
Recensione
recensito da miz
in narrativa | commenti (2)

recensito da miz
in thriller horror gialli, noir dark, fiabe moderne | commenti
Ho deciso di scrivere un unico post per due libri di Laurell K. Hamilton, nelle quali vengono narrate due puntate con protagonista Anita Blake, l'eroina femminile che è entrata nell'olimpo dei miei personaggi preferiti sin dal primo volume della serie, intitolato "Nodo di sangue". Anita, oltre a essere una risvegliante, collabora con la polizia nei casi in cui sono coinvolti esseri sovrannaturali e, in "Il circolo del dannati" si trova a indagare sulla morte di alcune persone, uccise brutalmente da un gruppo di vampiri. I sospetti inizialmente cadono sul master della città, l'affascinante Jean Claude, il quale però nega ogni coinvolgimento. La situazione diventa pericolosa quando la stessa protagonista viene aggredita da un vampiro incredibilmente antico, Alejandro, quasi immune ai crocifissi e alle pallottole rivestite d'argento... Invece "Luna nera" è incentrato sulla relazione che la risvegliante stringe con un licantropo (non svelerò il nome perchè la storia nasce alla fine de "Il circolo dei dannati") e che porta ovviamente una reazione da parte di Jean Claude, che non vuole "perdere" Anita. Il filo rosa si intreccia con il caso di alcuni licantropi scomparsi e con quello di alcuni snuff movie, ossia di film porno spinti dove si registra la morte in diretta di una persona. Quest'ultimo romanzo vede una prevalenza della parte romantica che, tuttavia, risulta un po' noiosa, in quanto la situazione non si sblocca per le titubanze di Anita (quasi irroconoscibile a furia di ripetere le stesse cose sui lati "sgradevoli" e inaccettabili del suo nuovo compagno). I libri sono piacevoli e scorrevoli, i personaggi sempre strani e curiosi a loro modo, mentre i gialli che stanno alla base dei libri sono interessanti e non prevedibili fino alla fine. Tuttavia è innegabile che la serie sta perdendendo man mano un po' del suo fascino, come spesso accade nelle saghe lunghe o guardando un telefilm dopo la prima stagione. Io continuerò a leggere le storie di Anita, ormai mi sono affezionata a lei - ma questo l'ho già scritto!
Titolo Il circo dei dannati
Autore Laurell K. Hamilton
Prezzo € 8,90
Acquistabile presso IBS
Dati 2006, 365 p., brossura
Traduttore Zabini A.
Editore TEA (collana Teadue)

recensito da principessafelice
in thriller horror gialli, noir dark, fiabe moderne | commenti (1)

recensito da miz
in thriller horror gialli, noir dark | commenti (2)
Incipit
"Caro professore, ti dispiace se comincio io? La tua provocazione di venirmi a "stanare" dietro lo schermo confeso che un po' mi ha spiazzato. Ricordo che quando ci siao sentiti al telefono, la prima volta, mi hai detto: - Che ne direbbe, direttore, di pensare alla televisione come se fosse un'opera d'arte e di farci qualche riflessione?- [...]"
Commento
Ho ricevuto questo libro in regalo da una mia carissima amica in occasione del mio compleanno e la sua scelta mi ha incuriosito: è noto che non sia una grande fan di Emilio Fede; tuttavia ho già apprezzato il coautore, il tema è molto vicino al mio percorso di studi e il libro è smilzo, quindi mi sono fidata. Alla fine è una lettura decisamente interessante e mi ha permesso di rivalutare il sig. Fede. Infatti quest'ultimo è sicuramente un personaggio: ad esempio ha parecchi aneddoti sfiziosi da raccontare, utili per conoscerlo meglio e per capire il "lato oscuro" della sua professione. Inoltre mi sono trovata spesso d'accordo con le sue riflessioni sul mezzo televisivo, in particolare quando sottolinea che "almeno in passato, l'autorevolezza aprioristicamente attibuita al mezzo televisione fosse frutto del ragionamento, allora diffuso, per cui chi "va in televisione", ci va perchè "ha qualcosa da dire", perchè è titolare di una competenza riconosciuta o testimone di fatti o vicende degne di attenzione o riflessione. Molto è cambiato, e non perchè manchino colleghi e professionisti rispettati e capaci, ma è successo che dall'epoca del cosiddetto "esperto" chiamato a intervenire su temi e questioni pertinenti alle sue conoscenze si è lentamente - ma altrettanto inesorabilmente - scivolati a quella che mi piace chiamare l'illusione della verità, di cui il "caso umano" costituisce l'archetipo." Ultimamente in tv spopolano storie strappalacrime raccontate dagi stessi protagonisti, nelle quali si fa leva sull'emotività e non sulla comprensione degli eventi. In questo modo, come dice il giornalista "l'attenzione dello spettatore, piuttosto che concentrarsi sui fatti e sulla loro analisi, viene turbata da una partecipazione emotiva indotta e costruita a tavolino dagli autori e dalla regia del programma." Questo è solo uno dei temi affrontati da Fede e Moriggi nella loro "chiacchierata", difatti ci si interroga anche sul ruolo pedagogico della televisione (perchè questa non può essere il canale di programmi utili e costruttivi per il pubblico?) e sulle provocazioni "stilistiche" dei giornalisti.
Comunque rimane chiaro il principale motivo per cui non guardo quasi mai il tg 4 e non adoro Fede: mi irritano i suoi commenti alla fine di ogni notizia trasmessa. Lui li considera un modo per interpretare i fatti e per avvicinarsi allo spettatore, ma io credo che l'italiano in ascolto non sia stupido e non abbia bisogno della sua opinione; esistono degli spazi appositi sia sulla cartastampata sia nella programmazione di qualsiasi canale (o quasi). Capisco che è inevitabile che ogni notizia sia presentata in modo soggettivo dal professionista che confeziona un servizio o scrive un articolo, però, a mio parere, Fede potrebbe risparmiarci le sue idee. Mi sembra ottimo chiudere con una citazione del direttore del tg 4: "Io sono cattolico, certo. E come tutti sanno, sono stato e continuo a essere socialdemocratico. Tantomeno mi pare di avere mai fatto mistero delle mie attuali preferenze partitiche all'interno del vasto panorama politico italiano. Non a caso, infatti sono spesso criticato per questo. "Sei di parte!" dicono... Ma chi non lo è? Forse chi finge di non esserlo?". L'ho già scritto. Fede è un personaggio unico.
Titolo Dietro lo schermo. L'arte della comunicazione televisiva
Autore Emilio Fede ; Stefano Moriggi
Prezzo € 14,00
Acquistabile presso IBS
Dati 2008, 111 p., brossura
Editore Editrice San Raffaele

