


recensito da principessafelice
in storie vere | commenti (1)
Trama e recensione
Non ci posso ancora credere! Sono arrivata alla fine del libro più noioso della storia della letteratura, o almeno di quella che sino ad ora mi è capitata tra le mani.
Un medico pieno di sé ha un diverbio con dei teppisti che poi gli occupano la casa in una sera di festa. Colluttazione, il cattivo resta ferito, il medico lo opera e lo salva.
Non mi pare ci sia altro da dire.
Questo libro è Sconsigliato a tutti quelli che amano ritrovarsi tra le mani storie affascinanti, difficili da abbandonare, o storie semplici ma che offrono spunti di riflessione sugli altri o su se stessi.
Questo libro è Consigliato… mmm…. Sinceramente non saprei dire a chi consigliarlo. Sono curiosa di sbirciare in rete e vedere cosa scrivono quelli a cui è piaciuto il romanzo.
L’autore ha lanciato il suo protagonista in milioni di riflessioni su temi “personali”, ma anche a più ampio raggio, e nonostante il libro sia pesantemente intriso delle sue elucubrazioni, non si riesce a cavare un ragno dal buco se si tenta di salvarne qualcuna a fini stilistici, o di contenuto.
Accenno soltanto alla banalità che trasuda dai dialoghi e dalle riflessioni tra marito e moglie in merito alla loro vita, ai figli, al partner. Per non parlare della tristezza delle descrizioni quando la coppia si ritrova nei rari momenti intimi.
Se tutti i libri dello scrittore hanno questo stile, credo che questo sarà il primo e l’ultimo che leggerò.
Titolo Sabato
Autore Ian McEwan
Prezzo € 11,00
Acquistabile presso IBS
Dati 2006, 292 p., brossura
Traduttore Basso S.
Editore Einaudi (collana Super ET)

recensito da Nerebiglie
in narrativa | commenti (2)

recensito da principessafelice
in narrativa, nuovi autori | commenti

recensito da miz
in thriller horror gialli, noir dark | commenti (1)
RecensioneVictor Mancini, sessuomane, ex studente di medicina, lavora come comparsa in un villaggio di fine ‘700, storicamente ricostruito, attrattiva della sua città. Per riuscire a sostenere le spese mediche della casa di cura in cui è ricoverata la madre, Victor arrotonda i guadagni fingendo ogni sera di soffocare in un ristorante (ogni volta uno diverso) per colpa di un boccone andato di traverso. Ogni sera un nuovo eroe gli salva la vita e si sente responsabile per lui al punto da sostentarlo economicamente con piccole donazioni volontarie.
Tra la vita, la morte ed il sesso, si snocciolano una serie di eventi che porteranno verso una fine inaspettata.
Considerazioni finali
Questo è un tipico romanzo vulcano, ovvero: si parte da un cratere costellato di fatti per ridiscendere verso un unico centro.
La Mamma con lui si scusava in continuazione. Gli diceva che per anni la gente si era fatta in quattro per trasformare il mondo in un luogo sicuro e organizzato. Nessuno si era reso conto di che noia sarebbe stata. Una volta che il mondo fosse stato suddiviso in proprietà, sottoposto a limiti di velocità e piani regolatori e tassato e irreggimentato, una volta che tutti fossero stati esaminati e registrati e provvisti di un indirizzo e di documenti. Nessuno aveva lasciato spazio all’avventura, se non al tipo di avventura che si può comprare. Su un ottovolante. Al cinema. E anche così, sarebbero sempre state emozioni finte. Perché uno lo sa benissimo che alla fine i dinosauri non mangeranno i bambini. Il pubblico delle proiezioni di prova si è espresso contro qualsiasi remota possibilità di finta catastrofe. E non esistendo la possibilità che si verifichi una catastrofe vera, un rischio vero, ci è preclusa anche ogni possibilità di salvezza vera. Ebbrezza vera. Eccitazione vera. Gioia. Scoperta. Invenzione.
