
Dati 2002, 224 p., 4 ed.
Traduttore Paolini P. F.
Editore Feltrinelli (collana Universale economica)



recensito da Nerebiglie in narrativa, erotismo | commenti


domenica, 13 luglio 2008 - 11:15
LA ROCCA DEI SILENZI

 

Descrizione

La Rocca dei Silenzi è un antico baluardo, situato all'interno di un vasto territorio montuoso. Disabitata soltanto in apparenza, difende il silenzio di cui si ammanta sterminando senza pietà chiunque tenti di penetrarvi. Ma l'arcimago Thal Dom Djèw è già sfuggito una volta a quella furia oscura, demoniaca, e per questo viene convocato dai maghi della Torre di Dòthrom e coinvolto in un'impresa che mira a liberare la Rocca dal male che la ammorba. Ma perché quei maghi vogliono tentare un'impresa così folle, che rischia di portare soltanto morte e distruzione? Chi anima davvero le forze maligne che vivono in quel bastione?

 
Opinione personale

Iniziai La Rocca 2 anni fa e mi accadde di leggere uno spoiler che mi rovinò la lettura. Approfitto dell'occasione per invitare gli utenti a fare attenzione (sempre) alle rivelazioni che sai fanno delle trame e qualora non si potesse fare a meno, segnalarlo adeguatamente.

Questo romanzo è un duplice messaggio:
1 - Affronta una tematica dei nostri tempi, una tematica che merita approfondimento e riflessione;
2 - L'Autore fa capire che con il Fantasy si può anche parlare, appunto, del mondo. Che il fantasy non è puramente la creazione di un nuovo mondo, il suo ecosistema e i suoi personaggi. Ma è anche uno strumento per coinvolgere quante più persone possibili ai mali di questo mondo.

La Rocca è una storia emozionante e coinvolgente, l'autore mantiene un livello narrativo tale da mantenere costantemente vivo l'interesse del lettore.

Estratti

Comparve una volpe, minuta e rossiccia, attirata dall’odore del cibo che stava cucinando, perlopiù verdure. La volpe si sedette sulle zampe posteriori e lo guardò senza timore «Anche tu qui ad osservare?» le chiese. La volpe ammiccò, quasi per rispondere. «Anche tu qui ad attendere», asserì il sicario e si voltò verso il fuoco. «Ancora un po’, abbi pazienza»

Il giovane aveva parlato con tale slancio che a Thal Dom venne da ridere. Subito dopo tuttavia si adirò. «Non serve a niente che ti ostini Muèlm!» Tornò sui suoi passi, puntandogli addosso un indice e spingendolo. «Apri gli occhi! Sta succedendo qualcosa, qui, qualcosa che Moenias ha scoperto, qualcosa di talmente grave che si è immolato pur di averne ragione, qualcosa, Muèlm, che noi dobbiamo scoprire e vincere.»

«Ha detto qualcosa di preciso?»

«Che nascondi qualcosa»

Chi è più stupido, lo stupido che scopre il furbo o il furbo che si fa scoprire dallo stupido?, poi disse: «Grazie, Mordha»

 

Titolo La Rocca dei Silenzi
Autore Andrea D’Angelo
Prezzo € 16,50
Acquistabile presso IBS
Dati
2005, 444 p., brossura
Editore Nord (collana Fantacollana)



recensito da MissAylysRaziel in fantasy | commenti


giovedì, 10 luglio 2008 - 21:19
LE PROFEZIE DEI MAYA

 

Descrizione

Scoperte e rivelazioni sul futuro della nostra civiltà; decodificando le complesse rappresentazioni astronomiche dei maya, Cotterell e Gilbert ne rivelano il significato delle profezie e arrivano a sorprendenti conclusioni.
Siamo giunti nel Terzo Millennio, e l'anno 2012 è vicino ... cosa ci hanno voluto dire i maya?
Il mondo finirà il 22 dicembre del 2012: è questa l'inquietante profezia che i maya fecero 5000 anni fa. Ma chi erano i maya? Da dove arrivava questo popolo misterioso che edificò straordinarie piramidi e meravigliosi templi in mezzo alle foreste tropicali dell'America Centrale? Cosa vogliono dirci le eccezionali iscrizioni che hanno lasciato? Perché scomparvero all'improvviso? Che cosa accadrà nel 2012? Decodificando le complesse intuizioni e rappresentazioni astronomiche e astrologiche dei maya, Maurice Cotterell e Adrian Gilbert ne annunciano le profezie per l'anno 2012 e per quelli seguenti. In questo libro avvincente e per molti aspetti controverso gli autori rivelano:
- che la nascita e il declino delle ere del mondo e delle civiltà coincidono con i cicli delle macchie solari;
- che una riduzione dell'attività delle macchie solari ha causato una diminuzione della fertilità nel popolo maya e con ciò l'improvvisa scomparsa di questa civiltà;
- che furono gli antichi egizi e i sopravvissuti alla scomparsa di Atlantide a fondare le antiche civiltà dell'America Centrale.
Un libro straordinario di rivelazioni, scoperte e vaticini per leggere con occhi profetici la preistoria della nostra civiltà e per capire ciò che il futuro potrà riservarci. Dopo dodici edizioni, "Le profezie dei maya" finalmente in veste rilegata.