recensito da miz
in narrativa, fiabe moderne | commenti (2)

recensito da principessafelice
in narrativa, fiabe moderne | commenti (1)
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Descrizione
Apri questa raccolta di quattro storie scelte tra i ventitré classici racconti di Beatrix Potter e segui le avventure del disobbediente Peter Coniglio nel giardino del signor McGregor. Ma anche quelle di Johnny Topo di Città che vive ad Hawkshead e del suo amico Timmie Willie, topino di campagna arrivato in città nascosto in una cesta! Segui poi la storia di una torta e di una tortiera e quella di Timmy Puntappiè, dove compaiono scoiattoli grigi, tamie e addirittura un orso nero!
Opinione personale
Fu il film a spingermi ad approfondire l’argomento ‘Potter’. Che riporta subito ad Harry, ma che nulla c’entra con il nostro amato maghetto.
Il film introduce, racconta e vive l’evoluzione artistica di questa donna del fine 800: Helen Beatrix_Potter.
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Le vicissitudini e le difficoltà non solo sociali.
Questo libro è una ventata di aria fresca! Sono principalmente storielle per bambini è vero, ma le sue narrazioni non sono scontate, i suoi personaggi sono animaletti buffi e antropomorfi, che indossano eleganti vestitini e fanno cose a metà tra il buffo, l’umano e il bizzarro. Leggerle riporta indietro nel tempo, nelle cose semplici, nella vita di un tempo.
Antichi sapori, ormai dimenticati, un immenso mondo di Natura che Beatrix ha saputo sfruttare per trovare la sua meritata felicità!
Estratti
…
«Una tortiera bianca con il bordo rosa… e la mangerai tutta tu.» Quel tu sono io… il che significa che Ribby dovrà uscire a comprarsi le focaccine dolci… Oh che splendida idea mi è venuta!
…
«Sei arrivato nel periodo più bello dell’anno! Ti preparerò un bel pasticcio di erbe e ce ne staremo seduti al sole!»
«Oh! È un po’ umido qui!» disse Johnny Topo di città, tenendosi la coda sotto il braccio, per evitare che si infangasse.
Titolo Quattro storie da Il mondo di Beatrix Potter
Autore Beatrix Potter
Prezzo € 11
Acquistabile presso IBS
Dati 2007, 127 p., ill., rilegato
Traduttore Ascorti R.; Ziliotto D.
Editore Sperling & Kupfer (collana Beatrix Potter)

recensito da MissAylysRaziel
in narrativa per ragazzi, storie di animali | commenti
Non conosco i criteri secondo cui viene assegnato il Premio Strega, ma se uno di questi fosse “premiare il libro più bello dell’anno” non capisco come mai il vincitore di questa edizione è stato “La solitudine dei numeri primi” di Paolo Giordano.
È evidentemente un libro da classifica, uno di quei libri da cui si può trarre un film, uno di quei libri, insomma, che ha poco di nuovo, di originale di bello da dire. E sia chiaro, quando dico “bello”, non penso assolutamente ad una storia a lieto fine quanto, piuttosto, ad una storia in grado di lasciarti qualche cosa, qualcosa che consenta alla tua vita di conquistare un impercettibile meta.
Due persone, un ragazzo e una ragazza, che avrebbero potuto condurre vite normali, sono accomunate da traumi infantili che li segneranno per tutta la vita. Nel romanzo, questo loro essere soli ed unici li avvicinerà portandoli a conquistare una comprensione reciproca, che viene meno proprio nel momento in cui l’attrazione che provano l’uno per l’altra potrebbe manifestarsi.
Titolo La solitudine dei numeri primi