Le leggi che ci permettono di vivere sicuri sono le stesse che ci condannano alla noia.
Se non possiamo accedere al caos autentico, non avremo mai autentica pace.
Se le cose non hanno la possibilità di peggiorare, non migliorano.
Tutte cose che la Mamma gli raccontava.
Gli diceva: «L’unica frontiera che ci rimane è il mondo dell’intangibile. Tutto il resto è cucito troppo stretto».
Ingabbiato da troppe leggi.
Per intangibile la Mamma intendeva Internet, i film, la musica, le storie, l’arte, le voci che corrono, i programmi per computer, tutto ciò che non è reale. Le realtà virtuali. Le simulazioni. La cultura.
L’irreale è più potente del reale.
Perché la realtà non arriva mai al grado di perfezione cui può spingersi l’immaginazione.

recensito da Nerebiglie
in narrativa | commenti (6)
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Descrizione
Malva, la scintillante città di vetro e metallo, circondata dalla foresta. E laggiù, scavata nella terra, l'altra città segreta, soffocata da miasmi tossici. Sopra gli umani, sotto i loro schiavi. È questo il mondo diviso in cui si muove Telkar, il mezzosangue cresciuto tra i privilegi, ma segnato dal marchio infamante dei Drow. E quando a Malva cominciano le morti misteriose, sarà lui a offrirsi per una missione quasi impossibile, scendere nelle viscere della città e scoprire il colpevole. Un viaggio nelle tenebre e nella paura, tra macchinari infernali e veleni, da cui Telkar uscirà completamente trasformato.
Opinione personale
Trovarsi fra le mani un libricino che assomiglia più ad un quaderno che a un libro, specialmente per chi, come me, ha letto entrambe le trilogie di Licia Troisi, lascia un po’ di incertezza. Ma Licia ancora una volta ci stupisce e ci spiazza regalandoci una nuova appassionante storia – completamente estranea al Mondo Emerso con cui ha esordito.
Tralasciando l’innovativa categoria ‘eco-mafia’ di cui faccio un breve accenno più giù, Licia ha realizzato una storia ben congeniata, dimostrandoci di saper destreggiarsi anche nel giallo, per la sua astuta narrazione, e, in questo caso, nel noir.
Per chi ha colto comunque la sua bravura in questa categoria, possiamo leggere piccoli accenni nella prima trilogia, che mano a mano sono cresciuti nella seconda opera.
Licia ci avvicina ad un Mondo stupendo e pulito: Malva, la città di vetro. Ordinata, tranquilla, asettica. Un Mondo dove l’uomo bianco è ancora una volta, osannato, sopravvalutato.
La storia, racconta in prima persona le difficoltà di Telkar, un mezzosangue, per la precisazione mezzo umano e mezzo drow, che a causa della sua ‘impurità’ deve farsi strada nel mondo a sgomitate e lui, povero Telkar, smanioso di essere agli occhi di tutti un umano in tutto e per tutto (gravi motivi che potrete leggere nel libro) diventa un membro della legge e si deve infiltrare tra i Drow puri e misti.
Non solo la sua vera Natura verrà fuori, che non è necessariamente maligna, ma scoprirà anche come non è oro tutto quel che luccica e, lentamente, la sua coscienza subisce una mutazione. Per inciso ‘quella mutazione’, quel salto di qualità che ci costa sacrificio e dolore.
Leggetelo, non solo perché lo ha scritto Licia Trosi.
Un estratto chiave dal libro
« ...
Richiusi la porta e in un angolo riparato dagli sguardi tirai fuori dalla sacca quel che mi occorreva. Bastarono pochi minuti. Quando la biacca fu tolta del tutto e mi ritrovai nei miei panni di schiavo, per qualche ragione mi sentii bene.
...»