Opinione personale

Questo affascinante volume/manuale comincia all’interno di una cucina narrando il dialogo e l’interazione di due persone: Adrian G. Gilbert e Robert Bauval che seduti al tavolo disquisiscono su un volume intitolato (tradotto) ‘I misteri di Orione’. Da lì, con forte tono romanzesco si arriva alla comparsa di Maurice Cotterel e si comincia a parlare di questi misteriosi Maya e della loro profezia: che spiega come e perché, il 22 dicembre del 2012 il mondo è destinato a finire. Più tecnicamente la ‘fine’ sarebbe imputata a cambiamenti magnetici del nostro Pianeta, relazionati ai cicli vitali del sole e di Venere. Il mondo quindi finirebbe, come è già successo prima, visto che vi sono testimonianze in cui si afferma che prima dell’uomo attuale e conseguente civiltà moderna vi siano state altre 4 razze con relative ere.

 

Il libro ci porta, mano nella mano, nell’affascinante periodo pre e post Maya, attraversando usi e vicissitudini di molte popolazioni, quali atzechi, olmechi, toltechi ed altri, analizzando i reperti trovati e azzardando teorie di diversa natura. Di contro mi sento di dire che certe parti del libro sono molto tecniche e per comprenderle ci vuole una discreta conoscenza matematica ed una voglia particolare di capire certi passaggi chiave dei messaggi che ci sono stati lasciati. Gli studi sono stati svolti anche sui calendari realizzati dai Maya e gli autori (Adrian e Maurice) cercano, attraverso parole, schede, equazioni e tabelle di fare capire tale meccanismo anche a noi. Purtroppo mi sento di dire che queste parti del libro sono state causa di nervosismo.

 

Nonostante tutto ho racimolato moltissime informazioni storiche, aneddoti stuzzicanti, comparazioni con i popoli odierni e moltissime altre informazioni che mi hanno arricchita culturalmente.

 

Il mio commento non vuole esulare la tematica principale, perché sebbene già in precedenza ci siano state delle date certe in cui il mondo finiva, questo misterioso 22 dicembre 2012 ha delle credibilità non da poco: come per esempio che simulando con SkyLibe si vede chiaramente la cosiddetta ‘morte’ di Venere, che relazionata agli spostamenti delle Pleiadi e alla riduzione delle macchie solari implicherebbe l’inizio di fenomeni abbastanza distruttivi che scatenerebbero la fine di questa quinta era per avventurarci (se rimarranno dei sopravvissuti) in quella successiva.

 

Quindi cos’è in sostanza questo libro? Una serie di tesi eseguite su dati e reperti reali. Leggetelo ne vale la pena.

Ultima nota: il libro termina con una lunga appendice di approfondimento, che io ho saltato per i motivi di complessità descritti sopra, sebbene qua e là abbia leggiucchiato approfondimenti vari sui Maya ed anche sulla fertilità (il concepimento e il parto) molto, molto interessanti. Ve lo consiglio caldamente!


Estratti chiave dal libro

«... la totale dipendenza dell'umanità dai cicli del sole. E' un tema schiacciante nel senso che, così come non si può guardare direttamente il sole senza diventare ciechi, più si studia l'argomento dei cicli solari, più si comprende fino a che punto noi abitanti del Pianeta Terra siamo ciechi alle realtà che regolano la nostra esistenza..»

«... I Maya, vivendo in una regione ricoperta dalla giungla, praticavano un sistema di rotazione delle culture, disboscando e bruciando il terreno per liberarlo dalla vegetazione. Questo comportava che si sgomberasse un tratto di giungla, coltivandolo per due tre anni e poi lasciandolo riposare per una ventina d'anni. Ora ci si rende conto che, ben lungi dall'essere primitivo, questo è l'unico modo per coltivare queste aree dal clima tropicale piovoso senza danneggiare la fertilità della terra in modo permanente..»


Titolo Le profezie dei Maya. Alla scoperta dei segreti di una civiltà scomparsa
Autore
Adrian G. Gilbert ; Maurice M. Cotterell
Prezzo € 18,50
Aquistabile presso IBS
Dati 2004, 367 p., ill., rilegato
Traduttore Perria L.; Boschetti S.
Editore Corbaccio (collana Profezie)



recensito da MissAylysRaziel in informazione, manuali, ricerche di frontiera | commenti (1)


- 12:37
FOLLIA

Immagine di Follia

TRAMA

Una grande storia di amore e morte e della perversione dell'occhio clinico che la osserva. Dall'interno di un tetro manicomio criminale vittoriano uno psichiatra comincia a esporre il caso clinico più perturbante della sua carriera: la passione tra Stella Raphael, moglie di un altro psichiatra, e Edgar Stark, artista detenuto per uxoricidio. Alla fine del libro ci si troverà a decidere se la "follia" che percorre il libro è solo nell'amour fou vissuto dai protagonisti o anche nell'occhio clinico che ce lo racconta.