recensito da Nerebiglie
in narrativa, concorsi letterari, nuovi autori | commenti (4)
TRAMA:
Alice Sanderson viene trovata morta nel suo appartamento di Manhattan, la gola recisa, il quadro più prestigioso della sua collezione scomparso. Gli indizi sulla scena del delitto conducono inequivocabilmente ad Arthur Rhyme, un uomo sposato che la vittima frequentava da poco. È Lincoln Rhyme, criminalista tetraplegico geniale e ribelle, a prendere in mano l’ultimo caso, per scagionare il cugino Arthur. Studiando gli indizi capisce che qualcosa non torna e si convince dell'innocenza del parente...
COMMENTO:
Da Deaver ci si aspetta sempre il meglio e il lettore non verrà deluso anche questa volta. Io, tuttavia, ho deciso di non redigere l'ennesima scheda libro dedicata al grande autore americano perchè "La finestra rotta" non mi ha convinto fino in fondo. è un thriller che si legge bene, nonostante la sua mole; si approfondisce la conoscenza con i "tradizionali" personaggi a cui ormai ci siamo affezionati; il tema è assolutamente attuale: il furto di identità. Quest'ultimo è affrontato considerando i problemi attuali sulla privacy e sull'ingerenza nelle vite dei singoli da parte di società che raccolgono dati per business; in alcuni punti mi è parso di leggere un articolo di giornale. Insomma questo è un argomento interessante, però mi pare che Deaver, a volte, entri troppo nello specifico. Dunque a "La finestra rotta" assegno un voto alto, con riserva.
Titolo La finestra rotta

recensito da principessafelice
in thriller horror gialli | commenti (1)

recensito da miz
in narrativa, erotismo | commenti (1)