Due parole su EcoMafia
Con il termine ecomafia si indicano tutte le attività criminali ai danni dell’ambiente naturale e storico-culturale. Attività poste in essere da organizzazioni malavitose senza scrupoli che avvelenano l’aria, i fiumi, i mari, i terreni agricoli, sventrano montagne e colline, rubano l’acqua, incendiano boschi e foreste, cementificano le coste, i parchi e i luoghi più belli. Convenzionalmente si vuole dividere l’ecomafia in quattro grandi macro-crimini:
ciclo dei rifiuti,
ciclo del cemento,
racket degli animali,
“archeomafia”.
Con il primo si intende l’intera filiera criminale legata alla gestione dei rifiuti, dalla raccolta fino alla smaltimento finale, passando dai falsi trattamenti chimici e dalle falsificazioni sistematiche dei documenti che li accompagnano. E comprende sia i rifiuti urbani (settore di competenza delle amministrazioni locali) che i rifiuti speciali (specialmente di produzione industriale): nei primi, gli ecomafiosi si infiltrano negli appalti pubblici gestiti dai comuni, nei secondi, attraverso la gestione diretta dei rifiuti industriali, alla fine smaltiti in discariche abusive, in terreni agricoli, in cave abbandonate, o semplicemente dove capita prima. Clan mafiosi, ma anche uomini d’affari, imprenditori, funzionari e amministratori pubblici hanno formato negli anni una vera alleanza criminale, che Legambiente ha definito la “Rifiuti S.p.A.”, a testimoniare la caratura illegale di questa nuova industria del crimine dedita alla gestione dei rifiuti. In regioni come
Titolo I dannati di Malva
Autore Licia Troisi
Prezzo € 8,50
Aquistabile su IBS
Dati 2008, 176 p
Editore Edizioni Ambiente (collana Verdenero. Storie di ecomafia)

recensito da MissAylysRaziel
in fantasy, noir dark | commenti (3)

recensito da MissAylysRaziel
in narrativa, storie di animali | commenti
Scrittore di culto, scozzese, vincitore del prestigioso World Fantasy Award, adorato da Kate Moss, Jonathan Coe, Neil Gaiman, amante devoto di Buffy the Vampire Slayer (pare che abbia scritto Ragazze Lupo in preda allo sconforto per la fine della serie tv)
IMPERDIBILE
Kalix è la discendente più giovane della più antica dinastia scozzese di licantropi, i MacRinnalch. Si aggira per le strade di Londra, senza tetto e senza amici. Ha disturbi alimentari, soffre di depressione, attacchi d’ansia, è dipendente dal laudano, ascolta soltanto le Runaways, gruppo femminile degli anni settanta, ed è ricercata dai cacciatori, a cui fa gola in quanto figlia del potente Signore dei Lupi, e dalla sua stessa famiglia che l’ha condannata per aver attaccato suo padre. È bellissima, selvaggia, aggressiva e magrissima.
Kalix si imbatte per caso in due umani, Daniel e Moonglow. Nel frattempo nelle Highlands scozzesi ci sono problemi per l’elezione del nuovo Signore dei Lupi, e il clan dei MacRinnalch si prepara a una sanguinosa lotta intestina.
Castelli scozzesi. Strade buie di Londra. Un’antichissima stirpe di licantropi. Battaglie, musica, Camden, un ragazzo timido, una ragazzina gothic. Licantropi e spiriti del fuoco moderni di ogni tipo. Algide intellettuali, mondane stiliste, dissolute musiciste punk, principi amanti del travestitismo, esilaranti Regine del Fuoco fashion victim.
Mescolare e servire freddo, con un goccio di laudano e una fettina di ironia.
Mi piacerebbe se fosse l'inizio di una saga....
Titolo Ragazze lupo
Autore Martin Millar
Prezzo € 19,50
Acquistabile presso IBS
Dati 2008, 667 p., rilegato
Traduttore Olivieri L.