COMMENTO

Con Stella c'era sempre di mezzo il cuore, il linguaggio del cuore. Mai titolo più azzeccato. Amore folle. Folle pazzia. Folli omicidi. Pensieri folli. Folle gelosia. Follia. Stella, moglie di uno psichiatra, si innamora perdutamente di un suo paziente, non fermandosi davanti a nulla pur di stare con la persona amata. Stella amava così tanto Edgar da essere diventata cieca. Talmente tanto da non riuscire a vedere il male che stava provocando attorno a sé, neanche per suo figlio. Dopo il primo capitolo, mi sono avventata su quelle pagine, senza riuscire a staccarmene. Una follia che contagia tutto e tutti. Tutti i personaggi alla fine del libro hanno qualcosa di folle da dover celare per la vergogna. Un libro psicologico, scritto divinamente, che cerca nell'animo umano spiegazioni per quella follia dilagante che porta tutto allo stato estremo. Per me, perfetto.



Titolo Follia
Autore
Patrick McGrath
Prezzo € 16,50
Acquistabile presso IBS
Dati 1998, 294 p., 39 ed.
Traduttore Codignola M.
Editore Adelphi (collana Fabula)



recensito da lafantasianata in narrativa, quando un libro diventa un film, thriller horror gialli | commenti


domenica, 29 giugno 2008 - 17:17
CONFESSIONE DI UN ASSASSINO

TRAMA/RECENSIONE

Siamo a Parigi, negli anni successivi alla prima guerra mondiale, in un bar frequentato da russi in rue des quatre-vents degli uomini diventano per una sera i privati confessori di Golubcik, un'ex spia russa, un assassino, un uomo che ha visto il diavolo.
È interessante osservare nel protagonista le sue diverse sfumature caratteriali, che dalla sfrontata e stupida arroganza giovanile, passando per la viltà, lo portano ad essere saggio, comprensivo e razionale, sino al punto di fargli capire di non essere stato altro, in vita, che vittima di se stesso.
È affascinante vedere come Roth affianchi al protagonista un personaggio cinico e tentatore, che pur nell'aspetto distinto ad altri non può essere accostato se non al diavolo. Egli è colui che tenta, punzecchia e punisce Golubcik ogni qual volta i due si incontrano.
È inquietante vedere come il sussurro ipnotico del male ci spinga in vortici da cui è impossibile venir fuori, anche quando, in un momento di lucidità, ci rendiamo conto di aver sprecato tutta la nostra vita ad inseguire il nulla.
Il libro è scritto in maniera impeccabile, senza sbavature o banalità stilistiche, i pochi intoppi sono rappresentati solo dai nomi russi, ma letti due volte, ci si fa il callo.

ESTRATTI

"Il fatto, l'azione, è solo un fantasma se lo si confronta con la realtà, e persino con la realtà immateriale della parola. L'azione sta alla parola press'a poco come le ombre bidimensionali del cinema stanno all'uomo vivo tridimensionale, oppure, se preferite, come la fotografia all'originale."

"Quando fu giunto a questo punto del suo racconto, Golubcik rimase a lungo in silenzio. Ci parve ancora più lungo il suo silenzio perché non beveva niente. Noi tutti bevevamo soltanto a piccoli sorsi dai nostri bicchieri, per pudore e discrezione, in quanto Golubcik sembrava non badare al proprio. Il suo silenzio pareva in qualche modo un doppio silenzio. Chi racconta e interrompe la sua storia senza portare alle labbra il bicchiere che ha davanti a sé suscita nei propri ascoltatori una strana angoscia. Noi tutti, che ascoltavamo Golubcik, ci sentivamo angosciati. Ci vergognavamo di guardarlo negli occhi e fissavamo quasi inebetiti i nostri bicchieri. Se almeno avessimo udito il ticchettio di un orologio! Ma no! Nessun orologio ticchettava, nessuna mosca ronzava, e anche dalla strada immersa nella notte nessun rumore penetrava attraverso la spessa saracinesca metallica. Eravamo semplicemente alla mercé di un silenzio mortale. Lunghe, lunghe eternità sembravano trascorse dal momento in cui Golubcik aveva cominciato il suo racconto. Eternità dico, non ore. L'orologio a muro del ristorante era fermo, eppure ognuno di noi gli lanciava un'occhiata furtiva, anche se sapevamo tutti che non funzionava, anche se a tutti il tempo pareva abolito, e le lancette sul quadrante bianco non erano più soltanto nere, ma addirittura tetre. Sì, tetre erano come l'eternità. Costanti nella loro testarda e quasi perversa staticità, ci sembrava che non fosse perché l'ingranaggio era fermo che esse non si movessero, bensì per una sorta di cattiveria, quasi a dimostrare quanto la storia che Golubcik stava per narrarci fosse una storia eternamente valida nella sua desolazione, indipendente dal tempo e dallo spazio, dal giorno e dalla notte. Poiché il tempo si era fermato, anche il luogo dove ci trovavamo era al di fuori di ogni legge spaziale; era come se non ci trovassimo sulla terra ferma ma sulle acque eternamente ondulate del mare eterno. Come su una nave ci pareva di essere. E il nostro mare era la notte."