recensito da miz
in racconti, narrativa umorismo | commenti (1)
TRAMA/RECENSIONEPer compensare l’esagerata quantità di sesso contenuta nelle pagine del romanzo di Miller ho dovuto inframmezzare la lettura di Opus Pistorum con un libro di Mishima.
Non mi era ancora mai capitato di leggere un romanzo così altamente erotico, ma soprattutto così esclusivamente erotico. Gli spazi lasciati ad eventi di altra natura sono veramente pochissimi, ed è un peccato, perché in misura maggiore avrebbero reso l’opera maggiormente godibile.
Alla fine il sesso, per quanto uno scrittore possa essere bravo e fantasioso, peccaminoso e oltraggioso, è sempre la stessa solfa, benché non si possa di certo definire il libro “noioso”, alla fine anche le situazioni potenzialmente più eccitanti scorrono sotto le dita senza particolare rilievo.
Alf, giornalista americano trasferitosi a Parigi, e la sua cricca di amici passano da un divano/letto/pavimento all’altro senza porsi particolari problemi circa l’età, l’orientamento sessuale, il sesso di chi incontrano ed è disponibile a lasciarsi andare.
Da qui un serie infinita di interminabili scopate in cui tutti si fanno tutti. Alla fine il protagonista, quando proprio le ha viste tutte, quando ha visto anche ciò che sarebbe stato preferibile non vedere (madre e figlia che fanno sesso con il padre), fugge dalla Parigi peccaminosa per far ritorno in patria, in America.
ESTRATTO:
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Descrizione
Opinione personale
Iniziai
Questo romanzo è un duplice messaggio:
1 - Affronta una tematica dei nostri tempi, una tematica che merita approfondimento e riflessione;
2 - L'Autore fa capire che con il Fantasy si può anche parlare, appunto, del mondo. Che il fantasy non è puramente la creazione di un nuovo mondo, il suo ecosistema e i suoi personaggi. Ma è anche uno strumento per coinvolgere quante più persone possibili ai mali di questo mondo.
Estratti
Comparve una volpe, minuta e rossiccia, attirata dall’odore del cibo che stava cucinando, perlopiù verdure. La volpe si sedette sulle zampe posteriori e lo guardò senza timore «Anche tu qui ad osservare?» le chiese. La volpe ammiccò, quasi per rispondere. «Anche tu qui ad attendere», asserì il sicario e si voltò verso il fuoco. «Ancora un po’, abbi pazienza»
Il giovane aveva parlato con tale slancio che a Thal Dom venne da ridere. Subito dopo tuttavia si adirò. «Non serve a niente che ti ostini Muèlm!» Tornò sui suoi passi, puntandogli addosso un indice e spingendolo. «Apri gli occhi! Sta succedendo qualcosa, qui, qualcosa che Moenias ha scoperto, qualcosa di talmente grave che si è immolato pur di averne ragione, qualcosa, Muèlm, che noi dobbiamo scoprire e vincere.»
«Ha detto qualcosa di preciso?»
«Che nascondi qualcosa»
Chi è più stupido, lo stupido che scopre il furbo o il furbo che si fa scoprire dallo stupido?, poi disse: «Grazie, Mordha»
Titolo
Autore Andrea D’Angelo
Prezzo € 16,50
Acquistabile presso IBS
Dati 2005, 444 p., brossura
Editore Nord (collana Fantacollana)
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Descrizione
Scoperte e rivelazioni sul futuro della nostra civiltà; decodificando le complesse rappresentazioni astronomiche dei maya, Cotterell e Gilbert ne rivelano il significato delle profezie e arrivano a sorprendenti conclusioni.
Siamo giunti nel Terzo Millennio, e l'anno 2012 è vicino ... cosa ci hanno voluto dire i maya?
Il mondo finirà il 22 dicembre del 2012: è questa l'inquietante profezia che i maya fecero 5000 anni fa. Ma chi erano i maya? Da dove arrivava questo popolo misterioso che edificò straordinarie piramidi e meravigliosi templi in mezzo alle foreste tropicali dell'America Centrale? Cosa vogliono dirci le eccezionali iscrizioni che hanno lasciato? Perché scomparvero all'improvviso? Che cosa accadrà nel 2012? Decodificando le complesse intuizioni e rappresentazioni astronomiche e astrologiche dei maya, Maurice Cotterell e Adrian Gilbert ne annunciano le profezie per l'anno 2012 e per quelli seguenti. In questo libro avvincente e per molti aspetti controverso gli autori rivelano:
- che la nascita e il declino delle ere del mondo e delle civiltà coincidono con i cicli delle macchie solari;
- che una riduzione dell'attività delle macchie solari ha causato una diminuzione della fertilità nel popolo maya e con ciò l'improvvisa scomparsa di questa civiltà;
- che furono gli antichi egizi e i sopravvissuti alla scomparsa di Atlantide a fondare le antiche civiltà dell'America Centrale.
Un libro straordinario di rivelazioni, scoperte e vaticini per leggere con occhi profetici la preistoria della nostra civiltà e per capire ciò che il futuro potrà riservarci. Dopo dodici edizioni, "Le profezie dei maya" finalmente in veste rilegata.
Opinione personale
Questo affascinante volume/manuale comincia all’interno di una cucina narrando il dialogo e l’interazione di due persone: Adrian G. Gilbert e Robert Bauval che seduti al tavolo disquisiscono su un volume intitolato (tradotto) ‘I misteri di Orione’. Da lì, con forte tono romanzesco si arriva alla comparsa di Maurice Cotterel e si comincia a parlare di questi misteriosi Maya e della loro profezia: che spiega come e perché, il 22 dicembre del 2012 il mondo è destinato a finire. Più tecnicamente la ‘fine’ sarebbe imputata a cambiamenti magnetici del nostro Pianeta, relazionati ai cicli vitali del sole e di Venere. Il mondo quindi finirebbe, come è già successo prima, visto che vi sono testimonianze in cui si afferma che prima dell’uomo attuale e conseguente civiltà moderna vi siano state altre 4 razze con relative ere.
Il libro ci porta, mano nella mano, nell’affascinante periodo pre e post Maya, attraversando usi e vicissitudini di molte popolazioni, quali atzechi, olmechi, toltechi ed altri, analizzando i reperti trovati e azzardando teorie di diversa natura. Di contro mi sento di dire che certe parti del libro sono molto tecniche e per comprenderle ci vuole una discreta conoscenza matematica ed una voglia particolare di capire certi passaggi chiave dei messaggi che ci sono stati lasciati. Gli studi sono stati svolti anche sui calendari realizzati dai Maya e gli autori (Adrian e Maurice) cercano, attraverso parole, schede, equazioni e tabelle di fare capire tale meccanismo anche a noi. Purtroppo mi sento di dire che queste parti del libro sono state causa di nervosismo.
Nonostante tutto ho racimolato moltissime informazioni storiche, aneddoti stuzzicanti, comparazioni con i popoli odierni e moltissime altre informazioni che mi hanno arricchita culturalmente.
Il mio commento non vuole esulare la tematica principale, perché sebbene già in precedenza ci siano state delle date certe in cui il mondo finiva, questo misterioso 22 dicembre
Quindi cos’è in sostanza questo libro? Una serie di tesi eseguite su dati e reperti reali. Leggetelo ne vale la pena.
Ultima nota: il libro termina con una lunga appendice di approfondimento, che io ho saltato per i motivi di complessità descritti sopra, sebbene qua e là abbia leggiucchiato approfondimenti vari sui Maya ed anche sulla fertilità (il concepimento e il parto) molto, molto interessanti. Ve lo consiglio caldamente!
Estratti chiave dal libro
«... la totale dipendenza dell'umanità dai cicli del sole. E' un tema schiacciante nel senso che, così come non si può guardare direttamente il sole senza diventare ciechi, più si studia l'argomento dei cicli solari, più si comprende fino a che punto noi abitanti del Pianeta Terra siamo ciechi alle realtà che regolano la nostra esistenza..»

recensito da MissAylysRaziel
in informazione, manuali, ricerche di frontiera | commenti (1)
TRAMA
Una grande storia di amore e morte e della perversione dell'occhio clinico che la osserva. Dall'interno di un tetro manicomio criminale vittoriano uno psichiatra comincia a esporre il caso clinico più perturbante della sua carriera: la passione tra Stella Raphael, moglie di un altro psichiatra, e Edgar Stark, artista detenuto per uxoricidio. Alla fine del libro ci si troverà a decidere se la "follia" che percorre il libro è solo nell'amour fou vissuto dai protagonisti o anche nell'occhio clinico che ce lo racconta.
COMMENTO
Con Stella c'era sempre di mezzo il cuore, il linguaggio del cuore. Mai titolo più azzeccato. Amore folle. Folle pazzia. Folli omicidi. Pensieri folli. Folle gelosia. Follia. Stella, moglie di uno psichiatra, si innamora perdutamente di un suo paziente, non fermandosi davanti a nulla pur di stare con la persona amata. Stella amava così tanto Edgar da essere diventata cieca. Talmente tanto da non riuscire a vedere il male che stava provocando attorno a sé, neanche per suo figlio. Dopo il primo capitolo, mi sono avventata su quelle pagine, senza riuscire a staccarmene. Una follia che contagia tutto e tutti. Tutti i personaggi alla fine del libro hanno qualcosa di folle da dover celare per la vergogna. Un libro psicologico, scritto divinamente, che cerca nell'animo umano spiegazioni per quella follia dilagante che porta tutto allo stato estremo. Per me, perfetto.