Editore Fazi (collana Lain)

recensito da stella2682
in fantasy, narrativa, narrativa per ragazzi | commenti (4)
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recensito da Nerebiglie
in narrativa | commenti (6)
Come inizia
“Alle otto di sera l’aeroporto di Baltimora era praticamente deserto. I larghi corridoi grigi erano vuoti, le edicole buie, i bar chiusi. Avevano già chiamato i passeggeri all’imbarco per gli ultimi voli. Gli schermi erano spenti e le file di poltroncine di plastica abbandonate e spettrali.”
Trama e commento
Baltimora, 15 agosto 1997. Brad e Bitsy Donaldson, una coppia molto americana, e Sami e Ziba Yazdan, marito e moglie iraniano- americani, si trovano all’aeroporto. Le due coppie, con i parenti al seguito, stanno aspettando il volo dalla Corea per prendere in consegna le loro bambine appena adottate. Nonostante le diversità, tra due famiglie nasce una amicizia e ogni 15 agosto, anniversario del giorno dell’arrivo delle due bambine, viene organizzata una festa che diventa sempre più elaborata e ricca di sontuosi piatti…
Anne Tyler è una narratrice magistrale, capace di toccare temi come il lutto, l’adozione e l’immigrazione in modo delicato e mai superficiale. “La figlia perfetta” aiuta a comprendere i meccanismi e i sentimenti che si attivano quando una coppia cresce un figlio straniero, ma anche la solitudine e le difficoltà d’integrazione (in particolare degli iraniani, visto che una delle famiglie protagoniste è originaria di questo paese). L’alternarsi dei punti di vista, con una prevalenza sull’altera nonna iraniana Maryam, è un espediente ben riuscito: movimenta la trama e rende i personaggi così veri e realistici che è impossibile non affezionarsi ad essi e non lasciarsi coinvolgere dalle loro storie.
Un assaggio
“Lei era ottimista, Maryam. O meglio, non un’ottimista: una pessimista. Ma la sua vita era stata abbastanza difficile da farla guardare ai disastri con più filosofia rispetto a molte altre persone. […] Era fiduciosa che anche se le cose fossero andate male – come poteva benissimo accadere – lei se la sarebbe cavata comunque.”
Titolo La figlia perfetta
Autore Anne Tyler
Prezzo € 15,50
Acquistabile presso IBS
Dati 2007, 291 p., brossura
Traduttore Pignatti L.
Editore Guanda (collana Narratori della Fenice
TRAMA
La giornata si è appena conclusa, la notte avanza, i bambini vengono messi a dormire, la sua compagna va a letto.
Un uomo si aggira per la casa che questa notte ha deciso di abbandonare per inseguire una vita diversa da quella che ora non lo soddisfa. Ripercorre mentalmente le esperienze del passato, rivive le emozioni degli incontri clandestini che hanno costellato la sua vita, cerca risposte ai suoi dubbi nei discorsi che ha scambiato con amici, familiari.
Non si pone domande sul suo futuro se non in relazione al rapporto che avrà con i suoi figli quando se ne sarà andato, se loro lo odieranno perché la loro madre lo odia, se riuscirà a vederli ancora, se loro staranno bene senza averlo accanto.
I dubbi si focalizzano sul presente, è la decisione giusta?
La cosa che più mi ha inquietata leggendo questo libro è il pensiero di vivere accanto a qualcuno di cui non si intuiscono minimamente i pensieri più intimi. Pensi, in fondo, di essere amata, pensi di star costruendo qualcosa di importante con l’uomo che hai accanto, mentre lui, invece, programma di lasciarti nottetempo, senza una parola.
Un’impotenza che va al di là di tutto, perché non si ha coscienza d’averla. Non si può agire, rattoppare, sistemare niente, perché all’apparenza, per te, non c’è niente da sistemare. E invece…
Se da un lato critico aspramente questo tipo di comportamenti, questo correre dietro alle illusioni ciechi davanti all’evidenza che tali sono, gettando all’aria tutto quello che si è costruito, dall’altro resto dolorosamente fedele al mio convincimento che la vita è breve e che ognuno dev’essere libero di fare ciò che desidera, mettendo se stesso al centro di ogni cosa, e questo diritto, se vogliamo che venga riconosciuto a noi, dobbiamo essere pronti a riconoscerlo agli altri.