Titolo Confessione di un assassino raccontata in una notte 
Autore Joseph Roth 
Prezzo 10,33
Acquistabile presso IBS
Dati 1982, 156 p., 6 ed.
Traduttore Griffini B.
Editore Adelphi (collana Biblioteca Adelphi)



recensito da Nerebiglie in narrativa | commenti


lunedì, 16 giugno 2008 - 11:52
TUTTO QUELLO CHE VOLEVO DIRTI

TRAMA

Dopo il successo di "Lettino" Martha Medeiros pubblica un nuovo libro sui sentimenti. Attraverso delle lettere racconta le vicende di persone che non si conoscono, non vivono nella stessa città ma condividono gelosie, dispiaceri, desiderio di cambiare vita e, soprattutto, paura e solitudine. Cos'è una lettera, in fondo, se non questo: un attestato di esistenza e un tentativo di provocare una reazione?

RECENSIONE


Una lettera scritta a mano è ormai un ricordo antico. Una lettera scritta a mano è pregna di reali sentimenti, tangibili. Dall'inchiostro che la compone, alle curve di ogni lettera. E questo romanzo si basa su di una lettera. Tante lettere. Ognuna diversa dall'altra. Ognuna appartenente al cuore di una persona differente. Le lettere di questo libro raccontano le vite della gente comune. I dolori, le gioie, la rassegnazione, lo strazio, la serenità, la riconquista di sé stessi, la vendetta. Sentimenti comuni, sentimenti che logorano, riempiono, dividono. Martha Medeiros, con una fluida scrittura, mi ha condotto nell'animo umano. Nella realtà di ognuno di noi. Ho toccato la vita di tutti i mittenti, sono stata con loro mentre scrivevano la loro missiva. Questo romanzo mi ha colpito per l'originale idea di raggruppare, appunto, una serie di lettere che narrano un pezzo di vita vera. A volte mi ha commosso, altre mi ha scosso. A volte sono stata complice emotiva, altre assolutamente indignata. Voleva questo l'autrice? C'è riuscita. Non posso che dare un 10 e lode, meritevole, perchè semplice, perchè non vuole stupire, ma solo farci ricordare che la vita, a volte, è fatta di parole non dette. E lei ci insegna, in qualche modo, a tirarle fuori. Una volta per tutte.


Titolo Tutto quello che volevo dirti
Autore Martha Medeiros
Prezzo € 14,00
Acquistabile presso IBS
Dati 2008, 151 p., brossura
Traduttore Buffa C.
Editore Cavallo di Ferro



recensito da miz in narrativa | commenti


domenica, 15 giugno 2008 - 18:48
IL VALZER DEGLI ADDII

Recensione

Milan Kundera è un grande scrittore e lo dimostra anche in questa sua opera “Il valzer degli addii” scritto in Boemia negli anni ’70. Il romanzo è suddiviso in cinque parti, chiamate “giornate”, in cui l’autore tesse le trame di una storia affascinante e misteriosa nella quale si concede poche ma preziose digressioni, in cui permette al lettore di seguire fedelmente gli eventi senza troppe inutili e inappropriate divagazioni.

In una cittadina termale si intrecciano le storie di diversi personaggi il cui destino è legato alla vita di una giovane, bella e stupida, infermiera che porta in grembo il frutto di un rapporto consumato in una notte, o quello di un giovane che rifiuta, non si saprà mai.

Oltre alla già citata infermiera fanno capolino nella storia un giovane ed affascinante musicista diviso tra la tremenda gelosia della moglie e l’irrefrenabile desiderio per le altre donne, un medico che mette fin troppo del suo nell’aiutare delle donne sterili a procreare, un enigmatico signore americano ospite del centro termale presso il quale lavora l’infermiera, ed un uomo misterioso che, in procinto di partire, si reca alle terme  per salutare il suo amico medico e la figlia di un suo vecchio amico che ha preso sotto la sua ala.

In questo romanzo si ha l’impressione che Kundera punisca l’ignoranza nonostante questa sia dote della bellezza.
Il perché lo capirete solo leggendo il libro…


Estratto

«La sola cosa» aggiunse «che mi rende un po’ scettico nei confronti della procreazione è la scelta irragionevole dei genitori. È incredibile che degli individui orrendi possano decidere di procreare. Sicuramente si illudono che il fardello della bruttezza diventi più leggero se lo si ripartisce con i discendenti».

Bertlef definì come razzismo estetico la posizione del dottor Spreta: «Non dimentichiamo che non solo Socrate era un mostro di bruttezza, ma anche molte illustri cortigiane non si distinguevano affatto per la perfezione fisica. Il razzismo estetico è quasi sempre una manifestazione di inesperienza. Chi non è riuscito a penetrare a fondo l’universo dei piaceri amorosi può giudicare le donne solo in base a ciò che vede. Ma chi le conosce veramente sa che l’occhio può rivelare solo un’insignificante frazione di tutto quello che una donna può offrirci. Quando il Signore invitò l’umanità ad amarsi e riprodursi, caro dottore, pensava ai brutti come ai belli. Del resto, sono convinto che il criterio estetico venga dal diavolo e non da Dio. Nel Paradiso terrestre nessuno distingueva tra bellezza e bruttezza».

Poi intervenne nella discussione Jakub. Disse che i motivi estetici non avevano nessuna parte nel suo rifiuto di procreare:  «Potrei citare altre dieci ragioni per cui non vorrei essere padre».