recensito da lafantasianata
in narrativa, quando un libro diventa un film, thriller horror gialli | commenti
TRAMA/RECENSIONEMilan Kundera è un grande scrittore e lo dimostra anche in questa sua opera “Il valzer degli addii” scritto in Boemia negli anni ’70. Il romanzo è suddiviso in cinque parti, chiamate “giornate”, in cui l’autore tesse le trame di una storia affascinante e misteriosa nella quale si concede poche ma preziose digressioni, in cui permette al lettore di seguire fedelmente gli eventi senza troppe inutili e inappropriate divagazioni.
In una cittadina termale si intrecciano le storie di diversi personaggi il cui destino è legato alla vita di una giovane, bella e stupida, infermiera che porta in grembo il frutto di un rapporto consumato in una notte, o quello di un giovane che rifiuta, non si saprà mai.
Oltre alla già citata infermiera fanno capolino nella storia un giovane ed affascinante musicista diviso tra la tremenda gelosia della moglie e l’irrefrenabile desiderio per le altre donne, un medico che mette fin troppo del suo nell’aiutare delle donne sterili a procreare, un enigmatico signore americano ospite del centro termale presso il quale lavora l’infermiera, ed un uomo misterioso che, in procinto di partire, si reca alle terme per salutare il suo amico medico e la figlia di un suo vecchio amico che ha preso sotto la sua ala.
In questo romanzo si ha l’impressione che Kundera punisca l’ignoranza nonostante questa sia dote della bellezza.
Il perché lo capirete solo leggendo il libro…
«La sola cosa» aggiunse «che mi rende un po’ scettico nei confronti della procreazione è la scelta irragionevole dei genitori. È incredibile che degli individui orrendi possano decidere di procreare. Sicuramente si illudono che il fardello della bruttezza diventi più leggero se lo si ripartisce con i discendenti».
Bertlef definì come razzismo estetico la posizione del dottor Spreta: «Non dimentichiamo che non solo Socrate era un mostro di bruttezza, ma anche molte illustri cortigiane non si distinguevano affatto per la perfezione fisica. Il razzismo estetico è quasi sempre una manifestazione di inesperienza. Chi non è riuscito a penetrare a fondo l’universo dei piaceri amorosi può giudicare le donne solo in base a ciò che vede. Ma chi le conosce veramente sa che l’occhio può rivelare solo un’insignificante frazione di tutto quello che una donna può offrirci. Quando il Signore invitò l’umanità ad amarsi e riprodursi, caro dottore, pensava ai brutti come ai belli. Del resto, sono convinto che il criterio estetico venga dal diavolo e non da Dio. Nel Paradiso terrestre nessuno distingueva tra bellezza e bruttezza».
Poi intervenne nella discussione Jakub. Disse che i motivi estetici non avevano nessuna parte nel suo rifiuto di procreare: «Potrei citare altre dieci ragioni per cui non vorrei essere padre».
«Per prima cosa, non amo la maternità» disse Jakub, e si interruppe un attimo per riflettere. «L’èra moderna ha già smascherato tutti i miti. Già da tempo l’infanzia non è più l’età dell’innocenza. Freud ha scoperto la sessualità del neonato e ci ha detto tutto su Edipo. Solo Giocasta resta ancora misteriosa, nessuno osa strapparle il velo. La maternità è l’ultimo e più grande tabù, e in esso si cela la più grande maledizione. Non c’è attaccamento più forte di quello di una madre verso il suo bambino. Questo attaccamento mutila per sempre l’anima del bambino e prepara per la madre, quando il figlio diventa grande, i più crudeli tormenti d’amore che esistano al mondo. Sostengo, insomma, che la maternità è una maledizione, e non voglio contribuire a perpetuarla».
«Continui» disse Bertlef.
«C’è un altro motivo per cui non voglio aumentare il numero delle madri» disse Jakub con un certo imbarazzo. «Amo il corpo femminile, e provo un certo disgusto all’idea che il seno della donna che amo diventi un contenitore di latte».
«Continui» disse Bertlef.
«Il nostro dottore, qui, ci confermerà certamente che medici e infermiere trattano le donne ricoverate per aborto molto peggio delle partorienti e manifestano nei loro confronti un certo disprezzo, sebbene loro stessi avranno certamente bisogno, almeno una volta nella vita, di un simile intervento. È più forte, in loro, di qualsiasi riflessione, giacché il culto della procreazione è un imperativo della natura. È per questo che è inutile cercare il minimo argomento razionale nella propaganda per l’incremento delle nascite. Credete che sia la voce di Gesù quella che risuona nella morale demografica della Chiesa, o che sia Marx a parlarvi nella campagna dei governi comunisti a favore della procreazione? Per questo stesso desiderio di perpetuare la specie, l’umanità finirà per soffocare sul suo piccolo pianeta. Ma la propaganda demografica va avanti per la sua strada, e il pubblico versa lacrime di commozione quando vede l’immagine di una madre che allatta o di un poppante che fa le smorfie. Questo mi disgusta. Quando penso che potrei, insieme a milioni di altri entusiasti, chinarmi su una carrozzina con uno stupido sorriso, mi vengono i brividi».
«Continui» disse Bertlef.
«Naturalmente devo anche chiedermi in quale mondo farei nascere mio figlio. La scuola non tarderebbe a portarmelo via per riempirgli la testa di quelle non-verità contro le quali io stesso ho lottato invano tutta la vita. Dovrei forse stare a guardare mio figlio che un po’ per volta mi diventa un cretino conformista? Oppure dovrei inculcargli le mie idee per stare a guardare come soffre, coinvolto nei miei stessi conflitti?».
«Continui» disse Bertlef.
«E poi, si capisce, devo pensare a me stesso. In questo paese i figli pagano per la disubbidienza dei genitori e i genitori per la disubbidienza dei figli. Quanti giovani si sono visti proibire gli studi perché i loro genitori erano caduti in disgrazia! E quanti genitori si sono rassegnati a essere per sempre dei vigliacchi pur di non nuocere ai figli! Qui da noi, chi vuole conservare un minimo di libertà non può avere figli» disse Jakub, e tacque.
«Le restano ancora cinque ragioni per completare il suo decalogo» disse Bertlef.
«L’ultima ragione è così grossa che vale per cinque» fece Jakub. «Avere un figlio significa esprimere un accordo assoluto con l’uomo. Se avessi un figlio sarebbe come se dicessi: Sono nato, ho provato la vita e l’ho trovata così buona che merita di essere ripetuta».
«E lei non l’ha trovata buona, la vita?».
Jakub, sforzandosi di essere preciso, disse con cautela: «So solo che non potrei mai dire con totale convinzione: L’uomo è un essere meraviglioso e voglio riprodurlo».
Titolo Il valzer degli addii
Autore Milan Kundera
Prezzo € 7,20
Acquistabile presso IBS
Dati 1997, 246 p.
Curatore Mura A.
Traduttore Vitale S.
Editore Adelphi (collana Gli Adelphi)