ESTRATTI
“Qualche settimana prima, Susan e io eravamo andati a trovare una coppia sposata da circa un anno. Lungo la strada avevo esposto la mia simpatica teoria secondo la quale le persone si sposano quando sono al massimo della disperazione, che il bisogno di un certificato è un segno sicuro di un calo d’affetto.”
“Crede di essere una femminista, ma ha solo un brutto carattere.”
“Rimpiangerò di essere stato privato di questa stanza. Perché, anche se l’arte della solitudine non mi è mai stata insegnata e ho dovuto impararla da solo, mi è diventata necessaria come i Beatles, i baci sulla nuca e la gentilezza. Qui posso seguire il ritmo dei miei pensieri mentre leggo, scrivo, canto, ballo, penso al passato e perdo tempo. In questo luogo ho esaminato intuizioni appena avvertite, ho catturato idee oscure ma pressanti. Non sto parlando del piacere di parlare, fare o volere, ma di perdersi.”
TRAMA

Isabella Swan si trova suo malgrado coinvolta in una festa per il suo diciottesimo compleanno organizzata da Edward Cullen, il vampiro che ama e da cui è ampiamente ricambiata, e dall'intera famiglia di lui. Bella finirà però col ferirsi accidentalmente con la carta del pacchetto di un regalo, scatenando la sete incontrollabile di Jasper (uno dei fratelli di Edward, meno allenato alla loro scelta di astensione dal sangue umano) e la sua conseguente reazione violenta: Edward si troverà così costretto a dover intervenire per proteggerla da un membro della sua stessa famiglia. Quest'avvenimento lo condurrà a rendersi conto che per Bella, lui e la sua famiglia, non sono altro che una fonte perenne di pericoli mortali. Così i Cullen decidono improvvisamente di lasciare Forks, ma soprattutto Bella sperando di darle così l'occasione di una vita serena e il più normale possibile. Bella cadrà in una profonda e dolorosissima depressione a causa di quest'inaspettato abbandono... dalla quale uscirà parzialmente solo grazie all'amicizia di Jacob Black (conosciuto in Twilight), che verrà però presto messa in crisi da un nuovo segreto. Però alla fine la famiglia Cullen tornerà a Forks. Così Edward chiederà a Bella se lo vuole sposare.
ESTRATTO
“Facciamo una passeggiata”, propose, impassibile, prendendomi per mano. Restai in silenzio, senza riuscire a trovare un modo di protestare immediatamente, come avrei desiderato. Così non andava. Brutto segno, brutto segno, ripeteva la voce nella mia testa. Edward non rimase ad aspettare. Mi portò sul lato destro del giardino, quello che confinava con il bosco. […] Ci fermammo dopo pochi passi sotto gli alberi. Non avevamo nemmeno imboccato il sentiero, vedevo ancora casa mia. Edward si appoggiò al tronco e mi fissò, con un espressione indecifrabile. “Bene, parliamo”, dissi. Apparivo più coraggiosa di quanto non fossi. Prese fiato. “Bella, stiamo per andarcene”. Respirai a fondo. Era una scelta accettabile. Mi credevo pronta. Invece, dovevo sapere. “Perché proprio adesso? Ancora un anno…”. “Bella, è il momento giusto. Per quanto potremmo restare ancora a Forks? Carlisle dimostra a malapena trent’anni e già deve dichiararne trentatrè. Comunque vada, non passerà molto tempo prima che ci tocchi ricominciare da capo”. La sua risposta mi lasciò perplessa. Pensavo che andarcene servisse a lasciare in pace la sua famiglia. Che senso aveva partire, se loro ci avrebbero seguiti? Lo fissai, sforzandomi di capire. Lui sostenne il mio sguardo, impassibile. Un attacco di nausea mi confermò che avevo capito male. “Hai detto che stiamo…”, sussurrai. “Intendo la mia famiglia e me”. Scandito parola per parola.