«Per prima cosa, non amo la maternità» disse Jakub, e si interruppe un attimo per riflettere. «L’èra moderna ha già smascherato tutti i miti. Già da tempo  l’infanzia non è più l’età dell’innocenza. Freud ha scoperto la sessualità del neonato e ci ha detto tutto su Edipo. Solo Giocasta resta ancora misteriosa, nessuno osa strapparle il velo. La maternità è l’ultimo e più grande tabù, e in esso si cela la più grande maledizione. Non c’è attaccamento più forte di quello di una madre verso il suo bambino. Questo attaccamento mutila per sempre l’anima del bambino e prepara per la madre, quando il figlio diventa grande, i più crudeli tormenti d’amore che esistano al mondo. Sostengo, insomma, che la maternità è una maledizione, e non voglio contribuire a perpetuarla».

«Continui» disse Bertlef.

«C’è un altro motivo per cui non voglio aumentare il numero delle madri» disse Jakub con un certo imbarazzo. «Amo il corpo femminile, e provo un certo disgusto all’idea che il seno della donna che amo diventi un contenitore di latte».

«Continui» disse Bertlef.

«Il nostro dottore, qui, ci confermerà certamente che medici e infermiere trattano le donne ricoverate per aborto molto peggio delle partorienti e manifestano nei loro confronti un certo disprezzo, sebbene loro stessi avranno certamente bisogno, almeno una volta nella vita, di un simile intervento. È più forte, in loro, di qualsiasi riflessione, giacché il culto della procreazione è un imperativo della natura. È per questo che è inutile cercare il minimo argomento razionale nella propaganda per l’incremento delle nascite. Credete che sia la voce di Gesù quella che risuona nella morale demografica della Chiesa, o che sia Marx a parlarvi nella campagna dei governi comunisti a favore della procreazione? Per questo stesso desiderio di perpetuare la specie, l’umanità finirà per soffocare sul suo piccolo pianeta. Ma la propaganda demografica va avanti per la sua strada, e il pubblico versa lacrime di commozione quando vede l’immagine di una madre che allatta o di un poppante che fa le smorfie. Questo mi disgusta. Quando penso che potrei, insieme a milioni di altri entusiasti, chinarmi su una carrozzina con uno stupido sorriso, mi vengono i brividi».

«Continui» disse Bertlef.

«Naturalmente devo anche chiedermi in quale mondo farei nascere mio figlio. La scuola non tarderebbe a portarmelo via per riempirgli la testa di quelle non-verità contro le quali io stesso ho lottato invano tutta la vita. Dovrei forse stare a guardare mio figlio che un po’ per volta mi diventa un cretino conformista? Oppure dovrei inculcargli le mie idee per stare a guardare come soffre, coinvolto nei miei stessi conflitti?».

«Continui» disse Bertlef.

«E poi, si capisce, devo pensare a me stesso. In questo paese i figli pagano per la disubbidienza dei genitori e i genitori per la disubbidienza dei figli. Quanti giovani si sono visti proibire gli studi perché i loro genitori erano caduti in disgrazia! E quanti genitori si sono rassegnati a essere per sempre dei vigliacchi pur di non nuocere ai figli! Qui da noi, chi vuole conservare un minimo di libertà non può avere figli» disse Jakub, e tacque.

«Le restano ancora cinque ragioni per completare il suo decalogo» disse Bertlef.

«L’ultima ragione è così grossa che vale per cinque» fece Jakub. «Avere un figlio significa esprimere un accordo assoluto con l’uomo. Se avessi un figlio sarebbe come se dicessi: Sono nato, ho provato la vita e l’ho trovata così buona che merita di essere ripetuta».

«E lei non l’ha trovata buona, la vita?».

Jakub, sforzandosi di essere preciso, disse con cautela: «So solo che non potrei mai dire con totale convinzione: L’uomo è un essere meraviglioso e voglio riprodurlo».

 

Titolo Il valzer degli addii
Autore Milan Kundera
Prezzo € 7,20
Acquistabile presso IBS

Dati 1997, 246 p.
Curatore Mura A.
Traduttore Vitale S.
Editore Adelphi (collana Gli Adelphi)



recensito da Nerebiglie in narrativa | commenti


sabato, 07 giugno 2008 - 10:46
FIGLIA DEL SILENZIO

Incipit

“La neve aveva cominciato a cadere qualche ora prima dell’inizio del travaglio. Prima, nello spento grigiore del tardo pomeriggio, a radi fiocchi, poi con mulinelli, turbini mossi dal vento ai margini del grande portico davanti alla casa. Lui le stava accanto, nel vano della finestra: guardava le raffiche violente gonfiarsi, vorticare e posarsi al suolo. Nei dintorni si erano accese le luci e i rami degli alberi erano diventati bianchi.”
 