recensito da principessafelice
in narrativa, nuovi autori | commenti (2)
Trama
Gli umani hanno perso e gli alieni (specie di parassiti che si attaccano al cervello del loro ospite) hanno posseduto gli umani. La voce narrante è proprio uno di questi alieni che con molta difficoltà cerca di imparare ad avere un corpo. Sapeva che avrebbe dovuto affrontare cose come: emozioni, sensi, sogni, menorie...ma non sapeva che avrebbe avuto una difficoltà in più: l'anima umana del suo corpo infatti rifiuta di andarsene e laciare a lui il posto. No, Melanie, non vuole andarsene e invece giorno e notte bombarda l'alieno con i suoi sentimenti e ricordi sull'uomo che ama: Jared, che è riuscito a sfuggire agli alieni e vive da fuggitivo. E l'alieno è incapace di separsi dal corpo e dall'anima di Melanie e inizia a provare gli stessi sentimenti per Jared. Così, alleati nonostante tutto, l'alieno e Melanie, si mettono in cerca di Jared.
Estratto
"Jared mi sorrise e le rughe agli angoli dei suoi occhi si incresparono. -Sono così felice di aver trovato un atro essre umano sopravvissuto.- disse. Il mio cuore sussultò. -Per favore non darmi un altro calcio.- aggiunse, mentre si chinava verso di me e mi prendeva il mento. Mi baciò di nuovo e stavolta lo sentiì. Le sue labbra erano più morbide delle sue mani e calde. Le farfalle esplosero nel mio stomaco togliendomi il fiato.
Mi svegliai. Ero coperta di sudore. Un altro sogno, di nuovo. Sempre lo stesso. Da sette mesi ormai. No, non un sogno, ma una memoria dell'essere che mi ospitava. Potevo ancora sentire le labbra di Jared sulle mie. La mia mano senza il mio permesso cercò nel letto al mio fianco il suo corpo e non lo trovò. Il mio cuore si ruppe ancora una volta mentre mi stemdevo di nuovo a fissare il soffitto. Non so per quanto potrò resistere ancora. Come si poteva vivere in un corpo le cui memorie rifiutavano di sparire nel passato a cui appartenevano. Come si poteva vivere venendo assaliti da tutte queste emozioni? Ormai non sapevo più nemmeno quello che io provavo. "
Recensione
Posto che trovo la copertina americana molto più bella che non quella italiana e vvrei preferito non la modificassero, la mia recensione di questo libro è molto positiva.
Ho letto questo libro tutto d'un fiato e sono rimasta molto soddisfatta. Lo stile usato dall'autrice ricorda quello di Twilight, semplice, chiaro e scorrevole. Da lettrice a volte apprezzo stili più complessi, ma lo stile della Meyer benchè semplice, rimane comunque toccante e questa sua semplicità aiuta la chiarezza e la scorrevoleza del testo. Soprattutto in questo romanzo, dove all'inizio il lettore si sente disorientato, poichè l'inizio del libro ci catapulta in un mondo molto diverso da quello attuale. La terra è sttta invasa dagli alieni già da circa sei anni, tutti i corpi sono stati già presi dai parassiti alieni, ora il pianeta è loro, solo pochi umani ribelli rimangono, e devono nascondersi. Poichè benchè gli alieni siano pacifici (non credono che impadronirsi di corpi altrui sia una violenza), alcuni di loro sono incaricati di ritrovare ogni corpo umano e portarlo ai medici perchè diventi spite di un alieno. Il romanzo inizia con Wanderer un'aliena, che si risveglia nel suo corpo umano, il corpo era di una ribelle Melanie, appena catturata, che era riuscita a sfuggire per anni agli alieni. La polizia aliena spera che Wanderer ora possa accedere alle memorie della sua ospite a aiutare la cattura di altri ribelli. Ma Wanderer non è sola in quel corpo, l'anima di Melanie è forte e resiste, parla all'aliena e la investe di memorie(pur senza rivelare cose che potrebbero mettere in pericolo gli altri ribelli). L'aliena all'inizio cerca di resistere, ma poi piano piano capisce ciò che spinge Melanie, i sentimenti dell'umana diventano i suoi e si innamora dell'uomo delle memorie di Melanie. Ptrima di allora tutti i pianeti invasi dagli alieni non erano mai stati abitati da esseri così ricchi di individualità e sentimenti, era stta un fiore, un pipistrello, un a specie di delfino.....ma è veramente giusto togliere il corpo a questi esseri, rubare le loro vite? Questi dubbi, ma soprattutto i sentimenti che sente dentro di lei, spingeranno Wanderer a cercare l'uomo di Melanie , Jared per aiutarlo nella lotta....
Non vi rivelo altro della trama, per non rovinarvi la sorpresa, ma molte cose accadranno a Melanie e a Wanderer, benchè il romanzo sia piuttosto statico. Memorabile la scena in cui Jared bacia Wanderer per cercare di scoprire se Melanie è effettivamente dentro di lei...solo che Melanie si ingelosisce, riesce per un momento a riprendere il controllo di un suo braccio (grazie al fatto che Wanderer è parecchio distratta) e gli dà un pugno in faccia. Jared finisce steso a terra e scoppia a ridere felice affermando che ora è veramente sicuro che Melanie è ancora nel suo corpo insieme all'aliena. In generale nel romanzo c'è poca azione, e molta introspezione. Niente navi spaziali o armi laser. Tutta la storia è raccontata dal punto di vista di Wanderer, il che fa entrare il lettore nella sua testa, insieme a lei e Melanie. Tanti sentimenti, tanti problemi legati alla diversità, tanti dubbi su come poter convivere con qualcuno estraneo al nostro mondo, per un romanzo delicato come il petalo di un fiore ed altrettanto toccante.
Titolo L' ospite
Autore Stephenie Meyer
Prezzo € 18,00
Acquistabile presso IBS
Dati 2008, 569 p., brossura
Traduttore Fusari L.
Editore Rizzoli (collana 24/7)