[…] Lui restò in attesa, senza dare segni di impazienza. Mi ci volle qualche minuto prima di riuscire a parlare. “Okay”, dissi. “Verrò con te”. “Non puoi, Bella. Dove stiamo andando, non è un posto adatto a te”. “Il mio posto è dove ci sei tu”. “Non sono la persona giusta per te, Bella”. “Non essere ridicolo”. Il moto di rabbia che avrei voluto sfoderare si manifestò in una richiesta implorante. “Sei la cosa migliore che mi sia mai capitata, davvero”. “Il mio mondo non è fatto per te”, rispose, risoluto. “NO! Non dirmi che il problema è la mia anima!”, gridai, furiosa con le parole che esplodevano, eppure anche quella sembrava una supplica. “Carlisle mi ha detto tutto, ma non mi interessa Edward! Non mi interessa! Prenditi pure la mia anima. Senza di te non mi serve: è già tua!” Prese fiato e per un attimo lo sguardo vagò sul terreno. Sulle labbra, una smorfia accentata. Quando finalmente mi guardò di nuovo era diverso, duro, come se l’oro liquido dei suoi occhi si fosse congelato. “Bella, non voglio che tu venga con me”. Scandì quelle parole lentamente, con cura, lo sguardo freddo sul mio viso, in attesa che cogliessi il senso della frase. “Tu… Non… Mi vuoi?” “No” Lo fissavo senza capire. Con gli occhi su di me, non abbozzò neanche una scusa. “Beh, questo cambia le cose”. Ero sorpresa dal mio tono di voce calmo e ragionevole. Probabilmente era colpa dello shock. Continuavo a non trovarvi un senso. Guardò verso gli alberi e riprese a parlare. “Ovviamente, a modo mio, ti amerò sempre. Ma quel che è successo l’altra sera mi ha fatto capire che è ora di cambiare. Vedi sono… Stanco, di un’identità che non è la mia, Bella. Non sono un essere umano”. Tornò a fissarmi. “Ho aspettato troppo e ti chiedo scusa”. “No”. La mia voce era un sussurro: la consapevolezza aveva fatto breccia e scorreva come acido nelle mie vene. “Non farlo”. Ma lui… Aveva già deciso. “Tu non sei la persona giusta per me, Bella”. Non avevo speranza. Io non ero abbastanza per lui. Cercai di dire qualcosa ma restai in silenzio. Lui attese, paziente. Ci riprovai. “Se… Ne sei certo”. Annuì. Il mio corpo si paralizzò. “Vorrei chiederti un favore, però, se non è troppo”, disse. “Tutto ciò che vuoi”, giurai. “Non fare nulla di insensato o stupido” disse, serio, ma non distaccato. “Capisci cosa intendo, vero?”. Lo sguardo tornò di nuovo freddo, distante. “In cambio, ti farò anch’io una promessa. Prometto che è l’ultima volta che mi vedi. Non tornerò. Proseguirai la tua vita senza nessuna interferenza da parte mia. Sarà come se non fossi mai esistito”.
RECENSIONE
Dopo aver letto Twilight, sono corsa a comprare il seguito, come ora andrò a prendere il terzo libro della saga di Isabella ed Edward. Sarà che in questo periodo sono molto sensibile, ma questo libro l'ho sentito mio. Sarà anche la bravura della scrittrice nel descrivere i sentimenti dei personaggi, nel renderli così veri...Ma ho sentito i sentimenti di Bella come fosserò i miei, ho pianto con lei, ho sofferto con lei, ho provato ogni suo singolo sentimento. Ho amato questo libro dalla prima all'ultima pagina.
Titolo: New Moon
Autore: Stephenie Meyer
Prezzo: € 15.13
Acquistabile presso IBS
Dati: 2007, 446.
Traduttore: Fusari L.