Recensione

1964, Kentucky. Una rara e inattesa tempesta di neve colpisce la cittadina di Lexington. Le strade sono piene di pericoli, ma il dottor David Henry è deciso, prima cha sia troppo tardi, ad accompagnare all’ospedale sua moglie, Norah, che sta per partorire il suo primo figlio. David guida con prudenza, ma il tragitto è pericoloso; decide così di fermarsi allo studio medico dove esercita la sua professione di ortopedico. Con l’aiuto della sua infermiera, Caroline, nasce un bambino, Paul, ma inaspettatamente Norah partorisce anche una femminuccia, Phoebe, affetta dalla sindrome di Down. David, determinato a risparmiare a sua moglie quella che immagina come una vita di sofferenza e dolore, consegna la bambina all’infermiera e le chiede di portarla in un istituto, però non ha fatto i conti con la coscienza di Caroline…
“Figlia del silenzio” è un romanzo intimista, basato sui sentimenti e sulle riflessioni dei protagonisti: Caroline, David, Norah e Paul. Il dottore “si era sentito opprimere dalla consapevolezza che quella notte, quando aveva messo sua figlia nelle mani di Caroline Gill, era cambiato tutto. La vita era andata avanti, piena e soddisfacente, agli occhi di tutti lui era un uomo di successo: ma nei momenti più imprevedibili, durante un intervento o mentre rientrava in città, il ricordo della colpa commessa lo assaliva all’improvviso. Aveva abbandonato sua figlia. Quel segreto era come una barriera invalicabile tra lui e Norah e aveva condizionato le loro esistenze.” Penso che questo stralcio sia molto interessante e permetta di immaginare le tematiche affrontate dalla Edwards. La storia è raccontata da quattro punti di vista diversi e sicuramente tale espediente narrativo stimola la lettura, anche se il ritmo rimane un po’ lento. Nel complesso il libro mi è piaciuto, soprattutto per la capacità della scrittrice di descrivere i tormenti dell’animo umano e perché mi è parso di intravedere una speranza nel finale.


Titolo Figlia del silenzio
Autore
Kim Edwards
Prezzo € 18,60
Acquistabile presso IBS
Dati 2007, 413 p., rilegato
Traduttore Crepax L.
Editore Garzanti Libri (collana Narratori moderni)



recensito da principessafelice in narrativa, nuovi autori | commenti (2)


mercoledì, 04 giugno 2008 - 17:44
L'OSPITE




Trama

 

Gli umani hanno perso e gli alieni (specie di parassiti che si attaccano al cervello del loro ospite) hanno posseduto gli umani. La voce narrante è proprio uno di questi alieni che con molta difficoltà cerca di imparare ad avere un corpo. Sapeva che avrebbe dovuto affrontare cose come: emozioni, sensi, sogni, menorie...ma non sapeva che avrebbe avuto una difficoltà in più: l'anima umana del suo corpo infatti rifiuta di andarsene e laciare a lui il posto. No, Melanie, non vuole andarsene e invece giorno e notte bombarda l'alieno con i suoi sentimenti e ricordi sull'uomo che ama: Jared, che è riuscito a sfuggire agli alieni e vive da fuggitivo. E l'alieno è incapace di separsi dal corpo e dall'anima di Melanie e inizia a provare gli stessi sentimenti per Jared. Così, alleati nonostante tutto, l'alieno e Melanie, si mettono in cerca di Jared.

Estratto


"Jared mi sorrise e le rughe agli angoli dei suoi occhi si incresparono. -Sono così felice di aver trovato un atro essre umano sopravvissuto.- disse. Il mio cuore sussultò. -Per favore non darmi un altro calcio.- aggiunse, mentre si chinava verso di me e mi prendeva il mento. Mi baciò di nuovo e stavolta lo sentiì. Le sue labbra erano più morbide delle sue mani e calde. Le farfalle esplosero nel mio stomaco togliendomi il fiato.  

Mi svegliai. Ero coperta di sudore. Un altro sogno, di nuovo. Sempre lo stesso. Da sette mesi ormai. No, non un sogno, ma una memoria dell'essere che mi ospitava. Potevo ancora sentire le labbra di Jared sulle mie. La mia mano senza il mio permesso cercò nel letto al mio fianco il suo corpo e non lo trovò. Il mio cuore si ruppe ancora una volta mentre mi stemdevo di nuovo a fissare il soffitto. Non so per quanto potrò resistere ancora. Come si poteva vivere in un corpo le cui memorie rifiutavano di sparire nel passato a cui appartenevano. Come si poteva vivere venendo assaliti da tutte queste emozioni? Ormai non sapevo più nemmeno quello che io provavo. "

Recensione

Posto che trovo la copertina americana molto più bella che  non quella italiana e vvrei preferito non la modificassero, la mia recensione di questo libro è molto positiva.

Ho letto questo libro tutto d'un fiato e sono rimasta molto soddisfatta. Lo stile usato dall'autrice ricorda quello di Twilight, semplice, chiaro e scorrevole. Da lettrice a volte apprezzo stili più complessi, ma lo stile della Meyer benchè semplice, rimane comunque toccante e questa sua semplicità aiuta la chiarezza e la scorrevoleza del testo. Soprattutto in questo romanzo, dove all'inizio il lettore si sente disorientato, poichè l'inizio del libro ci catapulta in un mondo molto diverso da quello attuale. La terra è sttta invasa dagli alieni già da circa sei anni, tutti i corpi sono stati già presi dai parassiti alieni, ora il pianeta è loro, solo pochi umani ribelli rimangono, e devono nascondersi. Poichè benchè gli alieni siano pacifici (non credono che impadronirsi di corpi altrui sia una violenza), alcuni di loro sono incaricati di  ritrovare ogni corpo umano e portarlo ai medici perchè diventi spite di un alieno. Il romanzo inizia con Wanderer un'aliena, che si risveglia nel suo corpo umano, il corpo era di una ribelle Melanie, appena catturata, che era riuscita a sfuggire per anni agli alieni. La polizia aliena spera che Wanderer ora possa accedere alle memorie della sua ospite a aiutare la cattura di altri ribelli. Ma Wanderer non è sola in quel corpo, l'anima di Melanie è forte e resiste, parla all'aliena e la investe di memorie(pur senza rivelare cose che potrebbero mettere in pericolo gli altri ribelli). L'aliena all'inizio cerca di resistere, ma poi piano piano capisce ciò che spinge Melanie, i sentimenti dell'umana diventano i suoi e si innamora dell'uomo delle memorie di Melanie. Ptrima di allora tutti i pianeti invasi dagli alieni non erano mai stati abitati da esseri così ricchi di individualità e sentimenti, era stta un fiore, un pipistrello, un a specie di delfino.....ma è veramente giusto togliere il corpo a questi esseri, rubare le loro vite? Questi dubbi, ma soprattutto i sentimenti che sente dentro di lei, spingeranno Wanderer a cercare l'uomo di Melanie , Jared per aiutarlo nella lotta....