recensito da weirde
in fantastico fantascienza | commenti (1)
ESTRATTO
"I miei più grandi dolori in questo mondo sono stati i dolori di Heathcliff; io li ho scrutati, e sentiti tutti uno per uno, sin dal principio: nella mia vita il più gran pensiero è lui. Se tutti gli altri perissero e lui restasse, anch’io continuerei ad esistere: e se tutti gli altri restassero e lui fosse annichilito, l’universo mi rimarrebbe totalmente estraneo. Il mio amore per Linton è come il fogliame nei boschi: il tempo lo muterà, lo sento bene, come l’inverno cambia le chiome degli alberi: il mio amore per Heathcliff rassomiglia alle rocce eterne sotto terra: una sorgente che dà poca gioia visibile ma necessaria. Nelly, io sono Heathcliff ! Egli è sempre, come nella mia mente: non come gioia, come io sono una gioia per me stessa, ma come il mio stesso essere." (Catherine)
"In ogni nuvola, in ogni albero, nell'aria della notte e nell'aspetto di ogni oggetto durante il giorno, io sono circondato dalla sua immagine! I più comuni visi di donna o uomo, i miei stessi lineamenti, si fanno gioco di me con il loro ricordarla. Il mondo intero è per me una terribile collezione di cimeli che mi ricordano che lei è esistita e che io l'ho persa! " (Heathcliff)
TRAMA
Il romanzo della Brontë narra la storia di Catherine e Heathcliff, del loro amore a tutto tondo l’uno per l’altra, e di come questa passione irrisolta alla fine li distrugga entrambi. Tensioni sociali ostacolano la loro unione, portando Heathcliff a rifuggire dalla società e ad abusarne. La trama è qui riportata in dettaglio, poiché la narrazione del libro non è né lineare né sempre chiara. Il narratore è un gentiluomo di città, Mr Lockwood, che sta affittando Thrushcross Grange; una casa di Heathcliff. Questa è vicino a "Wuthering Heights", Cime tempestose. Un giorno va in visita a Cime Tempestose e qui rimane colpito dagli strani personaggi della casa e costretto a passare la notte li' poiché fuori imperversa la bufera. Durante la notte di tormento passata nella casa, a Mr. Lockwood succedono strani episodi come la visione del'fantasma' di una donna che, durante la notte, bussa alla sua finestra. Poco dopo, Lockwood si ammala e durante la noiosa convalescenza si fa raccontare da Nelly Dean, la governante di Thrushcross Grange, la storia degli abitanti di Cime Tempestose che lo hanno incuriosito. La storia di Nelly Dean offre al lettore la possibilità di comprendere a fondo come la relazione fra Heathcliff e Catherine doveva avere ripercussioni di vasta portata per le loro famiglie ed i loro bambini. La passione di Heathcliff per Catherine è così fosca e sinistra da farlo giungere alla distruzione della felicità degli Earnshaw e dei Linton.
RECENSIONE
Cime tempestose è un romanzo che mi piace leggere ogni tanto. Un libro pieno di passione, di amore, di odio. Amore e Odio si scontrano in continuazione in questo romanzo. I protagonisti si amano in modo morboso, ma il loro amore viene ostacolato dalle regole e differenze sociali di quai tempi. Creando così, situazioni assurde, gesti di disperazioni che si trasformano in tragedie greche.
Titolo Cime tempestose
Autore Emily Brontë
Prezzo € 12.00
Acquistabile presso IBS
Dati 2006
Editore Einaudi (collana Einaudi tascabili. Classici)