Editore: Fazi (collana Lain)
La fine dell’amore c’entra col fondo delle tazze bianche, che piano piano diventano scure e macchiate. C’entra con i bicchieri che da sei sono diventatiquattro e c’entra anche con la cucina all’ingrosso che più di due anni nonregge perché inizia a scollarsi e lascia vedere che è fatta di nulla. Tuttaplastica e laminati e tu hai voglia a fare come se fosse di legno e acciaio,ora che si capisce perché costava così poco: non è capace di far durarel’amore e di far durare le sue parti finte.”
morte della passione? Ilaria Bernardini - autrice di teatro e sceneggiatrice oltre che scrittrice - ha da poco pubblicato il suo secondo libro proprio su questo argomento. Si tratta di una raccolta di brevi racconti, tredici.
Isbn sforna un altro libro che si distingue nel panorama librario italiano. A cominciare dalla copertina.
Qualcuno deve aver detto a quelli della casa editrice che il codice a barre su sfondo bianco alla fine stanca. Così per il libro di Ilaria, ci hanno fatto un bello scarabocchio, di quelli un po’ schizzati e sbavati.
Con stile decadente, Bernardini scrive disillusa di quello che sta in mezzo alla solitudine come una parentesi aperta e inevitabilmente anche chiusa: l’amore. Con una predilezione per il lato materiale di questa esperienza. La fine di una convivenza si vede attraverso gli oggetti lasciati lì a futura e sciagurata memoria, oppure attraverso quelli che non ci sono più.
Un piccolo capolavoro essenziale, lucido come metallo. Che fa star male, riflettere. Racconti che si alternano. Da leggere in silenzio, senza distrazioni.
Estratto
“Fuori fa freddo e non c’è nulla da vedere e davvero non è per pigrizia, è una questione di quantità di cose che possono starci in una casa e in cuore, almeno nel mio mi dico. Nel mio ci stai tu e occupi così tanto spazio che scelgo te. Scelgo altre mille volte te, i tuoi occhi e le cose che mi dici le volte che parli. Scelgo di imparare le tue canzoni e di leggere i tuoi libri. Scelgo te e non dovrei, perchè ogni tanto dovrei scegliere me per vedere che piega avrei preso se tu non fossi esistito. E non lo so che piega avrei preso, non sono neppure capace di immaginarlo.”
Titolo La fine dell'amore
Autore Ilaria Bernardini
Prezzo € 12,00
Acquistabile presso IBS
Dati 2006, 243 p., brossura
Editore Isbn Edizioni
TRAMA

Per la prima volta, con orgoglio e senza eufemismi, è la vagina che prende la parola. E la sua può essere una storia seria, divertita, choccante, fantasiosa o drammatica: dalla donna bosniaca stuprata all'anziana signora che, a settant'anni suonati, scopre l'orgasmo multiplo in una vasca da bagno, passando per ragazze curiose, bambine violate, professioniste del piacere femminile e severe manager in tailleur.
Ispirati alle duecento e più interviste che Eve Ensler ha raccolto, i "Monologhi" si sviluppano intorno agli argomenti neturalmente associati alla vagina (il sesso, le mestruazioni, il parto) come a quelli, dolorosi e scottanti, dell'attualità (le violenze, la pulizia etnica). Ma cercano anche di dare una risposta a domande più fantasiose: "Se la tua vagina parlasse, che cosa direbbe?"; oppure: "Se la tua vagina si vestisse, che cosa indosserebbe?". Con humour trasgressivo, donne di ogni età, razza, classe sociale e religione provano a dare il loro contributo a questa originale presa di coscienza, smettendo di vergognarsi del proprio sesso e della propria sessualità.
Nel suo viaggio oltre l'ultimo tabù dell'universo femminile, l'autrice ci porta in un mondo in cui non avremmo mai osato inoltrarci, e nel farlo scardina i vecchi dualismi patriarcali (corpo/mente, sessuale/spirituale, maschile/femminile). Nessuno, dopo aver letto i "Monologhi della vagina", potrà più considerare una donna come prima.