Non vi rivelo altro della trama, per non rovinarvi la sorpresa, ma molte cose accadranno a Melanie e a Wanderer, benchè il romanzo sia piuttosto statico. Memorabile la scena in cui Jared bacia Wanderer per cercare di scoprire se Melanie è effettivamente dentro di lei...solo che Melanie si ingelosisce,  riesce per un momento a riprendere il controllo di un suo braccio (grazie al fatto che Wanderer è parecchio distratta) e gli dà un pugno in faccia. Jared finisce steso a terra e scoppia a ridere felice  affermando che ora è veramente sicuro che Melanie è ancora nel suo corpo insieme all'aliena. In generale nel romanzo c'è poca azione, e molta introspezione. Niente navi spaziali o armi laser. Tutta la storia è raccontata dal punto di vista di Wanderer, il che fa entrare il lettore nella sua testa, insieme a lei e Melanie. Tanti sentimenti, tanti problemi legati alla diversità, tanti dubbi su come poter convivere con qualcuno estraneo al nostro mondo, per un romanzo delicato come il petalo di un fiore ed altrettanto toccante.


Titolo
L' ospite
Autore
Stephenie Meyer
Prezzo
€ 18,00
Acquistabile presso IBS
Dati 2008, 569 p., brossura
Traduttore Fusari L.
Editore Rizzoli (collana 24/7)



recensito da weirde in fantastico fantascienza | commenti (1)


martedì, 20 maggio 2008 - 09:04
CIME TEMPESTOSE

Cime TempestoseESTRATTO

"I miei più grandi dolori in questo mondo sono stati i dolori di Heathcliff; io li ho scrutati, e sentiti tutti uno per uno, sin dal principio: nella mia vita il più gran pensiero è lui. Se tutti gli altri perissero e lui restasse, anch’io continuerei ad esistere: e se tutti gli altri restassero e lui fosse annichilito, l’universo mi rimarrebbe totalmente estraneo. Il mio amore per Linton è come il fogliame nei boschi: il tempo lo muterà, lo sento bene, come l’inverno cambia le chiome degli alberi: il mio amore per Heathcliff rassomiglia alle rocce eterne sotto terra: una sorgente che dà poca gioia visibile ma necessaria. Nelly, io sono Heathcliff ! Egli è sempre, come nella mia mente: non come gioia, come io sono una gioia per me stessa, ma come il mio stesso essere." (Catherine)

"In ogni nuvola, in ogni albero, nell'aria della notte e nell'aspetto di ogni oggetto durante il giorno, io sono circondato dalla sua immagine! I più comuni visi di donna o uomo, i miei stessi lineamenti, si fanno gioco di me con il loro ricordarla. Il mondo intero è per me una terribile collezione di cimeli che mi ricordano che lei è esistita e che io l'ho persa! " (Heathcliff)



TRAMA

Il romanzo della Brontë narra la storia di Catherine e Heathcliff, del loro amore a tutto tondo l’uno per l’altra, e di come questa passione irrisolta alla fine li distrugga entrambi. Tensioni sociali ostacolano la loro unione, portando Heathcliff a rifuggire dalla società e ad abusarne. La trama è qui riportata in dettaglio, poiché la narrazione del libro non è né lineare né sempre chiara. Il narratore è un gentiluomo di città, Mr Lockwood, che sta affittando Thrushcross Grange; una casa di Heathcliff. Questa è vicino a "Wuthering Heights", Cime tempestose. Un giorno va in visita a Cime Tempestose e qui rimane colpito dagli strani personaggi della casa e costretto a passare la notte li' poiché fuori imperversa la bufera. Durante la notte di tormento passata nella casa, a Mr. Lockwood succedono strani episodi come la visione del'fantasma' di una donna che, durante la notte, bussa alla sua finestra. Poco dopo, Lockwood si ammala e durante la noiosa convalescenza si fa raccontare da Nelly Dean, la governante di Thrushcross Grange, la storia degli abitanti di Cime Tempestose che lo hanno incuriosito. La storia di Nelly Dean offre al lettore la possibilità di comprendere a fondo come la relazione fra Heathcliff e Catherine doveva avere ripercussioni di vasta portata per le loro famiglie ed i loro bambini. La passione di Heathcliff per Catherine è così fosca e sinistra da farlo giungere alla distruzione della felicità degli Earnshaw e dei Linton.