recensito da FrozenLips
in classici | commenti (1)
Un blog che nasce per raccontare qualcosa. Il mio desiderio di
condividere l'armonia delle parole. I libri. Le loro pagine ruvide, lisce,
profumate, vecchie. Il profumo delle parole, il riconoscersi nei personaggi,
il coinvolgimento di una lettura. Questo blog vuole parlare di ciò che l'anima
grida.
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guerra degli alati
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lettera d'amore
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linea d'ombra
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luce del passato
Arthur C. Clarke
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L'amante
del bosco
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moglie che dorme
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regno del silenzio
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Debra Dean
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nebbie di Avalon
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L'enigma
del solitario
Jostein Gaarder
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Le
notti bianche
Fedor Dostoevskij
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Le
notti di Salem
Stephen King
cat.thriller horror gialli
Le
pagine della nostra vita
Nicholas Sparks
cat.quando un libro diventa un film
Le
parole segrete di Jin-Shei
Alma Alexander
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Le
profezie dei maya
Adrian G. Gilbert
Maurice M. Cotterell
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Le
relazioni pericolose
Laclos
cat.classici
Le
voci di una passione
Candace Camp
cat.narrativa
L'identità
Milan Kundera
cat.narrativa
L'incantesimo
di Frida K.
Kate Braverman
cat.narrativa, classici, storie vere
L'ombra
del vento
Carlos Ruiz Zafon
cat.narrativa
Londonstani
Gautam Malkani
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Lo
scandalo della stagione
Sophie Gee
cat.narrativa, nuovi autori
L'ospite
Stephanie Meyer
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Lo
spleen di Parigi
Charles Baudelaire
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Lo
stagno di fuoco
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L'ultima
amante di Hachiko
Banana Yoshimoto
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L'ultima
porta del cielo
Dean Koontz
cat.fantastico fantascienza
Luna
nera
Laurell K. Hamilton
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Lunar
park
Bret E. Ellis
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Memnoch
il diavolo
Anne Rice
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Memoria
delle mie puttane tristi
Gabriel Garcia Marquez
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di un soldato bambino
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Musica
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Nell'intimità
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Pan
J.M. Barrie
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Petropolis
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Piccolo
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Anne Rule
cat.storie vere
Porno
Irvine Welsh
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Presa
elettrica
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e battiti di ciglia
Billy Corgan
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Pulp
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Quattro
storie dal mondo di Beatrix Potter
Beatrix Potter
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Ragazze
lupo
Martin Millar
cat.fantasy, narrativa, narrativa per ragazzi
Resti
Mortali
Laurell K. Hamilton
cat.thriller horror gialli, noir dark, fiabe moderne
Revolver
Isabella Santacroce
cat.narrativa
Romeo
e Giulietta
William Shakespeare
cat.classici
Sabato
Ian McEwan
cat.narrativa
Sai
tenere un segreto?
Sophie Kinsella
cat.narrativa e umorismo
Sappiano
le mie parole di sangue
Babsi Jones
cat.diario, narrativa
Sarah
J.T. Leroy
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Scritto
sul corpo
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Se
mi lasci fa male
Stefania Bertola
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Senza
pudore
Helen Walsh
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Senza
sangue
Alessandro Baricco
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Serpenti
e piercing
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Se
solo fosse vero
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Sette
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Soffocare
Chuck Palahniuk
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Sole
e acciaio
Yukio Mishima
cat.autori orientali
Storie
dei lager
Mauro Cereda
cat.saggi, storie vere
Strappami
il cuore
Chiara Palazzolo
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Therese
e Isabelle
Violette Leduc
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Tokyo
blues norwegian wood
Haruki Murakami
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Tre
metri sopra il cielo
Federico Moccia
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Tutto
quello che volevo dirti
Martha Medeiros
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Twilight
Stephanie Meyer
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Ucciderò
mia madre
Michela Franco Celani
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Una
banda di idioti
Jhon Kennedy Toole
cat.narrativa
Una
lingua sul cuore
Carlotta De Melas
cat.narrativa, nuovi autori
Un
amore
Dino Buzzati
cat.narrativa
Uto
Andrea De Carlo
cat.narrativa
Vendute!
Zara Muhsen
cat.storie vere
Vento
dell'est
M.M. Kaye
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Vermi
Giovanna Giolla
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Vienimi
nel cuore
Micol Arianna Beltramini
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18
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Zucca
gialla
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di canna
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