AUTORE
Eve Ensler è drammaturga, poetessa, sceneggiatrice e regista. Ha alla spalle una lunta militanza come attivista per i diritti delle donne. Attualemnte è impegnata con una major di Hollywood a un progetto cinematografico su donne e carcere, che avrà per protagonista Glenn Close. vive a New York, dove insegna Drammaturgia all'università. I monologhi della vagina, sono stati portati in scena con grande successo a Broadway (con star come Susan Sarandon, Glenn Close, Melanie Griffith e Winona Ryder), a Londra (con Kate Winslet e Cate Blanchett) e in diverse altre città europee.
HANNO DETTO DI LEI
"Lo stile di Even Ensler ha l'intensità della poesia. L'autrice intesse i suoi monologhi di un umorismo irresistibile, provocando le risate del pubblico. La si potrebbe definire un'abile scrittura vaginale." (The New York Times)
"Eve Ensler possiede la felice dota di cnoiugare temi assolutamente anticonvenzionali con un umorismo accessibile a tutti"
"Non si pensi a un rito di guerra contro i misfatti dell'aborrito maschio: niente di veterofemminista in questi bei monologhi, nessun isolamento, rivendicativo e bellicoso delel donne. Queste vagine letterarie arrivano dritta dalla vita." (La Repubblica)
RECENSIONE
Anni fa, come scena in un film, vidi una parte de "I monologhi della vagina" e mi feci tante risate. Poi un paio di anni fa, trovai il libro, e lo acquistai subito curiosa di leggerlo. È talmente scorrevole che lo si legge tutto d'un fiato. Mi aspettavo solamente un libro comico, pieno di battute...in realtà è molto di più di questo. Eve Ensler tocca argomentazioni purtroppo veritiere e per chi come noi vive in un paese civile, si trova a leggere di stupri di massa usati nelle guerre e come l'infibulazione, perchè le donne non possano provare più piacere. Degradazioni verso il mondo femminile, spiegate in modo ironico, ma purtroppo vere. Secondo me le donne dovrebbero leggere questo libro...e forse la lettura potrebbe fare bene anche ad alcuni uomini :)
Titolo: I monologhi della vagina
Autore: Eve Ensler
Prezzo: € 9.50
Acquistabile presso IBS
Dati: 2008, 128p.
Traduttore: Bignardi M.
Editore: Tropea (collana I mirti)

recensito da FrozenLips
in narrativa umorismo | commenti
Estratto
"...non c'era nessuno in tutto il paese che potesse insegnare ai bambini che la realtà non è soltanto quello che l'occhio vede e l'orecchio ode e la mano può toccare, bensì anche quel che sta nascosto alla vista e al tatto, e si svela ogni tanto, solo per un momento, a chi lo cerca con gli occhi della mente e a chi sa ascoltare e udire con le orecchie dell'animo e toccare con le dita del pensiero. Ma chi avrebbe mai dato retta ad Almon? Era un vecchio verboso e quasi cieco, sempre lì a discutere con il suo brutto spaventapasseri."
Commento
Bellissimo...non ho parole..è il primo libro che leggo di Amos Oz e subito, già alle primissime righe mi aveva colpito il cuore..è una favola...anche per i piccoli, ma più per i grandi..una favola sul valore dei sogni, sulla verità, sulle prese in giro e su come troppe volte si viene esclusi per un nonnulla.. Per me è stupendo..da leggere assolutamente...e io adesso voglio il nitrillo!!! :D
p.s. Grazie a MIz per avermi invitato in questo bellissimo blog! Io sono Eleonora, 16 anni e lettrice accanitissima! Essendo questo il mio primo post se c'è qualcosa che non va ditemelo così per il prossimo lo faccio in modo che concordi con lo stile del blog. :)
Titolo D'un tratto nel folto del bosco
Autore Amos Oz
Prezzo € 6,50
Acquistabile presso IBS
Dati 2007, 114 p., brossura
Traduttore Loewenthal E.
Editore Feltrinelli (collana Universale economica)

recensito da lafantasianata
in narrativa | commenti (3)