RECENSIONE

Cime tempestose è un romanzo che mi piace leggere ogni tanto. Un libro pieno di passione, di amore, di odio. Amore e Odio si scontrano in continuazione in questo romanzo. I protagonisti si amano in modo morboso, ma il loro amore viene ostacolato dalle regole e differenze sociali di quai tempi. Creando così, situazioni assurde, gesti di disperazioni che si trasformano in tragedie greche.


Titolo Cime tempestose
Autore Emily Brontë 
Prezzo € 12.00
Acquistabile presso IBS
Dati 2006
Editore Einaudi (collana Einaudi tascabili. Classici)



recensito da FrozenLips in classici | commenti (1)


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Tutti possono inviare recensioni di libri che hanno amato o odiato, critiche, stralci, tutto quello che desidera. Può inviare anche titoli di libri che consiglia da poter mettere nel settore biblioteca. Tutti sono invitati a dividere con gli altri questa antica passione.

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cat.narrativa
Nodo di sangue
Laurell K. Hamilton
cat.thriller horror gialli, noir dark, fiabe moderne
Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino
Christiane F.
cat.quando un libro diventa un film
Non è niente
Ilaria Bernardini
cat.narrativa
Non mi uccidere
Chiara Palazzolo
cat.noir dark
Note del guanciale
Sei Shonagon
cat.diario, narrativa, autori orientali
Notre Dame de Paris
Victor Hugo
cat.classici
Novecento
Alessandro Baricco
cat.narrativa
On the road
Jack Kerouac
cat.narrativa
Opus pistorum
Henry Miller
cat.narrativa, erotismo
Ottaedro
Julio Cortazar
cat.narrativa
Paris la nuit
Valerie Tasso
cat.erotismo
Persuasione
Jane Austen
cat.classici
Peter Pan
J.M. Barrie
cat.classici, narrativa per ragazzi
Petropolis
Anya Ulinich
cat.narrativa
Piccolo sacrifici
Anne Rule
cat.storie vere
Porno
Irvine Welsh
cat.narrativa
Presa elettrica
Randy Taguchi
cat.narrativa, autori orientali
Pugni e battiti di ciglia
Billy Corgan
cat.poesia, narrativa per ragazzi
Pulp
Charles Bukowski
cat.narrativa
Quattro storie dal mondo di Beatrix Potter
Beatrix Potter
cat.narrativa per ragazzi, storie di animali
Ragazze lupo
Martin Millar
cat.fantasy, narrativa, narrativa per ragazzi
Resti Mortali
Laurell K. Hamilton
cat.thriller horror gialli, noir dark, fiabe moderne
Revolver
Isabella Santacroce
cat.narrativa
Romeo e Giulietta
William Shakespeare
cat.classici
Sabato
Ian McEwan
cat.narrativa
Sai tenere un segreto?
Sophie Kinsella
cat.narrativa e umorismo
Sappiano le mie parole di sangue
Babsi Jones
cat.diario, narrativa
Sarah
J.T. Leroy
cat.narrativa
Scritto sul corpo
Jeanette Winterson
cat.narrativa
Se mi lasci fa male
Stefania Bertola
cat.narrativa umorismo, manuali
Senza pudore
Helen Walsh
cat.narrativa
Senza sangue
Alessandro Baricco
cat.narrativa
Serpenti e piercing
Hitomi Kanehara
cat.narrativa, autori orientali
Se solo fosse vero
Marc Levy
cat.quando un libro diventa un film
Sette
Erica Spindler
cat.thriller horror gialli
Shantaram
Gregory David Roberts
cat.narrativa
Snake
Mary Woronov
cat.narrativa
Soffocare
Chuck Palahniuk
cat.narrativa
Sole e acciaio
Yukio Mishima
cat.autori orientali
Storie dei lager
Mauro Cereda
cat.saggi, storie vere
Strappami il cuore
Chiara Palazzolo
cat.thriller horror gialli, noir dark
Therese e Isabelle
Violette Leduc
cat.narrativa, erotismo

Tokyo blues norwegian wood
Haruki Murakami
cat.narrativa, autori orientali
Tre metri sopra il cielo
Federico Moccia
cat.narrativa
Tutto quello che volevo dirti
Martha Medeiros
cat.narrativa
Twilight
Stephanie Meyer
cat.narrativa
Ucciderò mia madre
Michela Franco Celani
cat.narrativa
Una banda di idioti
Jhon Kennedy Toole
cat.narrativa
Una lingua sul cuore
Carlotta De Melas
cat.narrativa, nuovi autori
Un amore
Dino Buzzati
cat.narrativa
Uto
Andrea De Carlo
cat.narrativa
Vendute!
Zara Muhsen
cat.storie vere
Vento dell'est
M.M. Kaye
cat.narrativa, classici
Vermi
Giovanna Giolla
cat.narrativa
Vienimi nel cuore
Micol Arianna Beltramini
cat.narrativa
V.m. 18
Isabella Santacroce
cat.narrativa, erotismo
Voglio guardare
Diego De Silva
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Zucca gialla
Elisa Genghini
cat.narrativa e umorismo, nuovi autori
Zucchero di canna
Simone Salomoni
cat.narrativa

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